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19/03/2017 14:48:00

Eversione legislativa: la mancata decadenza del senatore Minzolini

 di Leonardo Agate - Quando un regime traballa, si verificano i colpi di stato o le rivoluzioni. Ci fu il colpo di stato di Mussolini e dei suoi che marciarono su Roma nel 1922. C'era stata la rivoluzione francese del 1789. Ci fu la rivoluzione Russa del 1915.

Non so come definire l'episodio marginale, eppure eclatante, del rigetto della decadenza del senatore Minzolini dal senato. Cercando una definizione, penso che vada bene quella di "eversione legislativa".

Il senatore Minzolini é un giornalista, che é stato direttore del TG1. Quando lo era, si é appropriato di 65.000 euro, utilizzando per fini personali la carta di credito aziendale. E' stato processato, assolto in primo grado, condannato a due anni e sei mesi in appello, con l'interdizione dai pubblici uffici, e la Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna.

Secondo la legge Severino, la sentenza definitiva comporta la decadenza dalla carica di parlamentare. Sennonché il senato ha respinto la decadenza e l'ha confermato senatore. I voti determinanti sono stati anche del Pd. La legge Severino, applicata in altri casi, anche nei riguardi di Berlusconi, che difatti é uscito dal parlamento, non é stata stavolta rispettata. Il senato si é fatto quarto grado di giudizio, superiore alla Cassazione, e ha disatteso la sentenza.

Il parlamento rappresenta il potere legislativo, può fare e disfare le leggi, modificandole o abrogandole dopo averle emanate. Fatto ciò, l'applicazione delle leggi non é più di competenza del parlamento, ma dei magistrati. Una legge, come la Severino, che prevede la decadenza di un parlamentare condannato a oltre due anni di reclusione, deve essere rispettata ed eseguita in ogni sede se la magistratura ha sentenziato definitivamente. Nello scandalo Minzolini, il parlamento, con una votazione, non con una speciale legge o un decreto, ha di fatto impedito alla sentenza di essere eseguita. Se questa non é eversione legislativa, come si può chiamare?

Se un qualunque cittadino, condannato a due anni e sei mesi, volesse partecipare a qualunque concorso pubblico, verrebbe escluso, pure se fosse Einstein. Invece il senatore Minzolini é rimasto al suo posto.

La casta dei mandarini, nell'antica Cina, era costituita da un gruppo dirigente che era intoccabile dalla legge, qualunque cosa un mandarino avesse compiuto. Anche se, putacaso, avesse strozzato un uomo, la legge, che prevedeva il processo e la condanna, non poteva essere applicata contro quel malandrino mandarino. Al massimo capitava che i mandarini si scontrassero tra di loro, ma era un fatto loro, avulso dal contesto giudiziario. Sorgevano, tra di loro, rese di conti politiche o violente, ma il gruppo restava sempre al comando e inattaccabile da chicchessia.

La casta dei parlamentari italiani ha fatto quel che facevano i mandarini, fregandosene altamente del pensiero della gente. E poi ci si chiede perché il primo partito é diventato il 5Stelle.  


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