14/05/2019 06:00:00

Marsala, non solo aste. "Ecco il mio strano caso giudiziario"

 I casi giudiziari strani sono frequenti, purtroppo in Italia. Abbiamo cominciato a raccontare su Tp24.it alcune anomalie nelle procedure delle aste giudiziarie. Custodi che consigliano ai potenziali acquirenti di far andare le aste deserte, proprietari di immobili che minacciano gli interessati al bene, perizie incomplete, e altre stranezze. Casi che si verificano al Tribunale di Marsala come a quello di Trapani. Abbiamo ricevuto una testimonianza interessante su una strana vicenda giudiziaria. Eccola.

Egregio Direttore,
ho letto il vostro articolo sulle stranezze che accadono nel mondo delle aste giudiziarie del Tribunale di Marsala, compresa la replica dell'avvocato G. Spada (presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Marsala). 

Mi sono sentito sollecitato a condividere la mia esperienza su avvocati e giustizia a Marsala che, preciso, non è avvenuta nel settore delle aste giudiziarie.

In questa vicenda giudiziaria che esporrò gli avvocati di controparte li chiamerò Sandra e Raimondo. I fatti per come oggettivamente avvenuti in ordine temporale:
Nel 2013 depositai una querela inerente la gestione e la liquidazione di una società in cui ero compartecipe.
Nel 2014 la procura, a seguito della mia querela, rinviava a giudizio gli avvocati Sandra e Raimondo del foro di Marsala.
Nel 2015 mia nonna materna novantenne, per il tramite del proprio amministratore di sostegno e assistita dagli avvocati Sandra e Raimondo, intraprendeva delle azioni civili nei miei confronti.
Per promuovere il procedimento civile definito “Azione Negatoria” il Giudice Tutelare del Tribunale di Marsala autorizzava soltanto l'avv.to Raimondo.
A ottobre 2015, insospettito per la terzietà della posizione assunta dall'avv.to Raimondo, in difesa di mia nonna, ripeto peraltro sotto amministrazione di sostegno, inviavo un esposto all'Ordine degli avvocati di Marsala.


In questi casi la legge prevede che “Quando è presentato un esposto o una denuncia a un consiglio dell’ordine, o vi è comunque una notizia di illecito disciplinare, il consiglio dell’ordine deve darne notizia all’iscritto, invitandolo a presentare sue deduzioni entro il termine di venti giorni, e quindi trasmettere immediatamente gli atti al consiglio distrettuale di disciplina, che è competente, in via esclusiva, per ogni ulteriore atto procedimentale” (art. 50, comma 4 L. 31 dicembre 2012, n. 247 – rubricata Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense).
Questo mio esposto non fu mai inviato al consiglio distrettuale di disciplina di Palermo che è l'unico competente in via esclusiva per una valutazione.

A gennaio 2016 aderivo al procedimento di mediazione civile, obbligatorio per legge, per una risoluzione pacifica della vicenda.


A maggio 2016, al termine dell'iter di mediazione, il mediatore per la risoluzione pacifica della vicenda mi imponeva il seguente accordo:
- il pagamento, in unica soluzione e entro 30 gg, di euro 145.000,00
- che rimettessi le querele nei confronti degli Avv.ti Sandra e Raimondo
- che ritirassi l'esposto presentato presso l'Ordine degli Avvocati di Marsala contro gli avv.ti Sandra e Raimondo.
- che mio fratello, soggetto estraneo alla mediazione, rimettesse le querele sempre nei confronti degli avvocati Sandra e Raimondo.

Vista la gravità dei fatti, che sicuramente travalicavano gli interessi di mia nonna, tempestivamente li rappresentai al Giudice Tutelare, il quale revocò (sempre a maggio 2016) il mandato alle liti all'avvocato Raimondo e trasmise gli atti in procura.
A luglio 2016, nella fase introduttiva del processo civile “azione negatoria”, i miei legali rappresentarono, nel procedimento “azione negatoria”, al Giudice la carenza della legittimazione attiva da parte dell'avvocato Raimondo o meglio la revoca da parte del Giudice Tutelare.


Il giudice non ha tenuto conto della carenza della legittimazione attiva e l'avvocato Raimondo continuò l'iter processuale, anzi si costituì in giudizio anche l'avvocato Sandra mai autorizzato dal Giudice Tutelare.


A gennaio 2017 mia nonna muore e gli Avvocati Sandra e Raimondo continuano l'iter processuale, non dichiarando il decesso, privi di mandato (legittimazione attiva) e con un'amministrazione di sostegno cessata.
Ad aprile 2018 è intervenuto il Giudice Tutelare dichiarando cessata l'amministrazione di sostegno e invitando immediatamente l'amministratore a dichiarare il decesso dell'anziana nei pendenti procedimenti.


A giugno 2018, in ambito dibattimentale conclusivo del processo civile “azione negatoria”, i miei legali rappresentarono al Giudice tutte le eccezioni sopra citate (in particolare la carenza della legittimazione attiva a stare in giudizio degli avv.ti Sandra e Raimondo, e la disposizione del Giudice Tutelare di dichiarare il decesso di mia nonna nel pendente procedimento).

Gli avvocati Sandra e Raimondo replicarono astenendosi dal dichiarare il decesso di mia nonna motivando che la disposizione del Giudice Tutelare è stato soltanto un invito e non un obbligo.

A ottobre 2018 il Giudice civile non ha tenuto conto delle nostre (reiterate) eccezioni e la causa civile si concluse a mio sfavore e avverso alla cui sentenza ho fatto appello.
A febbraio 2019 contro il mio ricorso in corte d'Appello di Palermo si sono costituiti mia nonna (ormai deceduta da 2 anni) per il tramite dell'amministratore di sostegno (ormai cessato dalla sua funzione) e l'avvocato Raimondo privo della legittimazione attiva da parte del Giudice Tutelare.

A gennaio 2019 per le mancate inosservanze delle disposizioni del Giudice Tutelare ho sporto querela e per la quale, a soli 60 giorni circa dal deposito, pende una richiesta di archiviazione.

Ad aprile 2019 la corte d'Appello di Palermo ha sospeso l'efficacia esecutiva della sentenza d primo grado.

Al Foro di Marsala chiederei qualche chiarimento: poiché la legittimazione attiva in ambito processuale è un prerequisito imprescindibile, come hanno fatto gli avvocati Sandra e Raimondo a svolgere tutto l'iter processuale? Non ottemperare alle disposizioni del Giudice Tutelare è grave oltre che un reato, come mai gli avvocati Sandra e Raimondo hanno violato la disposizione del Giudice Tutelare? Non rischiano nulla? Infine, in appello mi ritrovo contro 3 soggetti giuridicamente inesistenti, mia nonna deceduta, l'amministratore di sostegno cessato e il legale Raimondo privo di legittimazione attiva, sulla base di quale principio giuridico l'avvocato Raimondo agisce?

Egregio Direttore, prima di salutarla, le dico che purtroppo questa è solo una parte (che anche per una questione di spazio evito di trattare qui) delle anomalie giuridiche che sto riscontrando in questa vicenda e che sicuramente meritano approfondimento.
Ringraziandola per l'attenzione, porgo Cordiali Saluti.

Vincenzo



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