23/01/2020 12:00:00

Scrive Vittorio Alfieri, su Craxi e in replica alla lettera di Massimo Cardona

 Caro direttore, leggo la lettera di Massimo Cardona. Massimo è, perché l'ho contattato telefonicamente e me lo ha confermato, innanzitutto il mio amico e poi anche ex collega, napoletano come me, poi le vicende personali ci hanno allontanato. In relazione ad un passaggio della missiva, ossia il da farsi dopo la caduta del muro di Berlino, voglio raccontare un aneddoto che aiuterà chi avrà il coraggio di leggermi, a comprendere la visione del mondo e della storia che avevo, avevamo io e Massimo. Nel 1990 a meno di un anno dall'anno della caduta del muro, a settembre decidemmo di andare a Berlino, negli spostamenti per arrivarci, ci addormentammo e scendemmo ad Alexander Platz( quella cantata da mostri sacri della musica italiana, Milva e Battiato), personalmente ho ancora negli occhi, la miseria e la devastazione architettonica e culturale che ci accompagnò alla porta di Brandeburgo, avevamo deciso di alloggiare a Berlino ovest.

Al netto di questo aneddoto, cercherò di non essere prolisso. Dire che la figura storica di Craxi ben descritta da Massimo, viene completamente cancellata da chi nei quattordici anni dal 1980 al 1994 in cui i governi (uno diretto dallo stesso dal 1983 al 1986 ininterrottamente, battuto successivamente per longevità dall'erede politico e amico personale di Benedetto, Silvio Berlusconi, intento in questi giorni a beatificarlo) che portarono il debito pubblico dal 55% al 121.5%(fonte Sole24 ore), da chi fu condannato in via definitiva per corruzione e finanziamento illecito ai partiti(vicenda Eni-Sai la prima, metropolitana milanese la seconda) per complessivi 10 anni, da sentenze passate in giudicato, non voglio tediare ricordando tutti gli altri provvedimenti giudiziari estinti dalla morte del reo. Da chi finanziava con i nostri soldi, 100 milioni delle vecchie lire mensili la TV locale della sua amante.  Da chi acquisto' immobili a New York e Milano, sempre con i nostri soldi. Trovo corretto ed intellettualmente onesto soffermarmi sulle tre presunte vendette subite da Craxi. La prima l'avere proposto vincendolo con l'80% il referendum sull'abolizione dell'impunita' della magistratura, tutto vero.

Ricordo che il principio dell'impunita' nasce dalla necessità che i magistrati non lascino ammuffire i fascicoli nei cassetti, il presunto colpevole è garantito dai tre gradi di giudizio (quando la cassazione non sentenzia di celebrarne un altro), la soluzione comunque è arrivata dopo 28 anni con la legge Orlando del 2015, che come allora ha stabilito la responsabilità civile dei magistrati. Si ricorda che il referendum fu disatteso, per l'introduzione della riforma Vassalli del codice penale nel 1988, entrato in vigore nel 1989. Adesso il colpo di scena che avrebbe potuto disinnescare la prima vendetta. Vassalli ministro di Grazia e Giustizia, socialista, riforma approvata con i voti decisivi del PSI, dubito parecchio (non posso dirlo esattamente, non sono riuscito a conoscere il resoconto sul voto della riforma), che il PCI votò favorevolmente la riforma non amava Vassalli, si oppose due volte alla sua elezione al colle nel 1978 fu eletto Pertini nel 1985 fu eletto Cossiga naturalmente proposto da Craxi. Allora caro Massimo, quantomeno Bettino doveva scegliersi meglio i collaboratori e forse anche gli amici.

La seconda vendetta, la crisi di Sigonella, Davide contro Golia. Correva l'anno 1985, ottobre, Golia era Reagan presidente degli USA, repubblicano quindi di destra. Davide, Craxi di sinistra (???), a Ghino di Tacco non parse vero di acquisire consenso elettorale mostrando i muscoli, utilizzando leggettimamente i nostri colleghi di Sigonella e carabinieri, avrei voluto vedere se i militari americani avessero forzato la mano e catturato Abu Abbas (poi misteriosamente (???) andato, a ripararsi nella ex Jugoslavia). I nostri militari avrebbero risposto con la forza, aggiungendo al caso diplomatico, uno anche umano. Golia si arrese, ma se la lego' al dito, fece arrestare Mario Chiesa, con il suo arresto iniziò la stagione di tangentopoli, poi si accordo' con il pool di mani pulite, che perseguito' Craxi e fu vigliacco con DC e PCI. La vendetta di Golia portò alla condanna di Craxi, il quale per evitare la ritorsione, riparo' in Tunisia nella dimora dorata, determino' la vittoria elettorale di Berlusconi, erede politico e amico personale dello stesso. Posso affermare che a 30,25, anni dagli eventi raccontati, la storia non mi quadra. La terza nazionalizzare Banca d'Italia, affermi che farlo avrebbe evitato le lacrime di risparmiatori, forse l'avrebbero evitate se non fossero stati quantomeno sprovveduti, i risparmiatori, finanziariamente ma il dubbio che non lo fossero frulla nella mente, non dubito che la spinta ad accompagnarli all'acquisto di prodotti rischiosi sia stata il più alto guadagno possibile. Caro direttore, perdoni il tedio, approfitto per salutare pubblicamente Massimo, ciao rispetto il tuo pensiero ma non lo condivido.


Vittorio Alfieri