27/08/2021 12:38:00

Trapani, l'Europeade salta, e le polemiche: scrive Eleonora Lo Curto 

 
Gentile Direttore di Tp24, 

leggo con sorpresa sul suo giornale on line alcune dichiarazioni di Pietro Pellegrino sulle vicende legate all’Europeade, manifestazione recentemente annullata dal sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e su cui da più parti sono piovute molte critiche sia nel merito, per la portata internazionale della manifestazione e le ovvie ricadute in termini di immagine e benefici economici sul territorio, sia per il metodo con cui è stato deciso di annullarla.

È indubbio infatti che Tranchida abbia comunicato al Comitato organizzatore la sua scelta senza alcuna doverosa preventiva informazione ai sindaci che ne avevano condiviso lo spirito e agli altri partners pubblici e privati che si erano impegnati a sostenerne l’onere economico e lo sforzo organizzativo.

Tra questi certamente l’assessorato al Turismo della Regione siciliana che ne aveva annunciato la realizzazione tra le manifestazioni di interesse regionale. Abbiamo appreso dalla stampa le determinazioni assunte “per tutti” dal sindaco di Trapani.

È infatti noto come la kermesse sia stata ufficialmente presentata alla WTN e proprio dall’assessore regionale Manlio Messina nel padiglione ENIT, come ha riferito con orgoglio la stessa assessora comunale Rosaria D’Alì che può testimoniare come la Regione abbia partecipato a più tavoli tecnici al fine di dare sostegno e supporto alla città di Trapani per accogliere e realizzare la manifestazione.

Per quanto mi riguarda ritengo doveroso fare alcune precisazioni. Nel corso della mia esperienza di assessore alla Pubblica istruzione e allo Sport della giunta Adamo sono stata contattata da Pietro Pellegrino per questa manifestazione di cui, non ho vergogna di affermare che non conoscevo nulla. Lo stesso Pellegrino dichiara infatti che grazie a questa polemica oggi si parla di Europeade. A riprova del fatto che si tratta di una manifestazione conosciuta soprattutto tra i cultori del folk e ignota ai più. Se non ricordo male uno dei padri del pensiero occidentale dichiarava con estrema sapienza di “Sapere di non sapere”. Sebbene Socrate non abbia scritto nulla, dai suoi allievi, ho imparato quanto sia importante riconoscere i propri limiti e per questo sapendo di non sapere tante cose, ho sviluppato una costante e continua ansia di conoscenza che ancora oggi non mi abbandona. Così in modo molto naturale rifuggo dai saccenti e dagli arroganti e con umiltà continuo a studiare, leggere, informarmi e curiosare tra le tante cose di cui nutro la mia modestissima cultura e la mia capacità visionaria.

Diversamente da quanto asserito da Pellegrino non mi sarei mai permessa di etichettare come “pazzi” quanti organizzavano l’Europeade, perché come racconta la mia storia professionale ho sempre voluto che si curassero tradizione e folklore nelle scuole che ho diretto e tale giudizio di valore sarebbe stato a dir poco incoerente e a maggior ragione impossibile proprio perché non conoscevo la manifestazione di cui mi ha informata Pellegrino, il quale ha enfatizzato “tale ignoranza” quasi fosse stata una grave colpa al pari di non sapere cosa siano le Olimpiadi che però coinvolgono il mondo da qualche millennio. Aggiungo che non mi appartiene quella espressione anche perché apprezzo chi ha visioni e guarda oltre l’orizzonte breve del proprio mondo fisico, politico e ideale e per tale ragione sono stata e sono una estimatrice di Erasmo da Rotterdam il cui “Elogio della follia” come ben sa il libraio Pellegrino è un testo di filosofia che ha fatto scuola. C’è da chiedere a Pellegrino come mai si fosse rivolto a me per l’Europeade e non all’assessore competente per delega alla Cultura e al turismo che in quel tempo era Patrizia Montalto. Chissà forse mi riteneva all’altezza di cogliere il valore della manifestazione, per la quale oggi si permette di esprimersi in modo critico nei miei confronti lanciandosi pure in un’affermazione palesemente falsa stante ciò che si legge su TP 24: “Oggi” riferendo una mia presunta affermazione “invece , afferma di essersi adoperata, in Regione, per fare accantonare una cifra importante a favore dell'edizione trapanese. Sarebbe interessante conoscere se esiste questo impegno di spesa e qual è l'importo”. Sono a dir poco sorpresa e per certi versi anche offesa per la leggerezza con la quale Pellegrino mi attribuisce tale dichiarazione e per questo gli chiedo formalmente di indicare la fonte da cui estrapola questa frase che mi attribuisce, in quali circostanze abbia letto questa mia affermazione e dove. Al riguardo preciso che mai in nessuno dei miei comunicati stampa ho affermato di essermi impegnata o prodigata per fare arrivare sostegno economico alla manifestazione per la semplice ragione che c’era l’impegno e la volontà politica dell’assessore Messina come si legge dalle sue dichiarazioni. E tanto bastava.

