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07/09/2017 06:00:00

Alle prese con l'ufficio "Danni sismici" del Comune di Marsala

 di Leonardo Agate - Era una splendida mattina dei primi di luglio 2017. Il signor Candido V*guardò distrattamente le ultime notizie sul pc. Nulla di quello che scorreva, lo interessava particolarmente. Leggeva i titoli dei giornali locali e delle testate nazionali, e notava indifferentemente che in realtà nulla di nuovo era accaduto: il solito sbarco di migliaia di immigrati sulle coste siciliane, le solite dichiarazioni preoccupate dei consiglieri comunali sui problemi della città, che non avrebbero risolto, le ordinarie altalene di pensiero degli statisti nazionali, gli omicidi di rito, e le retate di mafiosi e camorristi, i cui posti lasciati vuoti vengono occupati presto dai nuovi mafiosi e camorristi.  Nulla lo stimolava a scrivere un nuovo articolo da spedire al direttore del giornale. Decise allora che qualche altra cosa poteva fare, magari di interesse personale.

 Avendo bisogno di notizie sulla sua posizione nella graduatoria dei danni sismici del 1981 a Marsala, poiché è ancora fra coloro che attendono il contributo, si è recato alle 9,50 all’Ufficio Danni Sismici, nell’ex Convento dell’Itria, Settore Lavori Pubblici.

 Non c’è da meravigliarsi se Candido dopo 36 anni va ancora a chiedere notizie del contributo. In città più di 1.400 persone hanno ottenuto i contributi, altre quattrocento attendono. Il nostro Paese e la sua burocrazia sono lenti in queste, e in altre cose: trentacinque anni per dare i contributi previsti dalla legge corrispondono a tre mesi e mezzo che ci vogliono in altri Paesi. Ma che facciamo, ci trasferiamo tutti in altri Paesi, creando una nuova ondata di migranti, stavolta dall’Italia? La vita bisogna prenderla con filosofia, se non si vuole stare sempre incavolati.

L’apposita Commissione comunale, ai sensi dell’art. 4 del D.L. 28/7/1981, n. 397, come modificato in legge, avrebbe dovuto esprimere le sue determinazioni entro 90 giorni dalla presentazione delle perizie. Ma, o perché le pratiche non furono istruite dall’Ufficio o perché la Commissione non si riunì frequentemente, i 90 giorni diventarono 900 e diventarono  9000 per le pratiche non ammesse ancora a contributo.

 Facendo mente locale, Candido rivaluta l’operato del senatore Pietro Pizzo, che molti hanno dileggiato. Quando il senatore  era in carriera, i Comuni di Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo hanno ottenuto finanziamenti per 15,5 miliardi di lire per i danni sismici.  Successivamente i finanziamenti diminuirono di entità e di frequenza.

 Per ultimo, l’art. 39 – duodecies della legge 23/2/2006, n. 51, ha previsto un finanziamento di tre milioni di euro per gli anni 2006 - 2008 a favore dei Comuni di Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo: un milione a ciascun Comune in tre anni. Candido non sa se negli ultimi dieci anni il Comune, Ufficio Danni Sismici, sia riuscito a spendere il finanziamento, finanziando nuove pratiche. Per questo si è recato a sentire le novità.

Dopo l’era socialista al Comune,  cambiavano in città le amministrazioni, i Dirigenti di Settore e i Responsabili dell’Ufficio Danni Sismici. Il nuovo arrivato all’Ufficio, se un interessato andava a chiedere notizie, dava vaghe risposte. Una delle più usate era che aveva sostituito da pochi mesi il precedente funzionario, e doveva ancora capire. Sono passati così molti anni di inefficienze e di vaghezze, oltre che di incazzature di diversi aspiranti al contributo. Certe mattine, le grida di qualcuno incavolato per le risposte del funzionario, fecero temere che fosse avvenuto un nuovo terremoto.

