24/04/2019 06:00:00

Castelvetrano. Condannato l’ex candidato sindaco Maurizio Abate: diffamò Giuseppe Cimarosa

Ha diffamato Giuseppe Cimarosa ed il Tribunale di Marsala lo ha condannato a pagare 600 euro di multa. Oltre ad un risarcimento che deve essere ancora determinato.

Si tratta di Maurizio Abate, ex candidato sindaco nel 2017 con la lista “Aria nuova”, per le elezioni comunali di Castelvetrano abortite dallo scioglimento per mafia.

In quell’anno Abate, in un post su Facebook, aveva scritto che Giuseppe Cimarosa (figlio del collaboratore di giustizia Lorenzo, morto dopo una lunga malattia nello stesso anno) rappresentava “la vecchia mafia pentita del nostro territorio”.

Inoltre, lanciato nella sua singolare campagna elettorale, aveva diffuso capillarmente due inquietanti messaggi audio in cui, oltre a diffamare il figlio del collaboratore, esprimeva le sue posizioni contro la stampa e la magistratura. Ce n’eravamo occupati in questo articolo, dove potete trovare i contenuti più significativi dei messaggi.

 

Un personaggio sui generis, Maurizio Abate, del quale si era occupata anche Rosy Bindi, nella seduta della commissione antimafia  dell’8 giugno 2017. In quell’occasione, parlando dello scioglimento del Comune di Castelvetrano, aveva ricordato alcune sue eloquenti dichiarazioni dove …negando l’esistenza della mafia, inveiva contro Giuseppe Cimarosa – scriveva la Bindi - figlio del collaboratore di giustizia Lorenzo Cimarosa, a sua volta cugino di Matteo Messina Denaro,  la cui tomba è stata vilipesa proprio lo scorso maggio, invitandolo a prendere le distanze dal padre mentre, di converso elogiava la criminalità organizzata della quale condivideva le ragioni della devianza”.

 

L’allora presidente della commissione parlamentare antimafia nazionale, aveva aggiunto anche che lo stesso era stato “condannato in primo grado per violenza privata” ed aveva nella sua unica lista un soggetto ben noto a Castelvetrano “già condannato due volte, nel duemila e nel duemilaquattro, per minaccia, nonché fratello di uno dei fedelissimi di Matteo Messina Denaro, scarcerato da poco, dopo quasi un ventennio di reclusione per fatti di mafia e per traffico di stupefacenti”.

 

Circa quindici giorni fa, nell’udienza precedente a quella della sentenzaci racconta oggi Giuseppe CimarosaMaurizio Abate si presentò per la prima volta in Tribunale. E con una dichiarazione spontanea al giudice, si scusava con me perché non era sua intenzione offendermi o diffamarmi. Era ovvio che era stato consigliato dal suo avvocato e non erano delle scuse sentite. Se lo fossero state, avrebbe dovuto farle molto tempo prima, pubblicamente. Consideriamo che la vicenda è accaduta due anni fa. Erano delle scuse strumentali, non c’è dubbio. E’ per questo che io non le ho accettate”.

 

Egidio Morici