22/05/2020 06:00:00

Appalti e mazzette. Le reazioni all'inchiesta che scuote la sanità (e la politica) siciliana

L’arresto di Fabio Damiani e di Antonio Candela apre il dibattito politico sulla Sanità siciliana.

I politici hanno detto la loro sui fatti contestati che hanno portato alle misure cautelari per fatti consumati nel 2016.
Fabio Damiani era il Manager dell’ASP di Trapani, i fatti di reato contestati risalgono a quando dirigeva la Cuc, centrale unica di committenza, Antonio Candela era il commissario per l’emergenza Covid-19.
Si tratta di due personaggi che hanno avuto ruoli di primo piano nella Sanità con quasi tutti i governi siciliani, entrambi furono premiati, ad esempio, da Rosario Crocetta.

Non sono mancate le reazioni dal mondo della politica dopo lo scossone che ha colpito la Sicilia.
Ruggero Razza, assessore alla Salute, ha parlato di condotta morale deprecabile: “Ma saranno immediati tutti i provvedimenti conseguenti”.
Il presidente dell’Isola, Nello Musumeci, ha già dichiarato la costituzione di parte civile della Regione: “Avevamo visto giusto quando abbiamo approvato in giunta una delibera sulla Cuc e poi adottato misure per l’affiancamento di Consip. Chi ruba, se accertato, non merita di aver ricevuto la stima di tante persone perbene. La Regione sarà parte civile e ho dato disposizioni di passare al setaccio tutte le gare, perché anche procedure iniziate nel 2016, come quelle oggetto dell’indagine odierna, possono avere prodotto i loro effetti in epoca successiva. Deve essere chiaro a tutti che la sanità non è un business”.

Il rincorrersi delle posizioni politiche ha anche ricostruito la sponsorizzazione di Damiani in capo a Gianfranco Miccichè, presidente dell’ARS, che ha ribadito la sua estraneità: “Se un solo organo di informazione si permetterà di scrivere che io sono lo sponsor del signor Damiani, tramite mio fratello Guglielmo, che nella sua vita non mi ha mai fatto una telefonata per sponsorizzare né Damiani, né altri, subirà una denuncia penale e civile per risarcimento danni. Mi sono scocciato di sopportare organi di stampa che, leggendo nell’ordinanza del gip il tentativo non riuscito di farsi sponsorizzare da me, scrivono tutto il contrario, affermando che io sarei lo sponsor di Damiani”.


“Al di là delle contestazioni specifiche, l'inchiesta della Procura di Palermo e della Guardia di Finanza conferma che la sanità in Sicilia resta un tragico bancomat al servizio della politica, e viceversa. Per scambiarsi poltrone, carriere, denari ed appalti. È triste dover commemorare Giovanni Falcone senza che i governi che si sono succeduti in questi 28 anni abbiamo saputo mettere in campo, oltre alle frasi di circostanza, strumenti idonei ad evitare che la corruzione resti il naturale terreno di incontro tra appalti e politica”. Lo ha dichiarato il Presidente della commissione regionale antimafia e anticorruzione Claudio Fava


5 STELLE
Per i deputati regionali dei Cinque Stelle “Sarebbe il caso di chiedere che funzione abbia l'attività di prevenzione della corruzione nelle aziende sanitarie e nel coordinamento regionale istituito dall'assessore della Salute in Regione mesi addietro. Il Movimento 5 Stelle, nei mesi scorsi, con diversi atti parlamentari, ha raccolto il grido d'allarme lanciato dagli imprenditori del settore e provato ad audire i componenti della CUC più volte, senza però aver avuto riscontro. Diverse volte, ad esempio, abbiamo chiesto l'audizione di Damiani, uno degli arrestati, sia in commissione Bilancio che in commissione Sanità sull'appalto della manutenzione degli elettromedicali, ma questi non si è mai presentato".