 All’Ufficio Danni Sismici la porta dell’Ufficio è aperta, si vedono effetti personali sul tavolo del Responsabile. Sulla targhetta a fianco della porta c’è il nome del Dott. Geom. Gaspare Zichittella. Questo nome ricorda a Candido qualcuno, ma non sa fare il collegamento. Candido si siede nel corridoio e aspetta.  Nell’attesa, tira fuori il giornale e comincia a scorrerlo. Dopo una ventina di minuti l’ha scorso tutto. Il Responsabile tarda a venire. Candido dà un’occhiata dentro la stanza, per il caso che l’impiegato sia in angolo morto non visibile dall’esterno. Ma dentro non c’è sicuramente: è un piccolo locale, di certo la cella di un monaco in altri tempi. Sulla parete di fondo dietro la scrivania, in una foto d’annata, in cornice e sotto vetro, gli sembra di riconoscere il suo compagno di scuola Luigi Sciacca, che fu sindaco molti anni fa.  Sulla parete a destra è incorniciata una stampa d’arte di una ragazzona con il seno destro di fuori. Molto bella, molto artistica. Il Responsabile deve avere buon gusto. E’ l’oggetto più ammirevole dell’Ufficio, più attraente della foto di Luigi Sciacca. Sul pavimento, cartelle e fascicoli in disordine, come d’uso in molti uffici pubblici. 

 Candido ritorna alla sua sedia nel corridoio, e si appisola, nel chiacchiericcio diffuso proveniente da altre stanze lungo il corridoio. Dopo un breve pisolino, Candido si accorge che è da un’ora che aspetta. Decide di andarsene. Percorre il corridoio, sta per svoltare a destra verso l’uscita quando nota l’indicazione “Dirigente. Ing. Luigi Palmeri”. Anche questo nome gli ricorda qualcuno, ma non sa collegarlo a una precisa persona. Candido riferisce al Dirigente di avere aspettato inutilmente per un’ora il Dott. Geom. Zichittella. L’Ingegnere lo avvisa che oggi il funzionario è dovuto uscire per ragioni di servizio.

 Tornando verso casa, Candido fa mente locale a quei due nomi di funzionari, e gli si accendono i ricordi. Alcuni anni fa, il responsabile dell’Ufficio Danni Sismici era lo stesso dipendente di adesso. Poi fu sostituito da altri. Ora  si vede che è tornato al vecchio posto di lavoro. Allora, una decina di anni fa, Candido era segretario generale in un Comune della Valle del Belice, e mandava da là al Comune di Marsala, suoi politici e funzionari, lettere per spingerli a darsi da fare di più allo scopo di ottenere nuovi finanziamenti per il completamento della riparazione dei danni sismici. Il Comune dove Candido lavorava era di quelli che avevano subito il terremoto del 1968. Gli amministratori comunali con i funzionari si recavano spesso a Roma e a Palermo per chiedere nuovi finanziamenti per il completamento della ricostruzione e, un anno sì e uno no, riuscivano ad ottenere un bel po’ di quattrini. Chiedi e richiedi, i nuovi finanziamenti arrivavano.

 Gli amministratori e funzionari marsalesi, invece, dopo la solerzia delle amministrazioni socialiste, dormicchiavano. Candido tentava di svegliarli. Il Dott. Geom. Zichittella gli prometteva il suo interessamento. Candido per Natale o Pasqua, per un paio di anni,  gli portò pure i regali di rito, per ricordargli di mantenere la sua fattiva collaborazione. Poi, visti inutili anche i regali, non gliene portò più.

 Avvicinandosi a casa, Candido si ricordò anche di un episodio riguardante l’Ing. Luigi Palmeri: un paio di anni fa aveva il problema di un lampione della pubblica illuminazione, posto vicino al suo balcone della casa di via Salinisti. Il vetro di protezione della potente lampada era rotto, e chi si affacciasse la notte dal balcone veniva abbagliato dalla luce accecante. Quindi di notte non ci poteva affacciare, salvo rischiare danni alla retina degli occhi. Candido contattò l’Ing. Palmeri, il quale assicurò che alla prossima manutenzione avrebbe provveduto. Sono passati due anni e il lampione  è sempre nello stesso malconcio stato. O da due anni il Comune non fa più la manutenzione dei lampioni, o l’Ing. Palmeri dimenticò la promessa.

 Ora Candido sa con chi si deve relazionare.

 Seduto sul sedile sotto la vecchia casa danneggiata dal sisma della Contrada Spagnola, accende un Toscano. Le prime stelle in cielo luccicano. Candido pensa che la storia avrà un seguito


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