24/11/2020 06:00:00

Coronavirus e scuola, D'Amico: "Il Covid si combatte insieme e con l'aiuto delle famiglie"

 Vita D’Amico, dirigente scolastico del V Circolo di Marsala a Strasatti. Mai come oggi la scuola si trova in trincea a causa dell’emergenza Coronavirus. Oggi il Comitato Tecnico Scientifico con un parere che ha dato al governo ritiene che sia meglio tenere aperte le scuole. Medici e scienziati, insomma, sono convinti che tenere le scuole chiuse crea più danni che vantaggi. Qual è la sua opinione?

Io sono convinta che le scuole finché possiamo bisogna tenerle aperte. Per i bambini è fondamentale la relazione. Non c’è apprendimento senza relazione. Siamo stati supportati in maniera eccellente sia dall’Usca Scuola, coordinato da Orazio Mistretta, sia dall’assessorato che dal sindaco Massimo Grillo. Abbiamo fatto una riunione qualche giorno fa e non sono emersi dati significativi. Abbiamo registrato la presenza di casi in tutte le scuole ma sono casi isolati. Nella mia scuola ho ad oggi una sola docente positiva e la positività di due bambini in due plessi diversi. Non si tratta di bambini che si sono infettati a scuola, ma di bambini che hanno fatto la quarantena fiduciaria a casa dopo la positività dei genitori. In quel caso la scuola non è tenuta ad attivare nessuna precauzione.

I genitori questo aspetto non lo hanno ben chiaro.

No, assolutamente. Io ho incontrato più volte i genitori per condividere quelle che sono le disposizioni e quelli che sono i nostri “poteri”. I genitori sono convinti che noi possiamo aprire e chiudere le scuole o attivare la didattica a distanza a nostro piacimento. Non è così, noi siamo pubblici ufficiali e dobbiamo, nel rispetto del bene supremo che è la salute, agire secondo la normativa e secondo quanto è prescritto. Quello che invece spetta a noi, ed è fondamentale, è il dialogo continuo con le famiglie per far comprendere che il focolaio del contagio non è la scuola, potrebbe essere la scuola, ma non è solo la scuola. Incontrando tante mamme, sento dire che per ovviare al fatto che non c’è palestra, non c’è il catechismo, i bambini stanno insieme senza ovviamente le dovute precauzioni e cautele, figuriamoci se usano a casa le mascherine o se hanno l’igienizzazione che adottiamo a scuola. Quello che voglio dire è che il Coronavirus si combatte insieme, attraverso una alleanza educativa con le famiglie. Dobbiamo condividere azioni e non porci l’uno contro l’altro. Da parte nostra c’è tutto l’interesse a non negare il problema ma ad affrontarlo nel miglior modo possibile. Voglio raggiungere tutte le famiglie, preoccupate e in pena per la situazione e per la salute dei loro figli. Da parte della scuola e di tutti i dirigenti, come abbiamo condiviso durante la riunione con il sindaco, c’è la volontà di agire in sinergia per fare in modo che la scuola sia un ambiente sicuro, ma dall’altra parte ci deve essere pure la collaborazione delle famiglie. Ma per venire incontro a tutto ciò, al V Circolo che dirigo, dove, vi è un contesto difficile, che ha subito delle batoste in seguito alla crisi economica, ho creato un biblioteca fruibile da tutto il territorio, perché qui manca, un laboratorio digitale che può essere utilizzato dalle famiglie. Abbiamo inziato la formazione delle maestre e non appena il Dpcm ce lo consentirà ci occuperemo della formazione sulle competenze digitali delle famiglie. 



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