27/11/2019 06:44:00

Scrive l'on.le Piera Aiello, prosciolta dall'accusa di falso sulla sua elezione

 Gentilissimo direttore, mi pregio di informarla che Grazie al certosino lavoro della procura della Repubblica, al buon lavoro del giudice che ha analizzato con cura tutti i documenti LA GIUSTIZIA HA TRIONFATO!! ASSOLTA PER NON AVERE COMMESSO IL FATTO nel procedimento della procura di Sciacca in merito all'accusa di falso in atto pubblico che mi vedeva implicata nella vicenda della mia "INELEGGIBILITÀ". Questa Vittoria la dedico a me, alla mia onestà, alla mia tenacia e all'estrema fiducia che ripongo nella magistratura e non ultima alla mia famiglia che insieme a me ha attraversato momenti davvero difficili e a tutte le persone che hanno creduto in me.

Le chiedo di dedicare lo stesso spazio alla notizia come previsto dalla legge che ha dedicato per le sue investigazioni su questo caso che le stava particolarmente a cuore.

Distinti Saluti

On. Piera Aiello

 

Gentilissima Aiello,

e io mi pregio di informarla che non è stata assolta, perché non era nemmeno imputata, nella vicenda che la vedeva indagata dalla Procura di Sciacca per il falso relativo alla sua elezione. E' stata prosciolta. Il fatto che lei non sappia neanche questa differenza la dice lunga...
Così come lei non sa la differenza tra una Procura della Repubblica e un giornale: il fatto può non essere reato, per motivi di legge (e nel suo caso, credo che la formula più adatta sia: "assolta per non aver compreso il fatto", più che commesso ...), ma rimane sempre un fatto, grave, da raccontare, perché si tratta di un'impostura. Lei si è candidata alle elezioni, come raccontato e dimostrato da Tp24, con un certificato elettorale non valido, perché non poteva averlo. Ecco perchè il caso ci stava e ci sta particolarmente a cuore. Perché chi sbandiera i valori della lotta alla mafia, chi si propone testimonial di giustizia deve essere, nella sua vita, non solo onesto, sempre, ma preparato, consapevole, informato.  Il fatto che non sapesse quello che stava combinando la giustifica per la Procura, certamente non la assolve (questa volta il termine è esatto) davanti l'opinione pubblica. Si tratta sempre di un'impostura. 

Giacomo Di Girolamo