29/03/2020 06:00:00

Coronavirus, i contagiati italiani superano i cinesi. Conte: "4,3 miliardi ai Comuni"

L'Italia supera la Cina per numero di contagi e diventa il primo paese al mondo a oltrepassare la soglia delle 10mila vittime per il coronavirus. Ha la metà dei morti dell'intera Europa.

Il triste primato ottenuto dal nostro paese in questa battaglia contro il coronavirus arriva nel momento in cui gli scienziati ripetono ormai da qualche giorno: la curva di crescita del virus sta subendo un rallentamento, grazie alle misure di contenimento adottate.

E' dunque questa la strada sulla quale proseguire nelle prossime settimane ed è dunque già chiaro che il 3 aprile l'Italia non riaprirà, con il governo che forse già nel prossimo Consiglio dei ministri potrebbe varare il decreto con il prolungamento delle misure per altri 15 giorni.

 I DATI  - L'aggiornamento dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli - rientrato dopo 3 giorni al Dipartimento che aveva lasciato mercoledì accusando sintomi febbrili, ed esser stato sottoposto al tampone con esito negativo - dicono che il numero dei malati è arrivato a 70.065, con un incremento rispetto a venerdì di 3.651. Significa una crescita inferiore al 7%, che è in linea e anzi in leggera flessione rispetto a quella degli ultimi 6 giorni, che si attestava tra il 7 e l'8%. Non solo. Altri due numeri fanno ben sperare: il primo è quello dei guariti; sono arrivati a 12.384, ben 1.434 in più di ieri che rappresenta il numero più alto dall'inizio dell'emergenza. Il secondo riguarda invece la Lombardia, la regione più colpita: nelle ultime 24 ore si sono registrati soltanto 15 nuovi ricoveri in ospedale e 27 nuovi ingressi in terapia intensiva.

"Se non ci fossero stati queste misure ben altri numeri" - Cosa significa tutto ciò? Che i numeri assoluti restano quelli di una catastrofe enorme - come testimoniano gli 889 morti in più che portano il totale a 10.023 - ma che le misure adottate cominciano a dare i risultati sperati. "Se non le avessimo adottate in forma così drastica - sottolinea anzi Borrelli - avremmo ben altri numeri e ci troveremmo in una situazione insostenibile". E' dunque il momento di non mollare di un centimetro, per far sì che la curva dopo aver rallentato cominci davvero a calare. Proprio per questo il 3 aprile l'Italia non riaprirà.

IL PREMIER CONTE ANNUNCIA 4,3 MILIARDI AI COMUNI  - "Ci confronteremo a inizio settimana con gli esperti e confidiamo che ci portino ottime notizie. Noi ci manteniamo sempre vigili per adeguare le nostre valutazioni sulla base delle loro raccomandazioni". Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Ho appena firmato un dpcm che dispone 4,3 miliardi a valere sul fondo di solidarietà dei Comuni". Lo dice il premier parlando delle misure per fare fronte all'emergenza Coronavirus.
"Con ordinanza della protezione civile aggiungiamo a questo fondo 400 milioni, un ulteriore anticipo che destiniamo ai comuni col vincolo di destinarlo alle persone che non hanno i soldi per non fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari". "Oggi segnaliamo il numero più alto di guariti. Ci confronteremo a inizio settimana con gli esperti e confidiamo che ci portino buone notizie".

"La ministra Catalfo e l'Inps stanno lavorando senza sosta. Vogliamo mettere tutti i beneficiari della Cassa integrazione di accedervi subito, entro il 15 aprile e se possibile anche prima", afferma il premier. "Stiamo lavorando per rendere fruibile il prima possibile" gli indennizzi e "dal 1 aprile con un click si potrà fare domanda e saranno erogati i 600 euro, che vogliamo rafforzare e allargare. Non è tanto il momento di riformare strumenti ordinari ma di far fronte a una situazione straordinaria". Così il ministro Roberto Gualtieri rispondendo a una domanda sull'ipotesi di Reddito di emergenza. Il bonus sarà reso "più rapido, più efficace e più universale per chi non usufruisce di una fonte di reddito".

 

Pierluigi Lopalco, epidemiologo e docente di Igiene all'Università di Siena. Si conferma, rileva, "un rallentamento nella velocità di crescita della curva epidemica. Questo è un dato positivo da prendere però - avverte - con estrema cautela". La ragione, chiarisce, è che "gran parte dei dati è riferita al grande focolaio lombardo e se dovesse aprirsi un altro focolaio nella Regione, così come altrove, il quadro cambierebbe nel giro di pochi giorni". Insomma, i numeri ci dicono che il virus "circola ancora attivamente e dobbiamo aspettare per vedere se il trend di rallentamento si stabilizza e risulta confermato in tutta Italia". In realtà, prosegue Lopalco, "il Paese sarà effettivamente al sicuro solo quando l'indice di contagio, il cosiddetto R con zero, sarà inferiore a uno, cioè quando un soggetto positivo avrà la potenzialità di infettare meno di una persona, ma è difficile dire ora quando ciò accadrà".

 Appello al Governo dei ricercatori - Intanto, in un appello al governo, 100 ricercatori chiedono di elaborare una fase 2 nella strategia di attacco al Covid-19: "Le misure di isolamento vanno bene ma non si può bloccare per diversi mesi ancora il Paese. Si devono progressivamente affiancare misure di rilevamento diffuso dei potenziali infetti e di tracciamento attraverso geolocalizzazione insieme - concludono - con la diffusione massiccia di mascherine adeguate".

Europa e Mondo  - Il coronavirus continua ad assediare l'Europa. Se con oltre 100.000 casi gli Stati Uniti hanno superato l'Italia e la Cina per numero di contagi da Covid-19, al Vecchio Continente resta il triste primato delle vittime - 21.334 dei 30.003 totali secondo l'ultimo aggiornamento dei dati elaborato dalla France Presse - e la paura che in alcuni Paesi il peggio debba ancora arrivare.

Sono 453 i morti di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore, un record per il paese. Un bimbo di meno di un anno è morto in Illinois. Lo riferisce il governatore dell'Illinois, J. B. Pritzker. "Non si è mai registrata una morte di un bimbo per il virus. E un'indagine è stata avviata sul caso" mette in evidenza il responsabile della sanità dell'Illinois, Ngozi Ezike.
E New York rischia di diventare il peggior focolaio di coronavirus al mondo: "peggio di Wuhan e della Lombardia", secondo il New York Times. I casi nello stato sono più di 52.000, la metà degli oltre 100.000 negli Stati Uniti. In media nella sola città di New York muore una persona ogni 9,5 minuti per coronavirus e il numero di contagiati è in forte aumento: solo fra gli agenti di polizia ci sono 500 casi. E la realtà peggiora di giorno in giorno, tanto che Donald Trump sta pensando i mettere in "quarantena" lo stato insieme ai vicini New Jersey e Connecticut.

Nel mondo sono oltre 600mila i contagi. In Europa oltre all'Italia,la situazione più grave rimane quella della Spagna dove è stato registrato il drammatico record di 832 vittime in 24 ore. Il totale dei morti di coronavirus sale così a 5.690, mentre i contagiati sono 72.248. Il premier Pedro Sanchez ha deciso di chiudere tutte le attività non essenziali per le prossime due settimane. Mentre le autorità sanitarie assicurano che la Spagna è vicina al picco della curva.