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29/06/2017 00:00:00

In Sicilia potrebbero aprire 222 nuove farmacie, ma la Regione continua a bloccare tutto

Potrebbero aprire anche domani 222 nuove farmacie, che darebbero da lavorare a quasi 500 giovani laureati in forma singola o associata e fornirebbero un servizio aggiuntivo a vasti territori creando anche un effetto concorrenza a beneficio del cliente. Di questo famoso concorso delle nuove farmcie e della vergognosa vicenda che si sta trascinando da anni ne abbiamo parlato tre anni fa in questo nostro articolo .
La legge c’è, i titolari sono stati individuati con concorso e sono pronti ad aprire, ma la Regione siciliana continua a prendere tempo e bloccare un’occasione di lavoro difficilmente ripetibile.

Questa assurda vicenda inizia nel 2012 con il decreto “Cresci Italia”, poi trasformato nella legge 27/2012, una norma varata dal governo Monti. La norma rideterminava i criteri per la nascita di farmacie sul territorio nazionale abbassando la soglia di abitanti serviti per ogni farmacia esistente. Entro un anno, entro il dicembre del 2013, tutte le Regioni dovevano completare le procedure e bandire i relativi concorsi destinati ai giovani farmacisti.

Si trattava di uno sbocco professionale lavorativo importantissimo per la categoria tanto che moltissimi giovani farmacisti hanno perfino lasciato impieghi in varie farmacie per fare il concorso, in forma singola o associata. Si tratta di un concorso straordinario con regole particolari che non prevedeva esami ma solo la valutazione dei titoli. Per semplificare e velocizzare le procedure fu creata un’apposita piattaforma nazionale nella quale i concorrenti potevano inserire le proprie domande e i propri titoli. La piattaforma stessa, nel giro di pochi minuti, calcolava il punteggio assegnato a ciascun concorrente o gruppo di concorrenti associati. Tutto molto semplice tanto che alle commissioni regionali non restava che la verifica dei titoli e stilare la graduatoria in base a punteggi già calcolati.

Ma la Sicilia non si smentisce mai e così mentre altrove in Italia il concorso è già stato svolto e le farmacie assegnate, le licenze consegnate e la maggior parte sono già aperte, nella nostra Regione la Commissione perde tempo nella valutazione dei requisiti, nel controllo dei titoli e così via.
E a forza di perdere tempo si arriva al 2015 quando, pronunciandosi su un’altra vicenda riguardante non questo concorso ma un concorso ordinario per farmacisti in Sardegna, il Consiglio di Stato interpreta l’art. 9 della legge 221/68 in maniera del tutto nuova e imprevedibile riuscendo a mettere in dubbio anche la graduatoria del concorso straordinario in questione. Cambia, di fatto, in corsa le regole di assegnazione dei punti bonus ai titolari di farmacie disagiate stravolgendo un sistema utilizzato e mai contestato fin dal 1968.

Inizia una battaglia legale che porta ad una serie di ricorsi su questo concorso chee spacca l’Italia a metà: là dove il concorso era stato completato, infatti, le farmacie vengono aperte mentre nelle regioni meno virtuose e dunque anche in Sicilia, tutto viene fermato. In un primo momento il Tar sospende la graduatoria ma il Cga annulla la sospensiva e invita il Tar ad approfondire la vicenda ponendo le basi per considerare il concorso in questione come assolutamente regolare e ben distinto dalla vicenda sarda.

In quella occasione la Regione si costituisce davanti al Cga chiedendo di poter promulgare la graduatoria e dunque assegnare le farmacie così come i vincitori di concorso ricorrenti. Ma nonostante l’ordinanza del Cgam l’amministrazione regionale sospende in autotutela e adesso con la sentenza del Tar immediatamente esecutiva non ha ancora provveduto a revocare la sospensiva in autotutela e a procedere alla fase dell’ interpello dei vincitori. 


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