PD
"L’operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di personalità di primo piano della sanità siciliana, tra cui il ccordinatore per l'emergenza Covid in Sicilia, mette in luce una inquietante gestione della pubblica amministrazione che ci lascia sgomenti”. Lo dice Anthony Barbagallo, parlamentare regionale e segretario del PD in Sicilia.
“Ancora una volta – aggiunge Barbagallo - la magistratura è arrivata prima della politica aprendo uno squarcio su quello che, da quel che si legge da notizie di stampa, appare come un sistema di gestione illecita che mina alla base la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, anche perché proprio in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo il settore della sanità ha assunto un ruolo centrale. A questo punto è necessario passare ai ‘raggi x’  le gare espletate per appurare eventuali episodi corruttivi che posso avere influenzato l’esito delle procedure di evidenza pubblica, e per verificare che a farne le spese non siano i cittadini con servizi, costi ed apparecchiature meno efficienti di quanto necessario”. 

“Abbiamo ritenuto più volte assolutamente inadeguata la gestione dell' emergenza covid da parte del governo regionale che oggi si condisce di un ulteriore elemento ombroso e negativo. Chiediamo che il presidente Musumeci – conclude Barbagallo – riferisca in aula  su quello che sta avvenendo nella sanità siciliana”.


VIA
Gli esponenti del Movimento Via, si dicono garantisti, apprendono con dispiacere degli arresti ma sottolineano che “La Sanità siciliana abbia bisogno di maggiori controlli. La Sanità non può essere un business per nessuno. Tuttavia lo scenario triste e allo stesso sconfortante pone delle riflessioni: la politica si avvale in Sanità di nomine fiduciarie da sempre, per tale motivo è necessario meglio vigilare per evitare che tali scandali irrompano. La corruzione è un male che va combattuto da dentro i palazzi, la politica ha la responsabilità morale di essere guida e controllore. L’attacco diretto fatto da taluni all’attuale esecutivo regionale e al presidente Nello Musumeci è ingeneroso, non attinente ai fatti. Qualunque governo regionale, del presente e del passato, ha nominato vertici e commissari della Sanità isolana.
Bene, invece, la costituzione di parte civile da parte della Regione”.

ITALIA VIVA
I due coordinatori provinciali di Italia Viva, Giacomo Scala e Francesca Incandela condannano i fatti accaduti: “La giustizia, certamente, farà il suo corso e verranno appurate responsabilità o meno, ma quello che è accaduto non può non coinvolgere tutte le forze politiche. Servono urgentemente deterrenti, le condotte criminose poste in essere non possono non aprire un dibattito politico sulle centrali di committenza e sul sistema degli appalti. Confidiamo nella rettitudine mirale ed etica del Governatore e dell’Assessore Razza affinché portino nell'immediato soluzioni adeguate alla delicatezza del caso nelle sostituzioni dei soggetti coinvolti nelle indagini.
Ci auguriamo che il dibattito approdi in Aula, all’ARS, perché mai si dovranno leggere di ulteriori terremoti giudiziari simili che non fanno bene all’ immagine della Sicilia, già devastata per mille ragioni”.

AZIONE
 “Lo scandalo che ha travolto la sanità siciliana e’ l’ennesima prova che e’ arrivato il momento di sottrarre la sanità’ pubblica alle regioni” lo afferma Giangiacomo Palazzolo del comitato promotore nazionale di Azione e sindaco di Cinisi.

“Il quadro che emerge dall’attività investigativa della Guardia di Finanza - continua l'esponente di Azione - e’ preoccupante e rivela una corruzione endemica nel sistema sanitario regionale a cui bisogna porre fine sottraendolo alla sfera dell’influenza della politica il meccanismo delle nomine nella sanita'”.

“Fino a quando le Asp saranno centri di potere e i vertici saranno oggetto di spartizioni politiche, la corruzione e l’illegalità continueranno a dilagare. Mi auguro che l’assessore Razza e il presidente Musumeci oltre ai necessari provvedimenti vogliano finalmente impegnarsi per dare un segnale di discontinuità rispetto alla commistione tra politica, affari e sanita’” conclude Palazzolo.

CAROLINA VARCHI
Anche Carolina Varchi, deputata alla Camera per Fratelli d’Italia si augura che presto sia fatta luce sui fatti gravi contestati: “Ancora una volta ci costringe a riflettere su quella maschera che sta diventando la lotta (talvolta solo di facciata) alla criminalità. Ai militari della Guardia di finanza e alla Procura di Palermo va il mio sincero ringraziamento per il prezioso lavoro svolto".

