19/02/2021 06:00:00

Coronavirus, crollano i nuovi contagi nel trapanese. Sicilia ha il tasso di positività più basso

C'è un confortante crollo dei nuovi contagi da Coronavirus in provincia di Trapani. Sono sette quelli registrati ieri e anche nelle altre province della Sicilia si registra un calo dei nuovi positivi e infatti il tasso di positività  è risultato il più basso d'Italia, mentre negli ospedali dell'Isola continuano a diminuire i ricoveri sia in terapia intensiva che nei reparti Covid.

A Trapani sono stati individuati solo 7 nuovi casi, leggermente più alto il numero di Agrigento ed Enna che fanno 16 a testa. Tra le province con più contagi Palermo con 176, seguita da Catania con 111, poi Messina 51, Siracusa 50, Caltanissetta 29 e Ragusa 24.  Un altro dato confortante arriva anche dal numero di casi ogni 100 mila abitanti. Nell'ultima settimana i numeri sono in calo nelle province siciliane, tutte sotto i 100 casi ogni 100 mila abitanti, compresa Palermo.

La Sicilia registra un tasso di positività tra i più bassi d'Italia. Sono dati molto lontani da quelli che si registravano a Natale, poco prima della zona rossa, anmche se l'Isola rimane lontana dalla zona bianca che invece potrebbe toccare alla Valle d'Aosta, prima regione italiana. Accadrà qualora venisse confermata per la terza settimana consecutiva l'incidenza di meno di 50 persone positive su 100 mila abitanti, requisito necessario per passare al livello più basso della scala cromatica.

La situazione dei vaccini in Sicilia  - Per quanto riguarda i vaccini, invece, i dati settimanali della Fondazione Gimbe rilevati dall'11 al 16 febbraio, collocano la Sicilia all'undicesimo posto tra le regioni per quanto riguarda la popolazione che ha completato il ciclo delle vaccinazioni: 2,07%, rispetto a una media nazionale del 2,18%.

Base riformista Trapani: "Sistema di vaccinazione over 80 fallimentare" -   Il sistema delle vaccinazioni e in particolare quella degli over 80 si sta mostrando ancora una volta la gestione fallimentare della sanità siciliana.  Il sistema online annunciato con tanta enfasi sta creando disagi in tutta la Sicilia - si legge in una nota di Base Riformista -. "Nella nostra provincia abbiamo raccolto negli ultimi giorni tantissime lamentele di cittadini costretti ai viaggi della speranza per potersi vaccinare. È incomprensibile che i cittadini di Trapani debbano andare a Mazara per essere vaccinati e che quelli di Mazara vengano prenotati a Trapani. Ancora più incomprensibile - continua la nota - è pensare che tanti anziani della nostra provincia residenti a Mazara, Castellammare, Marsala e Trapani si sono visti indicare quale centro per la vaccinazione Favignana". Costringere gli anziani ad usare un mezzo pubblico per raggiungere l'isola e dover affrontare a piedi un percorso di circa 10/15 minuti per arrivare al centro vaccinale dimostra quanto la gestione dell'Assessore Razza sia superficiale e distante dai bisogno dei cittadini. E non bastano le rassicurazioni del Commissario dell'Asp Zappalà che promette con la riapertura delle prenotazioni la ripartizione a Trapani delle eccedenze di Favignana, il problema va risolto subito per tutti coloro che sono già prenotati. Gli anziani, così come tutti i cittadini che si vaccineranno dopo, hanno diritto a potersi recare nel centro più vicino al loro comune.

I dati in Sicilia -  Sono 480 i nuovi contagi da coronavirus in Sicilia, (mercoledì erano 484). La regione è all’undicesimo posto nel numero dei nuovi contagi giornalieri. Stabile quindi la curva di crescita dei contagi sull'Isola, mentre tornano a salire i decessi: sono 26, mentre il giorno prima erano stati 24. Si registra ancora un notevole calo dei ricoveri: sono 9 in meno in terapia intensiva (il totale scende quindi a 145 posti occupati) e 31 in meno in regime ordinario (per un totale di 930).

