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16/07/2026 06:00:00

Marsala, la proposta per tagliare la Tari. "Non paghiamo 2 milioni a Formula Ambiente"

Un possibile risparmio per le casse comunali e, di conseguenza, un beneficio diretto per le tasche dei cittadini. È questo l’obiettivo della proposta avanzata dal Partito Democratico di Marsala sulla gestione del servizio rifiuti e sugli effetti che i costi del settore hanno inevitabilmente sulla Tari.

 

La proposta è stata portata ufficialmente all’attenzione del Consiglio comunale attraverso una comunicazione della segretaria e consigliera comunale Linda Licari, con la quale il gruppo consiliare del PD chiede all’Amministrazione comunale di approfondire una recente pronuncia del Consiglio di Stato che, secondo il partito, potrebbe aprire una strada per evitare ulteriori aggravi economici a carico dei cittadini.

Al centro della questione c’è la sentenza del Consiglio di Stato n. 9676/2025, richiamata dal PD come un importante cambio di prospettiva nella gestione economico-finanziaria dei servizi pubblici locali, in particolare del settore rifiuti.

 

Secondo l’interpretazione proposta dai democratici marsalesi, la pronuncia supera la logica della cosiddetta “fotografia annuale” dei bilanci, stabilendo che l’equilibrio economico e finanziario di un servizio complesso come quello della raccolta e gestione dei rifiuti debba essere valutato considerando un orizzonte temporale più ampio.

La gestione dei rifiuti, infatti, si fonda su appalti e affidamenti che hanno una durata pluriennale. Per questa ragione, sostiene il PD, anche la sostenibilità economica del servizio deve essere analizzata lungo l’intero arco del contratto e non limitandosi al singolo esercizio finanziario.

La sentenza, sempre secondo quanto evidenziato dal partito, introduce due principi ritenuti fondamentali: da una parte la necessità di una programmazione pluriennale, dall’altra la tutela della continuità del servizio pubblico, consentendo agli enti competenti di intervenire sul Piano Economico Finanziario (PEF) per affrontare eventuali squilibri e distribuire nel tempo gli effetti economici senza scaricarli immediatamente sulle tariffe.

“Quando approviamo le tariffe o valutiamo il PEF dei rifiuti – spiega la consigliera Linda Licari – non stiamo facendo un semplice esercizio contabile di breve respiro. Abbiamo il dovere di esercitare una visione pluriennale per garantire che il servizio sia efficiente, sostenibile nel tempo e non penalizzante per le tasche dei nostri concittadini”.

 

Licari, la richiesta: “Non pagare i 2 milioni”

Partendo da questo orientamento giurisprudenziale, il Partito Democratico di Marsala avanza una richiesta precisa all’Amministrazione comunale: valutare la possibilità di non procedere al pagamento dei circa due milioni di euro richiesti dalla società Formula Ambiente come adeguamento ISTAT.

Una somma che, secondo il PD, avrebbe un impatto significativo sui conti pubblici e potrebbe tradursi in un ulteriore peso sulla Tari pagata dai cittadini: “È necessario verificare tutte le possibilità offerte dalla normativa e dalla giurisprudenza per evitare che costi aggiuntivi ricadano sulla comunità”, è il senso della posizione espressa dal partito, che chiede un approfondimento immediato della vicenda.

Il PD invita i presidenti delle Commissioni competenti – Bilancio e Finanze e Lavori Pubblici e Ambiente – a convocare con urgenza specifiche sedute dedicate all’analisi della sentenza del Consiglio di Stato e alla sua possibile applicazione al caso marsalese.

L’obiettivo dichiarato dal PD è quello di tutelare le finanze del Comune e, contestualmente, provare a contenere il costo della Tari per famiglie e imprese.

La questione rifiuti torna dunque al centro del dibattito politico cittadino, con il Consiglio comunale chiamato a valutare se il nuovo orientamento giurisprudenziale possa realmente rappresentare uno strumento per ridurre la pressione fiscale sui cittadini o se, invece, la richiesta avanzata dalla società affidataria debba essere comunque riconosciuta.