22/01/2021 06:00:00

Le vie dei Tesori, la diversa ricaduta economica in provincia di Trapani

È stata una felice notizia di qualche giorno fa. L’associazione marsalese Nonovento ha comunicato i dati del festival “Le vie dei Tesori” sulla ricaduta economica in città: oltre 55 mila euro in sei giornate, ovvero tre fine settimane dal 12 al 27 settembre 2020.

A Marsala è stata proprio l’associazione Nonovento a portare due anni fa il festival “Le vie dei Tesori”, un’iniziativa itinerante per tutta la Sicilia, che da più di dieci anni ha lo scopo di valorizzare il patrimonio storico-artistico del territorio e riscoprire i tesori trascurati, o peggio dimenticati, delle città.

Quest’anno sono state 15 le città siciliane selezionate. Fra queste, tre le città della provincia trapanese: Trapani, che partecipava alla sua terza edizione; Marsala, alla sua seconda; e infine Mazara del Vallo, alla sua prima.

Adesso, è molto interessante leggere i numeri sulla ricaduta economica del festival a Marsala, comparandoli con quelli delle altre due città della provincia (i dati sono stati elaborati dall’Osservatorio sul Turismo delle Isole Europee).

Se infatti provassimo a fare questo semplice esercizio, noteremmo che, con gli stessi week end a disposizione, la ricaduta su Marsala e su Mazara è praticamente identica: Marsala registra 56.564, 34 € di economia diretta generata dai visitatori del festival; Mazara 55.113, 97€.

La sorpresa sorge raffrontando queste prime cifre con quelle di Trapani. Secondo la rilevazione, infatti, sono il doppio rispetto a Marsala e Mazara, 102.492, 65€.

Curiosità porta a chiedersi da cosa sia dipeso. Perché è vero che Trapani ha alle spalle un’edizione in più rispetto a Marsala e due rispetto a Mazara, ma è un elemento così rilevante per determinare un tale divario sugli effetti economici nelle città?

A guardarli di fretta, questi numeri potrebbero inoltre dare l’impressione di indicare un maggiore interesse turistico per Trapani. Essendo stata doppia la ricaduta economica, doppia sarà stata anche l’affluenza turistica. Ma in realtà non è così e sono sempre i dati elaborati dall’Osservatorio sul Turismo delle Isole Europee a chiarirci la natura dei visitatori del festival del 2020.

Per le statiche, i turisti sono soltanto il 5% dei visitatori del festival. Il vero pubblico è composto dai residenti dei rispettivi comuni (72%).

Quindi, il dato sulla ricaduta economica non deve essere letto in senso strettamente turistico, elemento che certo sarà stato condizionato dalla pandemia di Coronavirus. La sua analisi riguarda più il sentimento di riscoperta che gli stessi cittadini hanno maturato per i loro luoghi: forse i trapanesi hanno una propensione maggiore a investire nel loro patrimonio storico e ambientale. Una propensione che le altre città della provincia devono ancora maturare. Sebbene gli inizi siano molto promettenti.

A margine di questa considerazione, vorremmo sottolineare anche il paragrafo dedicato ai luoghi più visitati in provincia di Trapani. Nel capoluogo i tre siti più visitati sono stati: Villa Aula, Palazzo Milo – Pappalardo e la Torre di Ligny. A Marsala: Palazzo VII Aprile, Il Complesso Monumentale di Santa Maria della Grotta e le Cantine Pellegrino con l’archivio Ingham. A Mazara del Vallo: Chiesa di San Francesco, Teatro Garibaldi e Cattedrale del SS. Salvatore.



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