05/12/2019 09:26:00

L'incontro Boccia-Musumeci a Palermo e i soliti proclami

 Durante il convegno “ Investimenti nel Mezzogiorno D’Italia : opportunità di sviluppo” il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci si è soffermato sullo stato delle Infrastrutture in Sicilia e sui problemi che gli imprenditori affrontano per realizzare le opere che hanno progettato.


“Noi non abbiamo bisogno paradossalmente di nuove risorse, abbiamo bisogno di poter spendere presto e bene quelle di cui già disponiamo. Nelle casse della regione Siciliana ci sono in questo momento quasi 5 miliardi di euro ma se non ho progetti non posso metterli in cantiere e per poter utilizzare il denaro comunitario e quindi dare un incarico devo fare un avviso pubblico, devo aspettare tre mesi e se non c’è un ricorso, perché se c’è un ricorso possono diventare anche otto nove mesi. E' mai concepibile che il Mezzogiorno d’Italia possa recuperare questo divario con il centro nord pur disponendo di tante risorse finanziarie? Certamente no. E allora chiediamo una deroga alle procedure riconosciute dalla normativa comunitaria e nazionale, una deroga per cinque anni. Liberateci dai lacci e dai laccioli, fate in modo che in due tre mesi un progetto si possa definire assumendosi l’autore la responsabilità quindi senza mettere in discussione la trasparenza del procedimento. Rfi si faccia dare le deroghe anche da un punto di vista urbanistico e proceda e vada avanti. Un comune ha fermato Rfi per nove anni e questo non è concepibile” ha detto il governatore siciliano.


Musumeci ha aggiunto che tutto questo succede in una regione che “scende sotto i cinque milioni di abitanti e dove i centri minori si spopolano mentre il governo della Regione vorrebbe poter intervenire e non sa da dove cominciare perché le strade sono rotte, non abbiamo le risorse per poterle rifare perché dovrebbe metterle la Provincia ma la Provincia non ha più denaro e dovrebbe metterlo lo Stato che si gira dall’altra parte e sulle tante infrastrutture non possiamo intervenire perchè il piano regionale dei trasporti non prevede grandi infrastrutture al di là delle opere in corso come Rfi ma sono opere per le quali abbiamo dato a Rfi due miliardi di euro circa, altrettanto abbiamo dato all’Anas”. Una lunga e articolata spiegazione di come sono combinate le infrastrutture in Sicilia e delle difficoltà che ci sono nell'intervenire.
Sullo stato delle infrastrutture in Sicilia e sulla necessità di liberarsi dalle pastoie burocratiche (ritardi di varia natura nella realizzazione delle opere dall’ideazione alla realizzazione, normative che rappresentano ostacoli insormontabili ecc.) che bloccano gli investimenti le denunce del Presidente della Regione Musumeci trovano una sponda nel governo nazionale.

Sponda che viene dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia in visita a Palermo.
“Non è usuale ritrovarsi di fronte un presidente di una Regione così grande e importante che non ti chiede risorse ma regole certe”.

I problemi denunciati da Musumeci durante il convegno di Villa Malfitano dei giorni scorsi trovano piena condivisione nel ministro Boccia: “ trovo che sia una responsabilità collettiva, di tutta la politica italiana, se in una parte del paese non ci sono investimenti infrastrutturali di base, che la Sicilia e la Sardegna non abbiano treni all’altezza penso sia una vergogna nazionale alla quale dobbiamo porre rimedio. Le risorse ci sono, non è ammissibile che i tempi previsti per le realizzazione delle opere vadano dai cinque ai dieci anni”.
Chiude l’incontro con i giornalisti, tenutosi a Palazzo d’Orleans nella sala delle Colonne, il Presidente della Regione che si dice sicuro, dietro rassicurazione del ministro Boccia, che il disegno di legge quadro presentato e già illustrato al Consiglio dei Ministri sul regionalismo differenziato non creerà e avrà ripercussioni sul Mezzo Giorno d’Italia.
Non abbiamo dubbi sulla buonafede del ministro Boccia e sull’impegno del Presidente Musumeci la cui legislatura è cominciata per altro da pochissimo tempo.
Rimane la sensazione di trovarci di fronte agli ennesimi proclami che poi non avranno seguito.
“ Dobbiamo ridurre il divario Nord Sud”; “ Ci vogliono tempi certi nella realizzazione delle opere”; “ In Sicilia nonostante tutte le difficoltà si può fare impresa”; “ Non è ammissibile che per realizzare un progetto ci vogliano dieci anni” per finire con il grande classico dell’emergenza spopolamento che colpisce la nostra regione.
“ Dobbiamo impedire che i nostri giovani lascino la nostra terra”.
Da quanti anni sentiamo queste frasi?

 

Francesco Graziano



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