25/02/2020 06:00:00

Sicilia: il lavoro che c'è, le imprese lo offrono, ma i lavoratori non si trovano

Le imprese siciliane faticano a trovare lavoratori come cuochi, camerieri, camionisti, ma anche nei servizi turisti. In Sicilia pur essendoci un altissimo tasso di disoccupazione e pur vivendo una crisi che la blocca da punto di vista del rilancio economico, ci sono delle occasioni di lavoro che non vengono sfruttate. In alcuni casi, infatti, l'offerta di lavoro c'è, ma non c'è chi la recepisce, manca la manodopera, mancano i lavoratori.

Il report della Cgia di Mestre, che ha valutato le offerte di lavoro sul territorio nazionale da parte delle aziende per il 2020, certifica un ritardo nella mancanza di reperimento della forza lavoro tutto italiano. La percentuale del 32,8% delle assunzioni previste dagli imprenditori difficilmente sarà colmata per due motivi specifici: mancanza di candidati o per impreparazione professionale.

Le offerte di lavoro in Sicilia che non saranno soddisfatte -  Si aggira attorno al 26% la media delle offerte di lavoro che "in Sicilia quest'anno andrannoa vuoto - spiega Paolo Zabeo, coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia -. Un dato che è più basso rispetto a quello del Centro-Nord, perché nel Sud ci sono meno imprese, dunque meno opportunità", ma è comunque rilevante per un territorio che per tasso di disoccupazione supera il 31%. Nel dettaglio, su 19mila assunzioni previste nell'Isola, il 13% degli imprenditori non troverà personale, un altro 10% a causa dell'irreperibilità di candidati, mentre il 3% rimarrà senza lavoratori per altri motivi. 

Il Sud Italia e la classifica delle province siciliane - Globalmente, calcolando l'offerta di lavoro nel Mezzogiorno d'Italia al 27%, la Sicilia si trova al quarto posto insieme alla Campania, dopo Basilicata, Sardegna e Puglia, mentre la regione italiana con il deficit più alto è il Friuli Venezia Giulia, a quota 43%. Per quanto riguarda la classifica provinciale in seno alla Regione, Siracusa è al terzo posto nel Sud, con il 32% di candidati difficili da reperire su 1780 richieste di lavoro. Segue Ragusa, con la percentuale del 28% su 1400 posti disponibili, Caltanissetta, 27,3% su 1330, Agrigento, 27% su 1030, Messina 26,5% su 2260, Catania 26,4% su 4690, Trapani 23,4% su 1210, Enna con il 20% su circa 1000 richieste. Palermo penultima, ha il maggior numero di offerte: 5230, con un tasso di difficoltà per trovare il personale pari al 23%, di cui 12,8% per mancanza di competenze professionali.

I dati nazionali - In Italia su 500mila assunzioni previste nel 2020, il 15,7% delle aziende non riuscirà a soddisfare le proprie esigenze a causa della mancanza di candidati (quasi 73mila) e un altro 13,8% per la scarsa preparazione di chi si presenta (circa 64mila). In questo quadro, già così difficile, Zabeo segnala un'altra anomalia, «non riscontrabile nel mercato del lavoro dei nostri principali competitors europei: pur avendo un numero di diplomati e laureati tra i più bassi nell'Ue, gli occupati sovraistruiti in Italia, cioè le persone che hanno accettato un'occupazione meno qualificata del titolo di studio conseguito, sono poco meno di 6 milioni, il 24,2% degli occupati totali e il 35% degli occupati diplomati e laureati. Un risultato che è anche ascrivibile al fatto che la maggior parte dei pochi dottori presenti nel nostro Paese ha conseguito una laurea in materie umanistiche o sociali, difficilmente spendibile nel mercato del lavoro, mentre abbiamo un numero insufficiente di laureati in materie scientifiche che, invece, sono ricercatissimi».