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12/06/2019 08:15:00

Scrive Francesco, sugli schiavi dei campi e chi si ribella

 Spettabile redazione TP24 buongiorno a voi, scrivo per commentare in merito all'articolo sugli "schiavi dei campi" e le reazioni sui social.

E per "riesumare" un vecchio proverbio mai passato di moda che recita: "cu avi a panza china nun po capiri cu ci l'avi vacanti". Nel passato recente (2014-2017), sono stato dipendente presso una ditta di Marsala, una ditta che naviga a gonfie vele, nessun problema di tipo finanziario. Eppure sentono la necessità di rubare a chi la mezz'ora a chi la pausa pranzo e a chi la professionalità. Sì, potendo non esserlo, di fatto sono dei ladri. Rubano poco ma rubano e quel che è peggio, lo rubano facendotelo sapere, la busta paga "parla"!

Ora, per rispondere a quei signori del vostro articolo, cosa c'è da fare... ribellarsi? Per così poco? Ebbene si, io mi sono ribellato.. soprattutto per una questione di principio, il risultato? Licenziato, fatto successo a Marzo 2017 ed ora, a 66 anni, potendo arrivare alla pensione serenamente, mi trovo a dover elemosinare il reddito di cittadinanza.

Cosa potevano fare quelle persone così schiavizzate, ribellarsi? Fuori uno ne trovano un'altro da schiavizzare e "tu" muori di fame, ti fanno terra bruciata attorno.. parlo per esperienza diretta.
Distinti saluti

Francesco