Infine, Giulia Adamo. Non sono a conoscenza di lunghe e infruttuose anticamere di organizzatori e magre figure fatte dall’Amministrazione Adamo e dalla città. Di sicuro posso affermare che nell’unica occasione in cui ho parlato della kermesse con Giulia Adamo, dopo che, grazie a Pellegrino, ho intuito di cosa si trattava, la sindaca con grande senso di responsabilità mi disse che non avrebbe potuto realizzare l’iniziativa proprio per quel milione di euro che non avrebbe potuto stanziare a carico del bilancio a meno che non si fossero sottratti servizi ai cittadini. Questo è quanto accaduto gentile Direttore “sin dall’inizio”. Che Pellegrino per sinistra appartenenza politica voglia difendere Tranchida lo comprendo, ciò che non comprendo è il tentativo di dir male di me in particolare con false affermazioni la cui confutazione è facile e banale. Strano che Pellegrino non si dica almeno deluso dalla scelta di Tranchida che prima dichiara che l’Europeade non si farà perché vuole candidarsi alle regionali e quindi non può lasciarne, dovendosi dimettere da sindaco, la responsabilità a chi verrebbe dopo di lui, e solo dopo le contestazioni ovvie mosse per questa scelta si spertica in improbabili giustificazioni chiamando in causa la Protezione civile non più garante (forse) del necessario supporto logistico. È stano che Pellegrino non si interroghi del perché Tranchida assume una decisione così importante escludendo quanti avevano dichiarato di condividerne oneri e responsabilità organizzative.

È strano che Pellegrino non si interroghi sul perché la manifestazione si potrà svolgere a Nuoro, città seconda classificata dietro Trapani, dove nonostante il persistere del Covid in questo lasso di tempo la macchina organizzativa non è mai stata parcheggiata. Sono però contenta che per Pellegrino sia sufficiente che oggi in molti sappiano cosa sia l’Europeade grazie alle polemiche sollevate dal “gran rifiuto” che fa di Tranchida il novello Celestino V che mancava nella storia di Trapani. Perché di questo si tratta, gentile Direttore. Gran rifiuto della manifestazione che gli organizzatori avevano assegnato a Trapani, ricorrendone e avendone valutate tutte le condizioni. Ma tanto basta al signor Pellegrino. Contento solo lui però. Perché tutti gli altri a partire dai sindaci sono tutti delusi. Scontenti di aver appreso dalla stampa al pari dei distratti lettori dei quotidiani on line che non sanno dell’importanza della manifestazione. Scontenta la politica regionale a cui appartengo per l’importante valore della manifestazione che avrebbe fatto conoscere a migliaia di persone le nostre bellezze, scontenti il governo della regione e scontenti i cittadini trapanesi che guardavano con attenzione a questa grande festa del folklore internazionale. Come correttamente da più parti è stato fatto osservare Tranchida si è lanciato in un’impresa per la quale si è solo gonfiato il petto e ha fatto la ruota come un tacchino. Peccato che i tacchini non volino. Verificherò se ce ne sia qualcheduno nei recinti del Parco di Villa D’Orleans recentemente riaperto al pubblico. Sarà bello ammirarne i colori, mentre Tranchida ha impudicamente colorato di rosso la città di Trapani per la vergogna di questo rifiuto sebbene il suo viso continui ad essere verde di livore, come la sua anima rancorosa che si manifesta attraverso un linguaggio intriso di parole ingiuriose e minacciose verso chiunque osi esercitare il legittimo diritto di critica. A Pellegrino il mio cordiale saluto ed il rammarico per la sua mancanza di obiettività.

A Lei gentile Direttore il mio grazie per la cortese ospitalità e per la opportunità che mi offre di rappresentare non solo il mio punto di vista ma anche l’onesto e trasparente agire di fronte ai cittadini di cui va preservato il diritto alla corretta informazione.

26 agosto 2021

On. Eleonora Lo Curto
Capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana



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