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15/12/2018 07:50:00

La crisi dell'aeroporto, e non solo. Com'è andato l'incontro tra Musumeci e i sindaci

 In alto il senso delle istituzioni, è questo quello che puntualizza Nello Musumeci, in un'aula, quella della ex Provincia, in rigoroso silenzio.

Senso delle istituzioni, altro non era che una lezione di bon ton e di forma data dal presidente della Regione ai sindaci presenti, o a qualcuno di loro, che hanno pensato di dialogare a mezzo stampa con chi adesso guida la Sicilia.

Nessun sindaco e nessun presidente della Regione, ha chiosato Musumeci, può avere alcun partito nel momento in cui viene eletto. Si è sindaci di tutti, nessun pregiudizio dunque verso il governo della Sicilia.

C'è un obiettivo comune: la promozione del territorio e la salvaguardia dell'aeroporto Trapani di Birgi, di proprietà della Regione.
Si va verso la creazione di due società di gestione aeroportuale, una per gli scali della Sicilia occidentale e una per quelli della Sicilia orientale.
Nessun utilizzo di soldi pubblici per poi ritrovarsi nella situazione in cui adesso versa il Vincenzo Florio, con una compagnia aerea pirata, ha detto Musumeci riferendosi alla Ryanair, pronta a fare il buono e il cattivo tempo.
Ci vuole sinergia tra gli attori principali del territorio, dai sindaci agli imprenditori e operatori del settore, nessuna di queste forze può venire meno, la Regione è pronta a fare la sua parte.
I Comuni tuttavia non possono sostituirsi alle funzioni regionali, non ne avrebbero capacità economica e chiedono altresì, con un documento sottoscritto, che il partito unico del territorio giochi la sua partita senza bandiere e condizionamenti.
I sindaci dei ventiquattro Comuni della provincia chiedono il potenziamento dei collegamenti su gomma, attraverso l’incremento del numero delle corse e l’inserimento di nuove tratte, in modo da creare una connessione stabile fra i principali centri di interesse turistico del trapanese e gli aeroporti di Birgi e Punta Raisi.
Chiedono altresì che ci sia una programmazione di sviluppo del Belice e delle infrastrutture in generale, per questo sarà fondamentale l’avvio di un piano straordinario di promozione della destinazione turistica Sicilia Occidentale, individuando nei soggetti della Camera di Commercio di Trapani e nel Distretto Turistico i soggetti che dovranno svolgere tale ruolo.
L'impegno del presidente Musumeci è forte e attivo, nel mese di febbraio la Regione terrà gli Stati generali del turismo in provincia di Trapani, una due giorni dedicati al turismo in Sicilia, con le compagnie e i tour operator, subito dopo la Bit di Milano.
Da più parti si è consumata la critica per il governo regionale precedente, targato Crocetta, che da un lato ha abolito le Province e dall'altro non ha fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare per potenziare Birgi.


Non si esclude la fusione di Airgest con la Gesap di Palermo nonostante le perplessità mostrate dal sindaco Leoluca Orlando, a breve la Regione incontrerà il sindaco di Palermo insieme ad una delegazione di sindaci del trapanese.
Impegno determinato per mantenere in vita lo scalo di Birgi ma la cosa certa, ha sottolineato Musumeci, è che nessuna società di servizi può ancora stare sul mercato con soldi pubblici, soldi dei contribuenti.
E durante l'incontro di ieri il commissario straordinario del Libero Consorzio, Raimondo Cerami, ha ricordato al governatore della Sicilia la grave crisi economica in cui l'Ente versa, con un prelievo forzoso da parte dello Stato che sta costringendo lo stesso a gravi tagli.
Da settembre circa 4500 studenti della provincia saranno costretti a fare i doppi turni a causa dell'impossibilità a pagare gli affitti per gli immobili che ospitano le scuole.
Situazione grave anche per le strade provinciali a cui non può essere più garantita la manutenzione.
Il presidente ha chiesto agli uffici tecnici di preparare i progetti e di presentarli per poter fronteggiare il problema delle strade, essendo l'Anas un pachiderma incapace a dare risposte immediate.
La gravità economica in cui versano le ex Province non è colpa della Regione, ha sottolineato Musumeci, ma di chi anni fa ha pensato bene di ghigliottinare questi Enti, e la cui finanza dipende direttamente dallo Stato.