26/02/2020 08:20:00

Mafia, iniziato il processo all'ex Sindaco di Castelvetrano Vaccarino

Con l’imputato in videoconferenza dal carcere di Catanzaro, dove è rinchiuso, è iniziato, davanti il Tribunale di Marsala (presidente del collegio: Vito Marcello Saladino), il processo che vede imputato l’ex sindaco Dc di Castelvetrano Antonio Vaccarino per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale con l’aggravante per mafia.

Vaccarino, nuovamente rinchiuso in carcere lo scorso 10 gennaio, era stato arrestato il 16 aprile del 2019 insieme a due carabinieri (il tenente colonnello Marco Alfio Zappalà e l’appuntato Giuseppe Barcellona), nell’ambito delle indagini sul latitante Matteo Messina Denaro.

Secondo i pm della Dda, l’ex sindaco, che lo scorso anno era stato scarcerato dopo 15 giorni, avrebbe ricevuto da Zappalà, in servizio alla Dia di Caltanissetta, uno stralcio di una intercettazione e l’avrebbe girata a Vincenzo Santangelo, titolare di un’agenzia funebre già condannato per mafia.

Ad essere intercettata fu una conversazione tra due soggetti che parlavano del funerale di Lorenzo Cimarosa, cugino acquisito di Matteo Messina Denaro e collaboratore di giustizia morto nel gennaio 2017 per una grave malattia. All’avvio del dibattimento, Antonio Vaccarino, dopo le richieste di prova dei pm Francesca Dessì e Pierangelo Padova (testimonianze, intercettazioni, etc.), ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee. E dopo avere sottolineato che diversi suoi congiunti sono stati uomini delle forze dell’ordine, ha detto: “Ho sempre combattuto la mafia. Ho contribuito alla sconfitta della sua manovalanza. Le forze dell’ordine lo possono confermare. Ho collaborato con i servizi segreti e a questo devo la mia condanna a morte da parte del sanguinario Matteo Messina Denaro. Per i mafiosi sono un morto che cammina, ma io, da ex sindaco, non fuggo. Però, mi strazia il cuore l’infamia di un favoreggiamento a persone che ho sempre combattuto”. E dopo parole di stima per i giudici, ha concluso dicendo che crede “nel giudizio di Dio”. Il prossimo 3 marzo, il Tribunale conferirà l’incarico ad un perito per la trascrizione delle intercettazioni. Poi, verranno fissate le date per ascoltare i primi testi dell’accusa.