16/10/2020 16:08:00

Mafia a Trapani, i retroscena sui mobili all'Ars: le corna e le minacce 

Continuiamo con  le nostre rivelazioni circa il nuovo verbale acquisito agli atti del processo contro l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello e gli altri arrestati nell’ambito dell’operazione Scrigno per associazione mafiosa.

In un interrogatorio Vito Gulotta, dopo aver parlato della fornitura di arredi all’Ars, che doveva avvenire attraverso la “Gulotta Design” intestata alla sua ex moglie Vincenza Costa, racconta anche di aver subito minacce dopo aver scoperto che la consorte aveva una relazione sentimentale con Carmelo Salerno, ritenuto il boss di Paceco e coinvolto anche lui nell’operazione antimafia.

“Ho temuto per la mia vita e per quella dei miei figli. Ecco perché non ho mai sporto denuncia”, rivela ai carabinieri.

Salerno, infatti, avrebbe preteso che Vito Gulotta continuasse a vivere con la moglie, permettendole, però, di incontrare il suo amante. E per essere più convincente, gli avrebbe inviato una sua foto con in braccio uno dei suoi figli. “Come a volermi dire: tuo figlio è nelle mie mani”, racconta Gulotta. Ma non è tutto perché nella vicenda sarebbe anche intervenuto Francesco Orlando anche lui arrestato nell’operazione Scrigno, minacciando Vito Gulotta che avrebbe subito “cose tinte” se avesse intralciato la relazione tra la moglie e Carmelo Salerno.

Francesco Orlando non avrebbe minacciato direttamente Vito Gulotta al quale fece arrivare il suo inequivocabile messaggio, “succedono cose tinte”, da un conoscente, molto amico dell’uomo tradito dalla moglie.