14/10/2020 06:00:00

Bonetta e l'omicidio Indelicato. Le tappe del delitto: la confessione

Nicoletta Indelicato è scomparsa da due giorni. Le ricerche a Marsala vanno avanti a tappeto. Mentre a casa Indelicato si attende con apprensione una notizia positiva, nella caserma dei carabinieri si materializza il dramma.

Gli inquirenti mettono sotto torchio Margareta Buffa e Carmelo Bonetta, amici di Nicoletta. Gli interrogatori alternati, parola dopo parola, una contraddizione dopo l’altra svelano che la possibilità di rivedere Nicoletta viva si fa sempre più residua.
Poi, Carmelo Bonetta confessa.

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L’uomo dice agli inquirenti di aver partecipato all’uccisione di Nicoletta, e di averne poi bruciato il cadavere, fornendo anche le indicazioni per ritrovare il corpo della ragazza. Dopo Bonetta racconta quello che è successo quella notte, e che abbiamo ricostruito in questa mappa. 

 

 

Dice che il sabato sera si era sentito alle 23.30 con Margareta, sono usciti insieme “sapendo già cosa fare durante la serata”. Buffa va a prendere Bonetta a casa in contrada Fornara, tornano a casa di lei a prendere dei vestiti di ricambio. Intorno a mezzanotte Margareta si fa lasciare al semaforo del cavalcavia, all’incrocio con via Pascasino, dove abita Nicoletta. Le due si erano date appuntamento per andare a bere qualcosa insieme. Nel frattempo Bonetta va a fare rifornimento al distributore di carburante al porticciolo, poi va a parcheggiare l’auto nella piazzola davanti il parcheggio comunale, in via Omodei. Scende e si infila dentro al portabagagli della Lancia Y e lo richiude.


“Ad un tratto sono arrivate le due ragazze che sono salite in macchina”. Con Margareta Carmelo Bonetta si era accordato - racconta- su quello da fare e su dove andare. La destinazione finale “era il luogo dove avevamo consumato il nostro primo rapporto sessuale, ovvero in una traversa a destra dopo l'ospedale Paolo Borsellino”. Un luogo ai due molto care perchè c’è una grotta a forma di cuore con un altare all’interno dove “alcune persone effettuano dei sacrifici di gatti, una sorta di atti biblici. Non ho mai partecipato a questi riti”. Le due ragazze salgono in macchina e partono. Nicoletta non sa che nascosto nel portabagagli c’è Carmelo. “Non ho visto il percorso che abbiamo fatto, sentivo parlare ma non riuscivo a capire i loro discorsi”.

Poi arriva il momento più drammatico della confessione. “Arrivati sul posto la macchina si è fermata sul ciglio della strada. Margareta e Nicoletta sono scese. Dopo circa due, tre minuti sono uscito dal cofano che era leggermente appoggiato e mi sono incamminato. Io ho seguito le due ragazze da dietro senza farmi accorgere della mia presenza. Ho ascoltato Nicoletta parlando con Margareta, le diceva che voleva fare sesso con lei in aperta campagna. In quel momento mi sono scagliato contro Nicoletta e l’ho colpita dapprima con dei pugni dietro la nuca e successivamente con un coltello tipo militare, sempre colpendola alla schiena e in altre parti del corpo. L’ho colpita diverse volte in varie parti del corpo tanto che lei non ha nemmeno avuto il tempo di potersi proteggere. Margareta mentre colpivo Nicoletta, anche se eravamo d’accordo, si è allontanata in quanto non ce la faceva ad assistere all’aggressione”. Questo particolare verrà rivisto da Bonetta nei successivi interrogatori.

 

Gli inquirenti annotano, mentre Carmelo Bonetta racconta i momenti concitati del delitto. “Nicoletta non ha avuto il tempo di reagire. Subito dopo ho preso la bottiglia di benzina, l’ho aperta e gli ho buttato addosso la benzina e con un accendino ho fatto una striscia di benzina fino ad arrivare alla ragazza e ho dato fuoco. Nicoletta non si muoveva. Margareta non sapeva che avevo preso la benzina. Mi aveva detto che dovevamo lasciarla a terra morta. Appena abbiamo visto che il corpo di Nicoletta era avvolto dalle fiamme sono sceso giù e sono salito in auto”.

 

I due tornano verso casa di Bonetta, in contrada Fornara, si cambiano, e partono verso la discoteca “Area 14”, a Castelvetrano. Arrivati dalle parti di Mazara si fermano con l’auto e gettano il coltello usato per uccidere Nicoletta dal ponte nel fiume. I due prima di andare a ballare entrano a Mazara, vanno in una gelateria, consumano qualcosa, e poi ripartono per l’Area 14, dove sono rimasti fino alle 4.05 a ballare.

Sul movente Bonetta racconterà che Nicoletta “ci ha fatto bisticciare con tutti i nostri amici in quanto diceva che io e Margareta facevamo uso di droghe”. Bonetta asserisce anche che Nicoletta si sarebbe innamorata di lui e che Margareta era gelosa. “C’è un altro motivo per cui abbiamo deciso di uccidere Nicoletta, aveva messo in giro delle voci su Margareta, diceva che si prostituiva cosa che non era vera”. “Abbiamo deciso di andare a ballare dopo aver ucciso Nicoletta per non essere scoperti”. Bonetta continua: “Per quanto riguarda la macchina abbiamo aspirato la polvere e pulito i sedili per evitare che potevano essere trovate tracce, abbiamo lavato i tappetini con acqua e sgrassatore”.

 

I due vengono arrestati. Bonetta tornerà a raccontare altri dettagli. In un altro interrogatorio, il 16 aprile, contrariamente a quanto detto in precedenza, racconta che prima lui ha colpito con un pugno e con tre coltellate al corpo Nicoletta, poi Margareta buffa aveva estratto a sua volta un coltello e continuato a colpire indelicato. Sempre in quell’interrogatorio Bonetta riferisce qualcosa che il giudice ritiene “inverosimile”. Cioè che non era intenzionato a commettere l’omicidio, ma che Margareta l’aveva minacciato con un coltello imponendogli di uccidere Nicoletta e che se non l’avesse fatto “non sarebbe tornato a casa”. Quindi ha detto che ha partecipato all’omicidio per timore di essere ucciso da Margareta. E’ questo un interrogatorio in cui Bonetta si contraddice spesso. Dice che era stata Margareta in un secondo momento a tornare indietro e dar fuoco al corpo di Nicoletta.
Altro interrogatorio, 12 luglio 2019. Bonetta torna ad ammettere di aver dato lui fuoco al corpo della giovane vittima. Bonetta parla anche di un giro di prostituzione in cui Margareta e Nicoletta sarebbero state coinvolte.

Nicoletta viene ritrovata senza vita, semi carbonizzata nelle campagne di contrada Sant’Onofrio. E’ morta dopo 12 coltellate. Quando il suo corpo è stato dato alle fiamme era già senza vita. Nell’auto di Margareta vengono trovate cinque tracce di sangue, tutte appartenenti a Nicoletta Indelicato.
E’ ancora irrisolta la questione del movente. Un omicidio comunque generato da un rapporto di amicizia malato, da invidie e gelosie trasformate in furia omicida.

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