Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
11/01/2017 06:25:00

Omicido Manuguerra, si avviano a conclusione le indagini. Madone risponde al pm

Ha cambiato idea Antonino Madone, il sessantenne carpentiere di Paceco che il 20 novembre del 2016 ha ucciso a coltellate la moglie Anna Manuguerra, ha deciso di rispondere alle domande del sostituto procuratore, dopo che nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, aveva deciso di non farlo, anche perché consigliato dal suo avvocato, Orazio Rapisarda, che ne aveva valutato l’evidente stato confusionale. La difesa di Madone sta portando avanti una strategia difensiva basata sulla richiesta formulata all’Asp della documentazione che attesta che, il 9 novembre scorso, e cioè due giorni dopo l’udienza di separazione tra l’uxoricida e la moglie, la Questura di Trapani non aveva rinnovato il porto d’armi per il suo fucile da caccia che deteneva regolarmente. Sevizie e crudeltà sono le aggravanti contestate a Madone dalla procura. Le indagini preliminari stanno per concludersi, e lo testimonia il fatto che qualche giorno prima del Natale il pm Sgarrella ha disposto il dissequestro della villetta dove è avvenuto l’omicidio riconsegnandola ai familiari della donna.

Per quel che riguarda la parte civile, l’avvocato Vincenzo Maltese, nelle scorse settimane aveva chiesto al pm un’integrazione probatoria, con le audizioni dei figli della coppia, Maria Grazia e Gaspare, e la madre della vittima, la signora Paola D’Antone, che hanno raccontato di una convivenza difficile e di una sottomossione della signora Manuguerra, confermando il clima di terrore in cui viveva perchè picchiata dal marito abitualmente. La figlia della signora Manuguerra ha detto davanti al sostituto procuratore che la madre dal luglio scorso non teneva più coltelli in casa per paura di essere aggredita e proprio per questa paura e dopo una vita di umiliazioni si era convinta a chiedere la separazione dopo anni in cui avrebbe sopportato di tutto. Marito e moglie sarebbero stati d'accordo su quanto disposto dai giudici anche sull'assegno di mantenimento che Madone avrebbe dovuto versare alla moglie, ma i due non sarebbero stati concordi sull’uso del cortile di casa da parte del carpentiere per il parcheggio dell’auto, fatto che potrebbe essere valutato alla base del possibile movente del delitto. Ritornando sul rigetto fatto dal questore di Trapani, Maurizio Agricola, c'è da dire non ha concesso il rinnovo del porto d'armi perchè una nota dell'Unità di medicina legale dell'ASP confermava la mancanza di requisiti psichici necessari. E' chiaro che questo aspetto potrebbe essere determinante ai fini del giudizio finale per l'uomo.
 

Ti potrebbe interessare anche: