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18/04/2019 09:40:00

Casa x Casa. Il viaggio di Faraone nei territori siciliani

 Chi guarda la politica dall’esterno la vive come un muro di gomma, ci rimbalza e va a finire lontano. Una parete di cristallo, chi sta all’interno vive di privilegi, ed è anche vero, chi vive all’esterno e cerca di entrarvi potrebbe tagliarsi.


Oggi definire la politica è difficile, potrebbe essere la quinta essenza del populismo, la deriva sarcastica di una collettività che crea mostri, che grida vendetta, che alimenta la macelleria sociale, che punisce e lapida in diretta facebook, che ha bisogno di un nemico costante, che non pesa le parole, e nemmeno si sforza a dargli un senso.


Ma la politica è dialogo, è discorso, è confronto. Serio.
Le parole hanno un peso specifico, si conficcano nei cuori, viaggiano tra i canali dell’anima, sfiorano e penetrano menti, diventano idee e corrono su tante gambe.
Concretezza e fattività, lontani da una retorica che alimenta miti gonfiabili, che basta uno spillo per far venir e giù. La politica è viaggio, dentro e fuori le cose. Incontrare gente comune dei territori, capire criticità tentando di porvi rimedio.
Sentire le istituzioni vicine significa avere due occhi che ti guardano.
“CASA X CASA”, il viaggio siciliano, di Davide Faraone, senatore Pd, è vicino ai territori senza le ospitate in grande stile con il codazzo di chi fa rumore quando arriva ma non lascia nulla quando se ne va.


Perché il cuore pulsante di ogni iniziativa è il capitale umano raggiunto, con l’obiettivo fermo di capire le dinamiche di città o di porzioni di esse ridefinendo il modo di fare politica territoriale, spingendola, poi, sul livello nazionale.


A Sciacca, ad esempio, le organizzazioni professionali hanno ricevuto l’impegno da parte del senatore Faraone per il problema della vicenda degli aumenti del costo della bonifica e dell'acqua per usi irrigui.
Gli agricoltori non possono essere lasciati soli in questo terreno tortuoso con l’aumento del 325% del costo dell’acqua per irrigazione che passa da 20 euro ad 85 ad ettaro. Si tratta di un modo per strozzare gli operatori del settore.
Il viaggio di “CASA X CASA” ha toccato pure le città colpite dal terremoto del Belice, lì ci sono ancora tre villaggi che portano il nome dei quotidiani nazionali che hanno contribuito a costruirli: “Tempo”, “Bergamo” e “Trieste”.


Quaranta famiglie che vivono in case costruite con i tetti in amianto e c’è una interrogazione parlamentare fatta la Ministro dell’Ambiente Costa con la quale si chiede di intervenire prontamente per riqualificare l’area e le abitazioni.


Non ci possono essere cittadini di serie A e di serie B, i diritti sono uguali per tutti, da Nord a Sud, dalla Sicilia occidentale alla Sicilia orientale.
La terra dell’Isola che si racconta, da Augusta dove su 20 funerali 18 sono per morte di cancro. Ci sono fabbriche che non rispetterebbero le norme ambientali, giornate in cui l’aria è irrespirabile. Nessuna tutela per i lavoratori e per i cittadini di quelle città, la situazione non è più tollerabile a Priolo, Melilli, Augusta.


Criticità appurate anche ad Alcamo, l’abbattimento degli alberi sta causando un grave danno non solo ambientale ma soprattutto di qualità della vita.

 

 

 


Gli alberi sono stati capitozzati senza procedere alla valutazione dello stato di salute degli stessi correlato alla incolumità pubblica.
Non è mancata l’attenzione per l’aeroporto di Trapani-Birgi, vuoto, desolante per chi in auto arriva fin lì. Una politica infrastrutturale da correggere, con l’accortezza di chi deve tenere conto dello sviluppo di un territorio che non può non prescindere dal volano del turismo.

 

 

 

Raccontare vuol dire aver toccato con mano luoghi e persone, aver raggiunto comunità e essersi seduti per un caffè e un sorriso.
Al parlare in maniera propagandistica è meglio pedalare, per raccontare quello che la Sicilia è e potrebbe diventare.