Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
20/11/2017 06:00:00

Marsala, Ovadia presenta la nuova stagione teatrale. Ecco il cartellone

Si presenta oggi pomeriggio alle 16, al Teatro Comunale Eliodoro Sollima, il nuovo cartellone invernale pensato dal direttore artistico dei teatri marsalesi, Moni Ovadia. In una recente intervista a Tp24.it, Ovadia aveva già anticipato alcuni nomi, aggiungendo che quest’anno il cartellone è stato realizzato tenendo conto di tutti di palati. Rispetto alla scorsa stagione invernale la scelta appare più audace e attenta. Proviamo a vedere ciò che propone ogni singolo spettacolo.

Filumena Marturano  andrà in scena il 27 novembre al teatro Impero. Lo spettacolo ha superato la prova più difficile, la rappresentazione a Napoli. Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses sono riusciti a convincere un pubblico che non fa tanti sconti quando si mette in scena un’opera di Eduardo De Filippo. Va ricordato che proprio per Geppy Gleijeses, il grande Eduardo revocò il veto alle sue opere posto ai ventenni, e delle sue performance attoriali si è anche detto che “…dimostra in scena di essere l’erede di Eduardo De Filippo" ( Ugo Ronfani, Il Giorno 2007). La D’Abbraccio di suo può vantare di avere ricevuto, dallo stesso Luca De Filippo, i diritti per mettere in scena quest’opera. Attrice impareggiabile nei personaggi di donne forti e passionali. La regia della Cavani che, per la prima volta si cimenta con il teatro di prosa, dovrebbe assicurare la giusta carica emozionale dei due protagonisti che ripercorrono, insieme ai drammi personali, quello di un intero Paese ancora sconvolto dalla recente guerra. lo spettacolo è prodotto in collaborazione con Festival dei Due Mondi di Spoleto

Credo, il titolo dello spettacolo del 15 dicembre, con l’Orchestra di Piazza Vittorio. Oratorio interreligioso, si aggiunge al titolo per chiarire il genere prossimo alle diverse tradizioni spirituali attraverso straordinarie contaminazioni di suoni e parole. Riduttivo definirlo uno spettacolo, Credo, lo dice già il titolo, è un’Esperienza. In Italia la prima esecuzione si è tenuta a Roma il 20 dicembre del 2015 al Teatro Olimpico. Si tratta di un lavoro per nove interpreti di estrazioni completamente diverse che prevede, tra l’altro, l’utilizzo di strumenti particolari come la kora, un’arpa-liuto diffusa in buona parte dell’Africa occidentale, o l’oud strumento arabo della famiglia dei liuti, accanto a “voci” piuĚ€ familiari come il violoncello, il basso elettrico, o l’organo, punto fermo della produzione sacra occidentale, senza negarsi il gusto di qualche intervento elettronico.
Lo spettacolo dura 60 minuti circa senza intervallo

Romeo e Giulietta 1.1. la sfocatura dei corpi della Compagnia Zappalà sarà di scena il 29 dicembre, sempre al teatro Impero.
Siamo tutti Romeo e Giulietta, è questo, in estrema sintesi, il messaggio dello spettacolo della storica Compagnia. La danza come linguaggio e la coreografia che diventa verbo. Roberto Zappalà recupera i lavori più interessanti che hanno lasciato un segno nel tempo e nella costruzione della linea coreografica di tutta la sua storia artistica. Per questo quel 1.1 si aggiunge al titolo del 2006 La sfocatura dei corpi. Cosa ci fa sentire sfocati, quando ci sentiamo sfocati? Tecnicamente, (in ottica, fotografia, cinema), la sfocatura è una questione di distanza. La distanza tra il centro focale dell’obiettivo e l’oggetto inquadrato; se questa distanza è inferiore o superiore ad una certa misura l’oggetto risulta, appunto, sfocato. Gli amanti di Verona ci insegnano il dolore della distanza che va oltre l’amore.
I movimenti sono di Simone Viola. La produzione è in coproduzione con Orizzonti Festival. Fondazione e gode anche del sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali

Binnu Blues, il racconto del Codice Provenzano, verrà rappresentato il 29 gennaio 2018 al teatro Impero. Lo spettacolo è tratto dal libro Il Codice Provenzano di Salvo Palazzolo e Michele Prestipino. L’adattamento teatrale è stato curato da Vincenzo Pirrotta. Le musiche sono originali e verranno suonate dal vivo da Charlie Di Vita.
Pirrotta, accompagnato dalla chitarra di Charlie Di Vita, ripercorre i 43 anni di latitanza del boss corleonese morto nel luglio del 2016. Gli ordini di morte, la falsa religiosità, la trama dei rapporti con gli insospettabili: nelle parole ritrovate dagli investigatori guidati da Renato Cortese (attuale questore di Palermo) prende forma il ritratto del padrino che custodiva i segreti della mafia siciliana. In alcuni passaggi i pizzini diventano un canto blues. Dice Pirrotta: “ridicolizzo le parole di un capomafia che non sa neanche parlare italiano ed esprimo tutta la rabbia per ciò che è accaduto nella nostra terra a causa di quell’uomo e dei suoi complici. Proprio attraverso le parole del blues, i neri d’America costretti nei campi di cotone manifestavano tutta la loro rabbia”. Anche questo spettacolo, come quello della Compagnia Zappalà, è passato dalle Orestiadi dirette da Claudio Collovà. Binnu Blues verrà riproposto il giorno dopo a Caltanissetta.

