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21/05/2018 17:00:00

Le manfestazioni garibaldine a Marsala, un misto tra bluff e flop!

Le Manifestazioni Garibaldine si sono concluse il 13 maggio. Un calendario di eventi che non ha portato il successo sperato. Freddi, con scarsissima partecipazione cittadina, i vari appuntamenti che dall'8 al 13 maggio si sono svolti in diverse zone della città. C’è stato poco riscontro turistico, del resto gli ospiti presenti in città non sono arrivati per l'evento. Manca la programmazione turistica, non c'è mai stata in questa Giunta a conduzione Alberto Di Girolamo.

Si naviga a vista, e non è pensabile che si possa scommettere sull'incremento dello sviluppo turistico con i ricami che come ogni anno, più volte l'anno, sono lì. A fare da corredo. Nulla da togliere all'antica e nobile arte del ricamo, signore bravissime e attente alla perfezione del dettaglio, condizionate dall'Amministrazione a far parte di manifestazioni che dovrebbero, per la loro portata storica, aggiungere quel tocco in più. Volare alto. E invece, siamo lì, incastrati tra le tele di un chiacchierino e di un filo di seta, con la domanda: cosa resta a Marsala? Dal ricamo, al ballo in costume d'epoca, alle manifestazioni sportive. Tutto messo alla rinfusa, nessun nesso logico, non c'è la conduzione.
Eppure la programmazione dovrebbe essere la base di partenza, soprattutto nel turismo.

Manca la consapevolezza di un settore strategico. L'evento spot, come il raduno delle Ferrari, non è da considerarsi come offerta turistica. E pare che pure il vento se ne sia accorto, tanto da non essere clemente con chi avrebbe dovuto esibirsi con vele e kite. La città non partecipa, c'è un bassissimo indice di gradimento per tutte le attività organizzate dall'Amministrazione. E i volti dei consiglieri comunali che si spendono sono sempre gli stessi, tanto da non capire che la città non risponde. Intanto, manca la comunicazione, quella vera e professionale, legata ad una seria e capillare distribuzione. Tutto, sembra, sia destinato ai marsalesi e ai vicini Comuni.

E' stato lo sport a donare una maggiore enfasi, lo hanno fatto i ragazzi del rugby, i ragazzi disabili dell'atletica leggera. Del resto non ci vuole bravura a copiare, se si volesse volgere lo sguardo alle due precedenti manifestazioni garibaldine il copione è uguale: Kite, ballo in costume d'epoca, veleggiata, raduno delle Ferrari. Manca la sagra delle fragole. Lo sport come momento di aggregazione ma che non può caratterizzare delle manifestazioni che dovrebbero avere un respiro diverso, con una ambientazione legata e approfondita al Risorgimento.

Si fa presto a parlare di successo quando ai convegni hanno partecipato si e no in venti, quando al Monumento dei Mille l'11 maggio c'erano non più di cinquanta persone, scolaresche comprese. E' stato un bluff, misto ad un grande flop. E questa città è stanca di sentirsi dire che soldi non ce ne sono, stanca di dire che bisogna dare del tempo. Sono passati tre anni e per gli eventi non c'è bisogno del genio della lampada, in questo caso sarebbe scappato pure lui, c'è bisogno di capacità strategica e programmazione. Per farla breve, e senza giri di parole: bisogna essere bravi.

Non c'è nessuna cabina di regia che mette insieme i diversi equilibri delle esigenze del territorio. Quanto sono costate queste manifestazioni? Il Sindaco dice poco ma ancora non si sa nulla, si rimanda alle voci in capitolo bilancio. C'è una delibera di Giunta del 4 maggio che per la realizzazione del terzo “Trofeo Garibaldi Challenge”, rimanda il contributo, da valutarsi, da riconoscersi al Comitato dei Circoli Velici Lilybetani all'approvazione del bilancio 2018.