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20/11/2019 07:18:00

Sicilia: esplode la ruota di un'auto, muore in un'officina un giovane di 18 anni

 Stava smontando una ruota da un mezzo. All'improvviso la gomma è esplosa. E il ragazzo, un giovane di 18 anni, è morto nell'autofficina di Via Ugo La Malfa, a Palermo, dove lavorava. 

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane stava effettuando la riparazione di un grosso pneumatico di un mezzo agricolo che, per ragioni ancora da chiarire, sarebbe esploso. Lo scoppio l’avrebbe completamente travolto, senza lasciargli scampo.

La vittima è Alaenj Camara, originario del Senegal residente a Palermo.

Subito sono stati allertati i soccorsi, ma non c’era più nulla da fare. Le forze dell’ordine sono giunte sul posto per ascoltare gli eventuali testimoni e ricostruire l’esatta dinamica della vicenda. Si dovrà chiare la posizione lavorativa della giovane vittima.

“Al triste elenco dei caduti sui luoghi di lavoro a Palermo – dichiara il presidente comitato Inail Michelangelo Ingrassia – si è aggiunto purtroppo il giovane apprendista di diciotto anni morto oggi dilaniato dall’esplosione di una gomma mentre lavorava in una officina. Sale così a 18, secondo le rilevazioni statistiche disponibili, il martirologio dei lavoratori e delle lavoratrici vittime a Palermo di infortuni mortali. Se si guarda al dato nazionale con riferimento ai primi nove mesi del 2019, sono 780 i caduti sul lavoro.

Ribadiamo la necessità di attivare nuove forme di prevenzione, che oltre al finanziamento delle imprese prevedano incentivi premiali anche per i lavoratori e consentano il sostegno economico ad una maggiore e più efficace presenza delle organizzazioni sindacali nei luoghi di lavoro mediante l’istituzionalizzazione di assemblee periodiche sul tema della prevenzione, da aggiungere ai tradizionali e spesso burocratici corsi di formazione.

È quello che abbiamo deliberato di proporre agli organi nazionali dell’Inail appena cinque giorni fa – conclude Ingrassia – individuando le risorse negli oltre 29 milioni di euro di disponibilità liquida detenuta dall’Istituto e vincolata da norme di bilancio penalizzanti su cui il legislatore non trova ancora il tempo di intervenire”.