Inoltre, la Sicilia è la regione italiana con il miglior rapporto tra positivi e tamponi: 1,9% una percentuale molto bassa con un alto numero di tamponi effettuati, cioè 24.774. Infine, il dato dei guariti, anche questo in linea con i giorni precedenti anche se un po' più basso: 1.105. Gli attualmente positivi sono 33.004, con una diminuzione di altri 651 casi rispetto a mercoledì .

I dati italiani - Sono 13.762 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore secondo il ministero della Salute. Le vittime sono, invece, 347. Sono stati 288.458 i tamponi effettuati, con il tasso di positività rispetto ai nuovi casi (13.762) che sale al 4,8% dal 4,1%. Attualmente sono positivi al coronavirus 384.501 (-4.363), mentre i dimessi o guariti sono 2.286.024 (+17.771). Le vittime totali, invece, sono 94.887. Il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva per coronavirus in Italia sono 2.045, due in più rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi, invece, sono 17.963, 311 in meno.

Partiranno dal 1 marzo nel Lazio le vaccinazioni presso i medici di medicina generale. La novità, in attesa dell'atto ufficiale del ministero, è che si partirà dai nati nell'anno 1956 (65 anni) con il vaccino Astrazeneca. E' quanto fa sapere l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato. Sempre nel Lazio è stata superata la quota delle 20 mila prenotazioni online degli operatori delle scuole e delle universita' e dei servizi per l'infanzia. Per la prenotazione occorre avere con sé la tessera sanitaria. La prenotazione e' scaglionata per fasce di età tenendo conto della novita' dell'autorizzazione di Aifa fino a 65 anni e in attesa dell'atto ufficiale del ministero. Pertanto il nuovo calendario sara': 45-55 anni da oggi 18 febbraio; 56-65 anni dal 22 febbraio; 35-44 anni parte dal 24 di febbraio e infine gli under 34 anni dal 26 febbraio. Questa modalità non riguarda gli studenti (over 18). Le somministrazioni partiranno il 22 febbraio.

Fondazione Gimbe, campagna vaccinale a rilento - La campagna vaccinale contro il Covid in Italia è "ostaggio di forniture centellinate" e procede a rilento. "Sono arrivate infatti solo un terzo delle dosi attese nel primo trimestre", nell'ultima settimana "frenano le somministrazioni" e solo 6 over 80 su 100 hanno avuto almeno una dose di vaccino. A evidenziarlo è un nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe. Nel dettaglio, al 17 febbraio sono state consegnate alle Regioni 4,07 milioni di dosi, pari al 31,8% dei 12,8 milioni attesi per il primo trimestre 2021. Si tratta del 44,7% di quelle annunciate da Pfizer, il 18,4% dello stock da 1,3 milioni previsto da Moderna e di 542mila dosi su 4,2 milioni (13%) di AstraZeneca. "Se da un lato vengono correttamente accantonate le dosi per il richiamo - puntualizza il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - dall'altro nell'ultima settimana si rileva un rallentamento delle somministrazioni di quasi il 30%, possibile spia di difficoltà organizzative della campagna vaccinale fuori da ospedali e Rsa". La vera criticità di questa fase 1 della campagna vaccinale, tuttavia, precisa Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione, "è che solo il 5,9% degli over 80 ha ricevuto almeno una dose di vaccino, e solo il 2,7% ha completato il ciclo vaccinale, percentuali molto lontane dal target raccomandato dalla Commissione Europea per questa fascia di età: 80% entro il 31 marzo 2021". Per raggiungere questo obiettivo, conclude, "bisognerebbe vaccinare entro quella data circa 3,5 milioni di over 80, di cui quasi 3,3 milioni non hanno ancora ricevuto la prima dose".

 



Medicina e Chirurgia | 2021-09-16 08:59:00
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