02/07/2020 10:30:00

Lì dove nascono i sogni, a Gibellina ritornano gli spettacoli delle Orestiadi

Lì dove nascono i sogni: è un invito a non smettere di sognare lo slogan della trentanovesima edizione delle Orestiadi di Gibellina, la terza diretta da Alfio Scuderi, realizzata – con grande impegno e nonostante l’emergenza sanitaria - dalla Fondazione Orestiadi con il sostegno istituzionale dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana e del Ministero dei Beni Culturali.

Un’edizione “straordinaria” che si terrà dal 17 luglio all’8 agosto 2020: “In questa particolare stagione, visto il drammatico periodo che ha stravolto un mondo che si nutre di socialità e condivisione come quello della cultura - spiega il direttore artistico Alfio Scuderi - le Orestiadi ritengono indispensabile fare la loro parte confermando il Festival che da 39 anni accompagna l’estate teatrale in Sicilia. Non sarà una rassegna d’emergenza, ma per l’emergenza, con un programma “straordinario” immaginato per l’occasione, per confermare l’impegno e l’identità culturale portata avanti in questi 39 anni di storia.”

Un Festival siciliano: con l’intento anche di supportare la ripresa di un settore in grave difficoltà, le Orestiadi confermano un’attenzione particolare a favore di produzioni e compagnie del territorio siciliano, grazie ad cartellone che prevede il coinvolgimento di molti artisti della nostra isola e ad alcuni appuntamenti che più direttamente racconteranno la cultura di questa terra; un Festival giovane: grazie alle anteprime del progetto #cittàlaboratorio, anche in questa edizione, le Orestiadi si impegnano nella promozione dei giovani artisti siciliani, oggi più che mai importante nell’ottica di ritornare alla performance dal vivo, dopo mesi di estraniante sospensione; un Festival originale: grazie a diverse produzioni e progetti - come gli omaggi a Leonardo Sciascia e a Federico Fellini – pensati ad hoc per le Orestiadi 2020.

In questa edizione il Festival delle Orestiadi di Gibellina racconterà di sogni, di Sicilia e di cinema.

L’evento ideato per Gibellina e dedicato a Federico Fellini con il patrocinio Fellini100, è stato inserito tra le manifestazioni ufficiali per il Centenario felliniano e inserito nel calendario ufficiale del Ministero dei Beni Culturali.

Si parte venerdì 17 luglio con un’anteprima, tra parole e musica, per dare un segnale della lenta ma significativa ripresa dello spettacolo e della musica dal vivo: a rompere il silenzio e aprire le porte della 39^ edizione saranno le parole sull’inscindibile rapporto tra “Teatro, cinema e sogno” interpretate da Vincenzo Ferrera con la musica di Dario Sulis e Diego Spitaleri (produzione esclusiva per Orestiadi 2020), che lasceranno il posto alle note di Niccolò Fabi, ospite d’onore del Festival, che in questa particolare estate ha pensato di ritagliarsi alcune date speciali, tra cui questa, per mettere in scena alcuni live acustici, in solo, per voce e chitarra. Sabato 18 luglio le Orestiadi aprono ufficialmente con un’altra produzione del Festival (in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana), un’anteprima nazionale dedicata al mondo del cinema e ai suoi sogni: “Quel Film sono io” tratto da “Ils ne sont pour rien dans mes larmes” di Olivia Rosenthal, Edizioni Gallimard (un progetto inedito di Umberto Cantone e Alfio Scuderi) con la partecipazione di Alessio Vassallo, Filippo Luna, Aurora Falcone, Daniela Macaluso, Silvia Ajelli, Gaia Insenga. Venerdì 24 luglio va in scena l’omaggio delle Orestiadi a Leonardo Sciascia e al felice rapporto che la sua scrittura ha avuto con il cinema: l’atto unico “Gioco di Sicietà” con Silvia Ajelli, Luigi Maria Rausa e il racconto “Un caso di coscienza” letto da Paolo Briguglia, con le musiche di Gianni Gebbia. Ancora la Sicilia al centro dello spettacolo di Fabrizio Ferracane, “Orapronibis” di Rino Marino, previsto per sabato 25 luglio. Venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto ritorna alle Orestiadi il progetto under 35 #cittàlaboratorio, grazie alla collaborazione con il Teatro Biondo e Scena Aperta di Palermo, quest’anno con ben quattro anteprime di giovani e promettenti artisti siciliani. E per finire il teatro al Cretto di Burri che in queste ultime edizioni è tornato ad essere un “non luogo” imprescindibile per il Festival e un’occasione importante di riappropriazione degli spazi per il suo pubblico, come per la città su cui si erge: venerdì 7 agosto un inedito omaggio alla narrazione siciliana e alle storie della nostra terra “I-Sola” con Gaspare Balsamo, Davide Enia, Vincenzo Pirrotta, e l’originale omaggio al cinema e ai sogni di Federico Fellini, nel centenario della sua nascita, sabato 8 agosto “Li dove nascono i sogni”, omaggio al grande regista, con la partecipazione di Francesco Scianna e Roy Paci, Angelo Sicurella e con Federica Aloisio e Fabrizio Romano. L’evento sarà anticipato giovedì 6 agosto dalla proiezione del documentario di Eugenio Cappuccio “Fellini fine mai” (in concorso a Venezia Classici 2019, in collaborazione con Cinemacity - Palermo) e da “Fellini: i suoi sogni il suo cinema”, conversazione con il critico Mario Sesti, a cura di Carmelo Galati. Al Cretto di Burri gli eventi prodotti in esclusiva per Orestiadi 2020 sono realizzati in collaborazione con Regione Siciliana, Assessorato Beni Culturali e dell’identità siciliana Soprintendenza Beni artistici e Monumentali di Trapani.

“Le Orestiadi confermano di non essere una “semplice” rassegna estiva, ma un vero “progetto creativo” fondato sulla costruzione di eventi teatrali che guardano sempre con originalità ai linguaggi del contemporaneo, senza perdere di vista l’interesse del pubblico e l’evoluzione del teatro. A Gibellina quest’anno racconteremo di Sogni, di Sicilia e di Cinema. Il Festival di quest’anno lo dedichiamo a tutti quegli artisti ancora fermi e a quei teatri che non possono riaprire per le restrizioni imposte. A loro la nostra solidarietà ed il nostro pensiero.” (Alfio Scuderi)

“Abbiamo voluto realizzare la 39°edizione del Festival delle Orestiadi proprio perché il sogno di Gibellina dia senso alla speranza. Come dopo il tragico sisma del sessantotto, quando la rinascita ebbe il segno dell’arte e le ragioni della vita vennero rappresentate sulle tavole di un teatro improvvisato e sui calcinacci e le rovine lasciate dalla morte. Da li prese forma il sogno di un esperimento che come tutti i sogni, poggiava sul nulla eppure diventò una delle più concrete realtà, una delle espressioni più forti e positive di questa nostra terra, un esperimento che ogni anno a Gibellina richiama ad un appuntamento artistico ma sempre nuovo e originale. (Calogero Pumilia, Presidente della Fondazione)



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