05/12/2019 08:00:00

Segesta, la sua storia raccontata dalle epigrafi

Gli scavi della Scuola Normale nell'area dell'agora di Segesta consentono di conoscere in modo nuovo la città ellenistica e romana, la sua storia, le istituzioni, l'urbanistica e, soprattutto, gli antichi segestani. 

Sono cinquantaquattro epigrafi edite e inedite e di un'appendice di sei testi epigrafici che riguardano Segesta, e sono contenuti nel volume «Inscriptiones Segestanae. Le iscrizioni greche e latine di Segesta» (ed. della Normale), a cura di Carmine Ampolo e Donatella Erdas.

Di grande rilievo è il gruppo di iscrizioni riguardanti i lavori pubblici eseguiti nella città, che integrano le realtà monumentali emerse dagli scavi. «Naturalmente - spiega Ampolo - è un'opera scientifica, realizzata secondo i canoni delle raccolte di epigrafi ma con un ampio commento storico e archeologico. Le illustrazioni contengono le più aggiornate ricostruzioni dell'agora della città in cui abbiamo scavato come Scuola Normale, foto aeree e da drone, piante tecnologicamente avanzate con indicazione delle provenienze delle iscrizioni».

Grande rilievo nel libro viene dato alle epigrafi non di Segesta ma relative alla sua storia, curato da Donatella Erdas. Tra queste il trattato tra Atene e Segesta, due tabelle di bronzo con decreti di Entella e Nakone e l'elogio del Foro romano del console romano Gaio Duilio che aveva liberato Segesta dall'assedio dei cartaginesi. Commenta Rossella Giglio, direttrice del Parco archeologico di Segesta: «Il libro di Ampolo e della Erdas non è come gli altri; racchiude vent'anni di studio e di lavoro di eminenti studiosi, grazie ai quali abbiamo nuovi e importantissimi dati storici su Segesta»



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