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06/06/2019 14:35:00

Sicilia. Tagli al trasporto pubblico locale, protestano sindacati e Anci

 “Giudichiamo gravissimo il paventato taglio del 50% dei servizi di trasporto urbano ed ex-urbano a partire dal primo di luglio di quest’anno, se l’annuncio dell’assessorato regionale ai Trasporti dovesse diventare atto concreto, comporterebbe la totale soppressione dei servizi di trasporti su strada con il conseguente licenziamento di migliaia di lavoratori”.

Ad affermarlo sono i segretari di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Sicilia, Franco Spanò, Dionisio Giordano, Agostino Falanga e Giuseppe Scannella che annunciano lo stato di agitazione di tutti i lavoratori delle aziende del settore del Tpl. “E’ gravissimo pensare di poter risolvere i problemi del bilancio regionale scaricandoli sulle aziende, sui lavoratori e sugli utenti del trasporto, un settore già notevolmente sotto dimensionato già oggetto del taglio di centinaia di milioni di euro negli anni scorsi a partire dal 2011”.

“Riteniamo che sia legalmente e tecnicamente impossibile tagliare di oltre il 50% i chilometri già previsti in un solo semestre, senza con questo, di fatto, sopprimere i servizi oggi programmati e senza pregiudicare l’avvio del percorso di riforma. Ad essere pregiudicata inoltre è qualunque ipotesi di rinnovo dei contratti di servizio ormai definitivamente in scadenza alla fine dell’anno in corso non avendo peraltro finanziato risorse adeguate nel bilancio regionale di previsione neanche per il 2020 e per il 2021”. “Il percorso di riforma del TPL - dicono i sindacati -, invece è il solo ,che con le procedure di affidamento ad evidenza pubblica previste , in linea con i regolamenti europei, potrebbe garantire la razionalizzazione e la stabilità del settore , determinando la separazione dei servizi minimi da quelli a mercato al fine di poter garantire un servizio essenziale quale è il trasporto pubblico locale attraverso il quale tutelare il diritto costituzionale alla mobilità”. E infine concludono “al fine di poter scongiurare i pericoli suddetti ed evitare i danni catastrofici sul TPL in Sicilia abbiamo chiesto la immediata revoca dei provvedimenti adottati e l’avvio di un confronto”.

"Manifestiamo tutta la nostra preoccupazione per il taglio al trasporto pubblico regionale annunciato dalla Regione in quanto temiamo le conseguenti e inevitabili ripercussioni che si abbatteranno sui cittadini, che vedranno ridursi in maniera considerevole il numero delle corse e la qualità del servizio e sulle aziende, le quali non potranno certamente assorbire nel proprio bilancio una così drastica e pesante riduzione in un solo semestre”. Dichiarano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia.


“Il taglio del 47,33 per cento dei corrispettivi e dei trasferimenti a decorrere dall’1 luglio, anche se annunciato dalla stessa Regione in via prudenziale in quanto dipendente dall’eventuale autorizzazione alla dilazione pluriennale del disavanzo regionale, si aggiungerebbe alle cospicue riduzioni degli anni precedenti e, se fosse confermato, sarebbe certamente insostenibile in quanto impedirebbe materialmente alle aziende e ai comuni di poter erogare un servizio efficiente alla collettività”. Continuano Orlando e Alvano.


“Chiederemo pertanto un incontro specifico urgente al Governo regionale – conclude il presidente Orlando – per lanciare l'allarme sui contraccolpi che subiranno i comuni, in quanto, siamo consapevoli che il rischio concreto è che da luglio in Sicilia le linee di trasporto urbano subiscano una drastica riduzione, o peggio, si fermino del tutto”.