Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
18/10/2017 10:02:00

Due anni fa la scomparsa di Michele Galfano

 di Rossana Titone - E' difficile abituarsi ai ricordi, è difficile oggi, per me, ricordare chi non c'è più.

Due anni fa, il 18 ottobre del 2015, moriva Michele Galfano. Il suo cuore si fermava.

Era una domenica di ottobre, quella, soleggiata. Una domenica che chi davvero ha nutrito affetto per questo ragazzo non potrà dimenticare. Riecheggia ancora nella mia mente la voce di chi mi dava la notizia.

E come si fa a dimenticare un dolore così grande? Non si può, non è vero che tutto passa. Non passa nulla. Ci si abitua al dolore, ci si convive. Sai che la ferita è lì, se ti muovi un po' di più fa male, e si è gelosi di questa ferita perchè racconta una amicizia, una affetto grande, una fratellanza che ora è raccontata da altre cose.

La mente è meravigliosa, porta in dono dei piccoli ricordi, autentici, che sembravano banali e che invece segnano vite.

Chi era Michele lo sanno tutti, il suo dolce sorriso e la sua immensa anima abbracciavano chiunque sfiorasse il suo percorso.

Quelle braccia aperte con le quali andava incontro a chiunque varcasse la soglia del suo ambulatorio, quella pacatezza rimarranno impresse in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo realmente.

Michele è stato il fratello che non ho avuto, il faro che ha illuminato scelte e decisioni mie, importanti.

Il fido consigliere a cui, come un fiume in piena, confidavo i grovigli della mia mente. E dipanava i miei dubbi, sempre. Dialettica viva e onestà intellettuale accompagnavano tutti i nostri discorsi.

Potrei scrivere tanto, non voglio.

Il mio impegno è legato ad un grazie.

Grazie, Michele, per avermi onorato di essere stata “Rossanina” per te. Grazie per avermi donato il bene prezioso e sincero della tua amicizia e della tua immancabile e quotidiana presenza, delle tue dritte, dei tuoi consigli. Grazie per avere indicato la strada e per averla tracciata anche adesso, come sempre. Grazie per la stima che mi riconoscevi e che oggi mi confermano in tanti. Grazie per l'affetto genuino, senza artefici e senza mezze parole. Grazie per tutti gli anni di intenso e reciproco rispetto.

Un amico non si sostituisce, un amico non prende il posto di un altro, un amico non può essere dimenticato. Non è un addio, non credo che si sia mai stato, ricordare fa bene al cuore, lo accarezza e lo riporta in luoghi che l'anima rifugge.

Verrebbe da dire: “Hey Miki, qui non si sta bene”, ma intravedo già il tuo disappunto.

Diresti: i ricordi... i ricordi sono il ponte che collegano chi non c'è più a chi è qui.

Avresti ragione, anche questa volta.

Michè, sai che c'è? Me l'hai combinata grossa. E stavolta non passa, perchè non è uno scontro, non è una visione opposta alla tua, non è vita che scorre. E' assenza.

E più torno io da quel dolore e più manchi Tu.

Ciao Amico Mio.


Ti potrebbe interessare anche: