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22/10/2019 12:00:00

Scrivono alcuni assistenti alla comunicazione, stanchi di subire ingiustizie

La democrazia che caratterizza il nostro Stato, ci permette di esprimere un parere, ed è questo ciò che oggi, io ed alcuni colleghi, seguiti da un noto sindacato, desideriamo fare. Agire è un diritto e noi siamo stanchi delle ingiustizie che prevalgono sull’onestà, sulla disponibilità, sulla competenza altrui.

Sono un’assistente alla comunicazione e all’autonomia da molti anni, ho abbracciato consapevolmente i sacrifici e gli ostacoli continui a cui questo lavoro, ahimè, sottopone, non essendo ancora, quella dell’A.S.A.C.O.M, una figura pienamente riconosciuta e accolta tra i servizi scolastici dedicati agli alunni diversamente abili, ma, è stato comunque un percorso controllato e seguito in modo impeccabile: a sostenermi e sostenerci c’è stata la dottoressa D. DG., innanzitutto una grande donna e amica, dotata di una grande sensibilità ma sopratutto un’eccellente sindacalista che lavora per l’Ust Cisl Palermo Trapani e che collabora con l’Fp.

È sempre stata disponibile, pronta a reprimere le ingiustizie nate dal mancato rispetto nei confronti dei diritti dei lavoratori, si è sempre battuta anche andando oltre le sue mansioni e il suo orario di lavoro, affinché, in particolare, questo nostro servizio, avesse un minimo di salvaguardia, che, sicuramente, adesso, verrà a mancare: la dottoressa è stata sollevata dall’incarico di tutela del medesimo servizio, per ragioni sconosciute o per meglio dire, non comprensibili, ed è meglio non andare oltre.

Non si comprende, quindi, come un’organizzazione sindacale possa sostituire una persona valida con un’altra, magari altrettanto competente, ma sicuramente con una minore esperienza nel tutelare noi lavoratori nella tipologia di servizio che effettuiamo. Allora, la domanda sorge spontanea: il sindacato è davvero dalla parte dei lavoratori? Vogliamo pensare che sia una scelta non abbastanza riflettuta e speriamo che, chi ha preso questa decisione, possa comprendere intanto, le condizioni a cui, noi assistenti, siamo sottoposti ed inoltre, che è ingiusto non considerare la volontà del lavoratore nella scelta del proprio rappresentante sindacale. 

Lettera di "Alcuni assistenti alla comunicazione e all'autonomia"