29/05/2020 11:17:00

Marsala, scrive Vincenzo Forti, sui magistrati del tribunale e le polemiche di questi giorni

 Egr. Sig. Direttore,
nella qualità sia di avvocato che di cittadino mi sento costretto a
rispondere all' ntervento del Dr. Marcello Vito Saladino atteso quello che, per me, è un assordante silenzio di buona parte dei miei Colleghi e in ossequio alle dozzine di lamentele che molti cittadini mi hanno rivolto e che mi hanno chiesto di veicolare.

Apprezzo profondamente il fatto che il Magistrato abbia percepito il bisogno di dare una spiegazione alla Collettività stante il Nobile, e socialmente fondamentale, Ruolo dallo stesso svolto.

Sono profondamente convinto della totale estraneità dello stesso dalle vicende che, suo malgrado, lo hanno coinvolto.

Tuttavia, ritengo che la questione sia stata male affrontata, quantomeno parzialmente.

Ogni qual volta leggo che la Magistratura si è resa responsabile di comportamenti indegni della Sacra Toga che tutti gli Operatori del Diritto indossano, vedasi vicende Dr. Bellomo, Dr. Saguto, Dr. Savasta, Dr. Scimè, Squillante, Dr. Capristo, Dr. Palamara , mi vengono in mente le Auguste parole del Magistrato e Martire Rosario Livatino sulla funzione del giudice: “Il giudice di ogni tempo deve essere ed apparire indipendente, e tanto può esserlo ed apparire ove egli stesso lo voglia, e deve volerlo per essere degno della sua funzione e non tradire mai il suo mandato”.

Fa onore, al Dr. Saladino, avere manifestato la massima disponibilità a non presentare istanza di conferma per il successivo quadriennio 20222026 per rispetto dei Suoi Colleghi, ma è proprio questo il punto, per me, dolente.

Il rispetto non deve manifestarlo ai suoi Colleghi, o quanto meno non deve manifestarlo solo a loro. Mi si perdoni, ma un Magistrato svolge una funzione sociale che lo rende depositario di un Potere enorme che è quello di incidere, con la propria volontà, con la propria scienza e coscienza, sulle vite dei cittadini e, pertanto, sommessamente ritengo che il Dr. Saladino il rispetto dovrebbe manifestarlo proprio a questi cittadini e non ai Colleghi o agli Operatori del diritto in generale. Colleghi che, come Lui stesso scrive, gli hanno permesso di “ leggere negli occhi …….un convinto sostegno”.

A prescindere dalla sue capacità di leggere negli occhi ritengo che, in ossequio al dogma formulato dal Martire Dr. Rosario Livatino, il Dr. Saladino dovrebbe rassegnare le dimissioni e non una semplice disponibilità a non chiedere la conferma delle Funzioni Semidirettive.

Il cittadino ha il diritto di avere fiducia, nel sistema Giustizia, e non una semplice fede.

La differenza tra fede e fiducia sta proprio nel concetto formulato dal Martire: fede è credere in qualcosa in cui non si ha alcuna prova mentre fiducia è credere in qualcosa della quale si è già ricevuta prova tangibile.

Il suo coinvolgimento, a sua insaputa, pregiudica, senza possibilità di appello, la fiducia che il Popolo deve avere nella Magistratura e, quindi, in Lui e, contestualmente, fa sorgere in modo speculare il dovere di fare in modo che il Popolo recuperi il senso di sicurezza, di certezza, di Amore verso quello che, per me, è il più importante Potere di uno Stato di Diritto che vuole definirsi democratico: la Magistratura.

La storia dell’umanità è pregna di periodi in cui, per fame e per corruzione delle Istituzioni, il Popolo è insorto. Il Dr. Saladino, a mio sommesso parere, ha il dovere di rinunciare alle funzioni semidirettive in ossequio al principio secondo cui il Magistrato deve essere e deve apparire indipendente, in ossequio al rispetto che qualunque Magistrato deve al Popolo sul quale la propria scienza e coscienza direttamente incide, in ossequio anche a remote, praticamente impossibili ma comunque esistenti, ragioni di Ordine Pubblico.

Con animo vibrante di profondo orgoglio Forense manifesto al Giudice Saladino i sensi della mia più perfetta osservanza.

Viva l’Italia

avv. Vincenzo Forti



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