Libera Nos Domine lo vedremo il 25 febbraio all’Impero. Il Teatro-Canzone, tanto amato da Moni Ovadia proposto da Enzo Iacchetti che, in questo caso, si stacca dal cabaret. Si considera in  scena prigioniero dell'attualità e desideroso di liberarsi dai dubbi che lo affliggono sul progresso, sull'amore, sulla religione e sull'immigrazione. La sua prigionia è affrontata con ironia e provocazione. Tanti gli amici che hanno dato un contributo per la realizzazione di questo spettacolo: Giobbe Covatta, Gaber, Guccini, per citarne solo alcuni.

La raffinata musica di Sergio Cammariere suonerà il 25 febbraio. Un concerto live che consentirà agli spettatori di riascoltare i successi più acclamati dell’artista che ha ridipinto con nuove sfumature per questo tour dal titolo “IO”. Cammariere racconta tutto il suo mondo musicale, capace di combinare in perfetto equilibrio, intensi momenti di poesia, intrisi di suadenti atmosfere jazz e coinvolgenti ritmi latini che accendono il live con calde atmosfere bossanova. Oltre ai successi già noti e amati dal suo pubblico ci sarà spazio per le nuove creazioni frutto di una ricerca musicale in continua evoluzione.
"IO" è stato registrato tra la Casa del Jazz e l'Auditorium Parco della Musica di Roma. Ad affiancare Cammariere un team di grandi musicisti: Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Amedeo Ariano, Bruno Marcozzi e l'orchestra d'archi diretta da Paolo Silvestri; nel disco hanno suonato anche Roberto Taufic, Marcello Surace, Francesco Puglisi, Paulo La Rosa, Ousmani Diaz, Max Ionata e Roberto Rossi.

L’11 marzo sarà la volta di Luigi Pirandello , Vestire gli ignudi. Il testo è stato riadattato e diretto da Gaetano Aronica. 
Vestire gli ignudi è una storia nera che potrebbe essere letta come una seduta psicanalitica. Il flusso di coscienza della protagonista è lo specchio deformante che smaschera la vera natura degli altri personaggi, facendone emergere il lato oscuro, a tratti terribile. Durante questo percorso di formazione e trasformazione, la protagonista Ersilia si scoprirà “donna” in un modo diverso da come si è sempre sentita e assumerà una nuova coscienza di sé. Il testo di Pirandello è attraversato da una violenza sotterranea, da una volontà di sopraffazione che è per i personaggi del dramma, ragione stessa del proprio vivere. Una storia di sesso, potere e visibilità mediatica che sembra scritta ai giorni nostri. Lo spettacolo, che ha già riscosso un ottimo successo, è la prima produzione del Teatro Pirandello di Agrigento.

La Scuola calcherà le tavole del Teatro Impero il 17 aprile. Daniele Luchetti dirige Silvio Orlando nei panni dell’indimenticabile professore Vivaldi amato dal pubblico nella versione cinematografica del 1995. Lo spettacolo, forte di una linearità drammaturgica e cronologica unitarie (non ci sono cambi di scena o salti temporali) è la fotografia nitida di una resa dei conti: si scontrano non solo due modi di intendere l’istruzione, ma anche due mondi etici e politici differenti, la palestra è il campo di battaglia della scuola. Ma il sistema scolastico fa acqua da ogni parte (non solo metaforicamente) e, a sentirlo oggi questo testo, si capisce anche che su temi quali l’edilizia scolastica o la centralità del ruolo degli insegnanti, il nostro paese è rimasto proprio agli anni ’90. Nonostante siano argomenti che passano di bocca in bocca a ogni nuovo governo, come un suono di sottofondo che ha più o meno lo stesso rumore di quel sibilo intonato da Cardini mentre levitava fino al soffitto.

La stagione teatrale invernale si chiude con A Supirchiaria, giorno 26 aprile, toccherà ad un gruppo di artisti marsalesi, i Lilibeo Ensemble. La regia e la drammaturgia è affidata a Giuliano Scarpinato. Marcella Favilla, Melania Genna, Francesco Torre, Fabrizio Lombardo e Federico Brugnone hanno fatto percorsi formativi diversi, ma tutti di grande qualità. La formazione di questo gruppo scaturisce dal desiderio di restituire, in qualche modo, alla proprio città d’origine la professionalità acquisita in tanti anni di studi rigorosi costellati anche di interessanti successi. La neo formazione, attraverso il lavoro registico e drammaturgico di Giuliano Scarpinato intende svolgere una intrigante Indagine su Leonardo Sciascia.


Ti potrebbe interessare anche: