18/04/2019 09:58:00

Nino De Vita seleziona giovani poeti siciliani per Repubblica. Come partecipare

 In Sicilia ritorna il tempo della poesia. La passione per il verso, per il procedere ritmico delle parole, trova spazio in una nuova iniziativa delle pagine palermitane del quotidiano la Repubblica: ogni settimana il giornale pubblicherà una fra le migliori poesie arrivate in redazione tramite e-mail, all'indirizzo palermo@repubblica.it, oppure per posta ordinaria a via Principe di Belmonte 103 C 90139 Palermo.

A sceglierla sarà Nino De Vita, la più illustre voce poetica della letteratura mediterranea contemporanea. In un'intervista rilasciata a Salvatore Ferlita il poeta ha commentato entusiasticamente il progetto che sta per iniziare: «Adesso, in questa realtà siciliana contemporanea, mi accorgo, perché li frequento, li leggo, che ci sono tanti giovani che scrivono poesie. Alcuni lo stanno facendo davvero bene. Penso che questa iniziativa possa avere un buon riscontro. Io ci
credo».

De Vita è nato a Marsala, l'otto giugnu millinuvicentucinquanta, e ha esordito, trentacinque anni fa, nel 1984, con la raccolta Fosse Chiti. Nel 1991 decide di dedicarsi al recupero delle parole della sua terra, della contrada in cui è nato e cresciuto, inaugurando così la fortunata stagione della sua produzione dialettale. Vincenzo Consolo scrisse di lui: «C'è stupore e tenerezza nella contemplazione del paesaggio, del mondo animato e inanimato, delle creature che in questo mondo si muovono, che con il poeta condividono il destino. La tenerezza e insieme la violenza e il dolore che fatalmente accompagnano la vita, accompagnano le vicende, le avventure, i giochi proibiti degli scagnozzelli di Cutusio».

Numerosi e prestigiosi sono stati negli anni i riconoscimenti attribuiti alla sua opera. Fin dagli inizi, quando il poeta pubblicava in tiratura limitata le sue plaquettes, con il Premio Moravia del 1996, seguito dal Premio Mondello (2001) per Cutusìu, dal Premio Napoli (2003) per Cùntura, dai premio Salvo Basso e Bartolo Cattafi (2005) per Nnòmura e dal Premio Viareggio della Giuria (2011) per Òmini.

È ritornato recentemente in libreria con una silloge dal titolo Tiatru, pubblicata dall'editore messinese Mesogea.

 

Chi meglio di lui potrebbe scovare i versi necessari per leggere questo nostro presente?

 

Marco Marino