11/07/2019 06:00:00

Scuola. Il Tar boccia il concorso, i dirigenti scolastici vincitori scrivono a Mattarella

 “Ho fatto il quiz al computer a Canicattì. Il test scritto al computer ad Agrigento. Lo hanno corretto a Bologna. L’esame orale a Roma. Ero contenta che finalmente fossero stati garantiti anonimato e trasparenza ed… invece, come al solito, una valanga di ricorsi. Che vergogna questo paese! Adesso per la prima volta nella mia carriera devo rivolgermi ad un legale per difendermi da chi vuole sfasciare tutto.”

Ad esprimere tanta sconsolata amarezza una docente di un liceo classico con diversi anni di carriera alle spalle e nei mesi scorsi vincitrice del concorso per dirigenti scolastici.

Tutto ufficiale, formalmente annunciato dalla preside ai colleghi nell’ultima riunione annuale dei docenti, Ma tra il dire e il fare, nel Bel Paese c’e’ sempre il fatidico mare. Siamo o no una penisola? Questa volta ad invalidare la prova d’esami un “mare” di ricorsi. Siamo o no, nella patria dei giureconsulti ? E’ prassi consolidata, ormai. Un ricorso non si nega a nessuno. Nella buona come nella cattiva sorte!

Succede così, dopo meno di un mese, abbiamo avuto un pronunciamento da parte Tar del Lazio.

Lo scorso 2 luglio, infatti, il concorso per dirigenti scolastici da 2.900 posti, ormai giunto alle battute finali, è stato annullato dal Tribunale regionale del Lazio che ha accolto un primo ricorso tra quelli presentati da decine e decine di candidati che avevano denunciato irregolarità nelle prove.

I ricorrenti sostenevano l’incompatibilità in cui si sarebbero trovati tre membri della commissione plenaria che ha fissato i criteri di valutazione delle prove.  Il ricorso va accolto, hanno scritto i giudici amministrativi.

Hanno riconosciuto la fondatezza della doglianza che ha contestato la legittimità dell’operato della commissione plenaria nella seduta in cui sono stati fissati i criteri di valutazione, con conseguente annullamento in toto della procedura concorsuale in questione”.

Il punto accolto è quello della incompatibilità di tre commissari. Tutto da rifare, quindi? E i concorrenti vincitori, dopo tre anni di duro studio, spese per viaggi e soggiorno nelle varie sedi dove hanno svolto gli esami, costi per i testi acquistati?

Dura lex, sed lex, direbbe una delle due parti.  Facile a dirsi e soprattutto non tutti oggi sono disponibili ad indossare la tunica di un novello Socrate.

Ma anche sul piano pratico, si profilerebbe un ennesimo sconvolgimento del regolare inizio del prossimo anno scolastico.

L’ Annullamento delle prove d’esame, salvo provvedimenti dell’ultima ora, potrebbe infatti provocare il rischio concreto di far iniziare il nuovo anno con circa 2.300 istituti senza dirigente di ruolo.

Ricorrendo alla vecchia pratica della provvisorietà’ ricorrendo a un reggente.  Dalle parti del Miur si sostiene che alle 1.999 sedi vacanti, che tengono già conto delle 450 uscite per effetto di quota 100, vanno aggiunti i 364 istituti sottodimensionati.

Una questione delicatissima, ancora tutta da definire, come si vede. Ora fioccano i contro ricorsi.

Da una parte  l’Associazione Nazionale Presidi (Anp), così come anche il Miur che ha chiesto la sospensiva in via cautelare con un appello al Consiglio di Stato.

Come si pronunceranno i Giudici di Palazzo Spada, si saprà con molta probabilità entro la fine di questa settimana. Se l’annullamento sarà confermato, sarà tutto da rifare. Si dovrebbe ripartire da zero. Una catastrofe! Ma ci potrebbe essere l’ ipotesi di una sanatoria politica.

Ciò consentirebbe di assumere i vincitori dell’attuale concorso e di attendere alcuni anni la sentenza definitiva per poi avviare un concorso riservato per quanti sono rimasti esclusi.

Insomma, l’ennesima soluzione all’italiana che salverebbe capre e cavoli, dove e’ difficile stabilire chi siano i cavoli e chi le capre!

Anche i tempi da rispettare sono tutti “italici”!  Tutto sul filo di lana!

La graduatoria dovrà essere stilata entro il 15 di luglio. Entro il 25 luglio, il MEF darà consenso per le assunzioni, in modo da avere i nuovi dirigenti in cattedra per il 1 settembre 2019.

Si profilerebbe, quindi, un intervento legislativo d’urgenza, per consentire i nuovi dirigenti in tempo per l’avvio dell’anno scolastico.

Il tutto sulla pelle di migliaia docenti che, rispettando le leggi vigenti, hanno vinto il concorso sobbarcandosi ad ogni tipo di sacrifici, intellettivi e pratici.

Oggi si sentono lesi anche sul piano etico e morale.

Lo hanno scritto in un lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che è possibile leggere cliccando qui. 

Franco Ciro Lo Re


 

 

 

 

 



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