14/02/2020 08:31:00

Mafia Bet, chieste condanne per i sette imputati

Il pm della Dda di Palermo Francesca Dessì ha chiesto la condanna dei sette imputati del processo scaturito dall’operazione dei carabinieri “Mafia Bet” (14 tra arresti e denunce, tra febbraio e marzo 2019, a Campobello di Mazara, Castelvetrano, Mazara e Salaparuta) che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato davanti al gup di Palermo Claudia Rosini.

L’indagine ha coinvolto anche il deputato regionale di Forza Italia Stefano Pellegrino, accusato corruzione elettorale in concorso senza aggravante mafiosa. La sua posizione, però, è stata già stralciata e il gup Rosini deve ancora decidere sulla richiesta della Dda.

Nell’abbreviato, il principale personaggio alla sbarra, per associazione mafiosa, è l’imprenditore di Campobello di Mazara Salvatore “Mario” Giorgi, di 61 anni (solo per lui anche concorso in corruzione elettorale), per il quale il pm Dessì ha chiesto la condanna a 12 anni di carcere. Dieci anni, invece, sono stati invocati per Francesco Catalanotto, di 47, di Castelvetrano, gestore di un centro scommesse a Campobello di Mazara. Di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, sono accusati i campobellesi Paolo De Santo, di 44 anni, e Giacomo Barbera, di 66 anni. Per il primo, il pm ha chiesto 4 anni, mentre per il secondo 2 anni e 8 mesi. Due anni ciascuno, infine, sono stati invocati per Calogero Pizzolato, di 40 anni, anche lui di Campobello di Mazara, Antonino Tumbiolo, di 48, di Mazara, e Giuseppe Di Stefano, di 82, di Salaparuta. Il pubblico ministero ha chiesto anche la confisca dei beni sequestrati. Dopo la requisitoria, sono intervenuti dei legali delle parti civili ammesse: i Comuni di Campobello di Mazara e Castelvetrano, l’associazione Codici Sicilia (avvocato Giovanni Crimi), l’Antiracket Trapani (avv. Giuseppe Novara) e l’associazione “La Verità vive” di Marsala (avv. Giuseppe Gandolfo). Le costituzioni di parte civile sono state avanzate solo nei confronti di chi è accusato di mafia.

Altri sei imputati saranno giudicati davanti il Tribunale di Marsala: quattro al “collegiale”, due al monocratico. Tra i primo quattro, il nome di spicco è quello del 39enne imprenditore campobellese Calogero Jonn Luppino, che deve difendersi dall’accusa di associazione mafiosa, a differenza degli altri tre imputati, Giorgio Gaspare Luppino, di 66 anni, Paola Maggio, di 38, e Gaudenzia Zito, di 50, che sono accusati di reati di minore gravità.