VINCENZO SANTANGELO
“La  notizia dell'importante operazione che ha portato agli arresti di  alcune figure apicali del settore sanitario siciliano da parte della  Guardia di Finanza di Palermo lascia l'amaro in bocca.
Specie,  quando si apprende che anche stavolta si approfitta di una emergenza  sanitaria come quella ancora in atto legata al Covid-19, per alimentare  sempre un sistema degli appalti, volto a privilegiare aziende o imprese  facili ad elargire percentuali sulle aggiudicazioni degli stessi.
Tra i dieci arresti, anche il direttore generale dell'Asp di Trapani, l'avvocato Fabio Damiani.
Mi  congratulo con la Guardia di Finanza che è riuscita ad intercettare un  giro di mazzette, che vedeva speculare sugli appalti del sistema  sanitario siciliano.
Spero che presto si arrivi a chiarire tutto e soprattutto, far pagare coloro che hanno lucrato sulla salute dei siciliani”. Lo ha detto il senatore del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Maurizio Santangelo.

 

MAZARA
«Ritengo i fatti contestati altamente gravi, per tale ragione ripongo la massima fiducia nell’operato degli inquirenti e della magistratura tutta, affinché possano fare maggiore chiarezza sull’accaduto. Esprimo i mie più vivi complimenti alla Guardia di Finanza per il suo perdurante impegno sotto la direzione della Procura della Repubblica, per l’azione di contrasto alla corruzione e delle più gravi forme di reato contro la pubblica amministrazione, che sottraggono alla collettività risorse pubbliche, incidendo pesantemente anche sulla qualità dei servizi forniti ai cittadini, in un settore molto delicato quale quello della sanità».
Lo dichiara il Sindaco Salvatore Quinci, a seguito degli arresti nell’ambito dell’operazione “Sorella Sanità”.

CGIL TRAPANI
“L’operazione ‘sorella sanità’ ha scardinato una condotta criminale volta a lucrare sul sistema sanitario siciliano, sulle malattie della gente e sui lavoratori della sanità”.
E’ il commento del segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona a seguito dell’operazione  di stamani su appalti e corruzione, condotta dalla Guardia di Finanza di Palermo, che ha portato agli arresti, tra gli altri, del direttore generale dell’Asp di Trapani Fabio Damiani e del coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid in Sicilia Antonino Candela.
“Se le accuse dovessero essere confermate – dice il segretario Cutrona – è aberrante sapere che le stesse persone che si professavano paladine della legalità e della corretta gestione delle aziende sanitarie provinciali sono le stesse accusate oggi di essere i fautori di un sistema di corruzione creato facendo business sulla sanità con appalti pilotati e mazzette”.

ARTICOLO 1
L'operazione condotta dalla Guardia di Finanza ha messo in luce la presenza di una rete criminale nella sanità pubblica diretta a manovrarne gli appalti.
Crea particolare turbamento che tra gli arresti sia stato sottoposto a restrizione anche il direttore generale della ASP di Trapani - dichiara il segretario provinciale di ARTICOLO UNO Antonio Gandolfo - che dal novembre 2018 ha gestito la sanità pubblica provinciale, fino alla emergenza covid -19.
I fatti denunciati rivelano la gravità dei danni arrecati alla sanità pubblica mediante una spiccata capacità organizzativa che ha generato corruzione, tangenti e illeciti arricchimenti.
ARTICOLO UNO nel manifestare apprezzeranno per il lavoro svolto dagli inquirenti , chiede che vengano perseguiti con rigore tutti i reati perpetrati nel campo della salute, che lo rendono più debole ed esposto maggiormente alle emergenze sanitarie.
Massima vigilanza verrà riservata alla gestione del bene primario della salute, nessuno potrà condurre affari sulla pelle dei cittadini, Articolo Uno , afferma Gandolfo, rimane impegnato a rafforzare i presidi territoriali per garantire sanità pubblica di qualità per tutti.