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12/10/2017 06:00:00

Marsala, la lite al lido delle Torri con la polizia. Oggi il processo per De Vita

"Sei solo un cretino in bicicletta". E' stata forse la frase più "tenera" detta a dei poliziotti in gita in bicicletta, avventuratisi nel suo lido, da parte di Giuseppe De Vita. Il titolare del lido "Le tre torri", a Birgi Vecchia - San Teodoro, domenica mattina è stato arrestato, è stato sottoposto al divieto di dimora presso il lido da lui gestito, e oggi si ritrova a processo per direttissima. 

Ancora una volta il lido accanto alle torri di San Teodoro al centro di polemiche e vicende giudiziarie. Che è successo? Domenica mattina verso le undici un gruppo di ciclisti amatori arrivati da Palermo per fare una gita tra le Saline di Paceco e quella di Marsala -   in gran parte poliziotti e militari della Guardia di finanza -  arriva al lido.

Si tratta del gruppo "Le pantere della Polizia - Bike", insieme ad altri gruppi. Sono 37. Uno di loro ha forato. Mentre si riposano, nell'attesa che il compagno sostituisca la camera d'aria, vorrebbero fare delle foto. Immediatamente interviene un ragazzo che lavora al lido, Emanuele Aleci, e vieta di fare le foto, perchè quella,dice, è una struttura privata.  I ciclisti si qualificano: sono dipendenti della polizia e della Guardia di Finanza, c'è anche una funzionaria del Demanio che conosce bene la normativa che regolamenta le spiagge in concessione e spiega al ragazzo che nella zona dove loro si trovano non si può vietare di scattare foto al panorama. Il giovane però continua ad ostacolare gli scatti fotografici.  Ne nasce una discussione "educata", sottolineano le carte, fin quando li ragazzo si agita e dice in dialetto al sovrintendente di polizia "Tu sei ignorante, non capisci niente, vedi di andare via", e "me ne fotto dei poliziotti", e  allora i poliziotti si qualificano e decidono di chiedergli la carta di identità per identificarlo. Lì irrompe De Vita ("Ma che cazzo fai - dice al dipendente - dai i documenti ad un cretino in bicicletta?")  che strappa con forza  il documento di riconoscimento dalle mani del poliziotto, comincia ad insultarli e a dire parolacce ("Sei solo un cretino con il casco"). Il sovrintendente di polizia lo invita a riconsegnargli il documento, ma lui insiste: "Documenti non te ne do, ed è meglio che ti levi dal c..zo o ti rompo il culo", spintonandolo con le mani. Dal lido spunta la signora Ombretta Nizza, moglie di De Vita, che insulta lo "sbirro", come lei lo chiama: "Fango e cretino! ora chiamo l'avvocato e ti faccio vedere io!". La cosa degenera, fino all'arrivo della volante del 113 e all'arresto di De Vita. 

Condotto successivamente in Tribunale, il giudice Lorenzo Chiaramonte, su richiesta della Procura (pm Antonella Trainito), convalida l’arresto ("ha mantenuto un comportamento esagitato ed aggressivo nei riguardi di un pubblico ufficiale, a prescindere dalle sue eventuali ragioni" si legge nel provvedimento) anche se poi, su richiesta della difesa, De Vita viene rimesso in libertà con la misura cautelare del divieto di dimora all'interno del suo lido. Il provvedimento è giustificato, si legge, "dalla spiccata pericolosità sociale di De Vita e dalla palese inclinazione a delinquere dello stesso".  E questo pomeriggio (giovedì), alle 15, ci sarà la «direttissima» davanti allo stesso giudice Chiaramonte. Per quanto accaduto, sono stati denunciati anche Ombretta Nizza e il bagnino (quest’ultimo per diffamazione e  violenza privata aggravata). 


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