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27/01/2022 06:00:00

 Le perplessità della Corte dei Conti sulle anomalie che sballano i bilanci mazaresi /6

Riprendiamo dopo ieri, l’analisi approfondita, del perché e come si sia abbattuta, il 15 dicembre scorso, la scure della Sezione di controllo siciliana della Corte dei Conti sui bilanci del Comune (Deliberazione n. 185/2021/PRSP). Oggi, concentreremo lo sguardo alla terza delle 11 ‘sberle totali, cioè i punti critici rilevati dai magistrati contabili.

LE PERPLESSITA SUL FONDO CREDITI DUBBIA ESIGIBILITÀ – Notevoli perplessità sono emerse in sede istruttoria durante l’analisi dei bilanci del Comune di Mazara, sulla congruità del Fondo crediti dubbia esigibilità. Tale fondo previsto dalla legge praticamente è una specie di assicurazione di tipo economico. La norma dice, all’Ente locale, stai attento hai tante somme che dovresti riscuotere ma siccome non si sa bene come e quando le avrai in cassa ti impongo di mettere da parte delle somme che garantiranno eventuali crediti non riscuotibili in modo tale da non finire in ‘bancarotta’. Il “risultato di amministrazione (…) dell’esercizio 2019” è – secondo l’analisi della Corte –“inattendibile”, poiché “derivante dalla presenza di un FCDE fortemente sottostimato di quasi 40 milioni di euro, con un disavanzo di amministrazione sommerso di almeno 33 milioni di euro e un illegittimo ampliamento della capacità di spesa”. Il rendiconto del 2019 praticamente è ancorato più al mondo dei sogni che non alla realtà dei fatti.

I TALLONI D’ACHILLE: TARSU E TARI – Gli accantonamenti per il FCDE sono in gran parte dovute alla principale fonte di dannazione per molti Comuni siciliani: la tassa sulla spazzatura. “Ne segue che – scrivono i magistrati contabili di Palermo – quanto alle entrate TARSU/TARI, a fronte di una mole di residui attivi, riportata dal collegio dei revisori dei conti nella relazione al rendiconto 2019, al 1° gennaio 2019, pari a oltre 41 milioni di euro (€ 41.249.779,08) e di residui totali per la medesima voce al 31.12.2019 di oltre 47 milioni di euro (€ 47.342.632,17), l’ente accantona soltanto euro 12.940.446,57”. In sostanza l’Ente prende come base di riferimento per il calcolo il totale dei residui ‘da attività coattiva’, “introducendo – sottolinea la Corte – un correttivo che non trova alcun fondamento normativo e risulta del tutto illogico e irrazionale, oltre che elusivo della funzione svolta dall’istituto del FCDE, in quanto premia l’inerzia nell’avvio delle procedure coattive, escludendo dal calcolo proprio i crediti maggiormente a rischio”.

UN'ANOMALIA CONTABILE DA QUASI 40 MILIONI DI EURO – “Dal successivo calcolo, (…) – ribadiscono i magistrati contabili – la determinazione del FCDE non appare corretta per una differenza di euro 39.987.392,68. Così facendo il Comune di Mazara del Vallo, in violazione delle regole giuscontabili sopra esposte, ha goduto di un illegittimo ampliamento della spesa corrente, coperta con risorse ‘nominali’ e non reali (C. cost. 4/2020 cit.), usufruendo di un risultato di amministrazione migliorativo e, addirittura, di una situazione di avanzo, considerato che il Fondo crediti di dubbia esigibilità risulta fortemente sottostimato di quasi 40 milioni di euro, con un disavanzo di amministrazione sommerso di almeno 33 milioni di euro. Sul punto la giurisprudenza contabile – prosegue il report sui bilanci del Comune – ha evidenziato che l’eventuale sottostima o errata determinazione del FCDE è destinata ad incidere sul risultato finale di amministrazione alterandone la trasparenza, veridicità ed attendibilità”.

IL ‘TRUCCO’ PER TRUCCARE IL DEFICIT CONTRARIO ALLA COSTITUZIONE – “Come autorevolmente rappresentato dal Giudice delle leggi, la errata contabilizzazione di parti attive del rendiconto ‘migliora in modo solo apparente il risultato di amministrazione, così esonerando l’ente locale dalle necessarie operazioni di rientro dal deficit, che non saranno parametrate sul disavanzo effettivo ma su quello alterato dall’anomala contabilizzazione (…)”. Come più volte rappresentato dalla magistratura contabile in sede di controllo “l’errato accantonamento del FCDE produce l’effetto ‘di espandere illegittimamente la capacità di spesa e di quantificare in modo incongruo il disavanzo, in contrasto con la legge e con la Costituzione”. Tale grave irregolarità influisce sulle successive rendicontazioni, ma, soprattutto, determina l’illegittimità della quantificazione del risultato di amministrazione e, quindi, dell’avanzo/disavanzo applicato nel bilancio di previsione successivo”.

GLI ATTORI DEL PERIODO – Ricordiamo chi erano gli attori politici e amministrativi, in quegli anni, a gestire la cosa pubblica cittadina: sindaco di centro destra, Nicola Cristaldi; Vito Billardello, assessore dal 12/06/2014 (determinazione sindacale n. 109/2014) al Bilancio, Programmazione, Società Partecipate e Patrimonio, nonché vice sindaco, (dimessosi da quel governo cittadino il 23 gennaio 2019 con queste parole: “Sono orgoglioso di avere fatto parte dell’amministrazione Cristaldi sia della prima che della seconda legislatura e soprattutto di avere contribuito a trasformare questa città. Oggi Mazara è un’altra città. Bisogna continuare il percorso virtuoso tracciato in questi anni”. Adistanza di una settimana, il 30 gennaio 2019 Cristaldi nominò, in sua vece, Luca Bono, che governò pochissimi mesi fino all’insediamento della nuova Giunta guidata dal neo sindaco Salvatore Quinci (eletto il 12/5/2019). Per la parte amministrativa, invece, il 2° Settore - Gestione delle Risorse era, ed è, tuttora, capeggiato dalla dirigente: Maria Stella Marino, all’interno del quale si incastona ‘la gemma’ comunale del ‘Servizio Sistema di Bilancio e Programmazione’ che tanti ‘successi’ ha inanellato nel corso di alcuni lustri al lavoro per la Città. Domani continueremo ad analizzare le altre criticità contenute nel documento della magistratura contabile palermitana.

Alessandro Accardo Palumbo
Twitter: @AleAccardoP