15/10/2020 00:15:00

Scrive Filippo Piccione, su Grillo, il "fuoco amico" di Di Girolamo e il fallimento del Pd a Marsala

 Gentile direttore,
condivido in pieno l’analisi e le considerazioni sull’esito delle elezioni del 4 e 5 ottobre contenuti nei suoi editoriali, “Marsala, Alberto e un treno” e “Il grande Fardello”. Già dopo poche schede scrutinate, che davano vincente Massimo Grillo al primo turno, lei e la bravissima Rossana Titone ne avete bene evidenziato alcuni aspetti salienti durante la maratona elettorale che ho seguito per quasi tutto il tempo del collegamento.

Le stesse interviste rilasciate ai protagonisti, accompagnate da una sapiente e divertente ironia da parte dei conduttori, hanno contribuito a formarmi un’idea più precisa della situazione politica che si sarebbe determinata a Marsala. Premetto subito che come il direttore di questo giornale anch’io mi associo con convinzione agli auguri di buon lavoro al nuovo Sindaco, Massimo Grillo.


Detto questo, fra la molteplicità dei motivi che hanno portato a quel risultato, su almeno un punto credo vi possa essere una comune condivisione. Massimo Grillo ha vinto perché il giorno dopo la sconfitta al ballottaggio del 2015 ha lavorato per ricandidarsi e per vincere le elezioni del 2020. Alberto Di Girolamo le ha perse perché ha fatto poco o nulla per bloccare il dissenso crescente all’interno della sua coalizione che lo sosteneva e che Grillo è riuscito ampiamente a calamitare. C’è però da capire se questo dissenso sia dovuto al carattere Di Girolamo oppure per una preconcetta presa di posizione da parte di alcuni suoi consiglieri che, armi e bagagli, si sono schierati con il Sindaco in carica.

Quel che si può dire è che l’ostilità nei confronti dell’ex sindaco è iniziata fin dal momento del suo insediamento. Negli ultimi tempi quello che sono riuscito a capire è il fatto che non si è trattato del cosiddetto “fuoco amico”, che di solito viene acceso per fare terra bruciata intorno alla persona che si intende sostituire. Qui invece è avvenuta qualcosa di diverso. Non si è tenuto conto dell’appartenenza politica originaria ma si è imboccata la strada, da parte di alcuni esponenti più in vista, della convenienza e della congiuntura favorevole e in questo Massimo Grillo ha avuto il fiuto necessario che però, bisogna pure dire, gli era mancato nella tornata precedente.


Fatto sta che allo stato delle cose l’attuale maggioranza nel Consiglio comunale non ha un’opposizione. Il Pd non ha alcuna rappresentanza e il cosiddetto centro sinistra è presente con un numero di consiglieri, ferme restando le qualità personali, quasi inesistente. Non so se per il neo Sindaco e la giunta questo sia un punto di forza. Quello che si può dire è che la sinistra e quel che resta del centro sinistra si trovano in grandissima difficoltà. Non solo per i travagli personali provocati dalla sconfitta ma per il modo stesso di uscire da una insopportabile condizione di marginalità.

Certo ci sarà una reazione, seguirà la canonica analisi del voto, non mancheranno le recriminazioni, le ritorsioni e l’immancabile individuazione del capro espiatorio. Indipendentemente dall’esito della discussione, non resta che il territorio sul quale occorre ristabilire il dialogo interrotto, relazionarsi con la gente che è andata o non è andata a votare a cui bisognerà spiegare in maniera convincente dove e perché si è sbagliato. Magari facendo autocritica sulla mancanza di una comunicazione adeguata e il venir meno di un rapporto proficuo fra istituzioni e cittadini. Per le cose non fatte o per le cose fatte male. Senza tacere delle cose, e sono tante, fatte bene e che l’attuale amministrazione non può evitare di farle sue, pena un tornare indietro, che la città non potrebbe tollerare.


Per quanto riguarda la crisi che attraversa il Pd bisognerebbe partire innanzitutto dal fallimento dei propri dirigenti, anche a livello provinciale e regionale, per l’incapacità di gestire uno straccio di campagna elettorale a Marsala degna di questo nome. So che ci sono altre ragioni della mancata vittoria del centro sinistra che non vale la pena qui elencare.
L’auspicio è che il Pd anche a Marsala si renda conto che oltre a pensare a come fare un’incisiva opposizione alla giunta Grillo si deve attrezzare per essere all’altezza delle battaglie che più in generale è chiamato a fare nel Paese sia per affrontare l’emergenza della pandemia e sia per come meglio utilizzare i fondi messi a disposizione dall’Unione europea per uscire al più presto dalla crisi economica e occupazionale.

Filippo Piccione