28/02/2020 06:00:00

Trapani, al Rione Cappuccinelli il "Progetto Valori" dei "Coltivatori di bellezza"

E’ stato l'Istituto Comprensivo "Gian Giacomo Ciaccio Montalto", a Trapani, la sede del primo appuntamento per gli abitanti del “Rione Cappuccinelli” e con “Progetto Valori” di Coltivatori di bellezza, associazione culturale senza scopi di lucro costituita nel 2019 da quattro designer: Maria Pia Erice, Vincenzo Cancemi, Francesco Calabrese, Maurizio Schifano, con sede legale a Trapani e sede operativa a Trapani e Mazara del Vallo.

“Progetto Valori” prende il nome da Michele Valori (1923-1979) annoverato tra i più importanti urbanisti d’Italia, che progettò il quartiere Cappuccinnelli. Il quartiere venne costruito negli anni ’60 e la realizzazione fu premiata dall’allora Ministero dei Lavori Pubblici. Il plastico, appartenente all’Archivio “M. Valori”, è conservato dal 2006 al “MAXXI” di Roma, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

La candidatura di Trapani a “Città della Cultura 2021” e la ristrutturazione del Cavallino Bianco hanno posto l’attenzione sul recupero urbano del quartiere, oggetto nel prossimo futuro di un tavolo di confronto con gli enti preposti voluto dall’ex Iacp di Trapani, come espresso da una nota di Fabrizio Pandolfo, Commissario Straordinario, e da Pietro Savona, Direttore Generale, indirizzata al sindaco Giacomo Tranchida. Oggi, il quartiere Cappuccinelli è quindi una opera architettonica urbana importante ma non valorizzata e incompiuta negli intenti aggregativi, funzionali, innovativi di Michele Valori.

Tante sono le criticità esistenti, soprattutto socio-culturali: manca un centro ricreativo, per la musica, un polo sportivo cosicché le esigenze dei ragazzi e degli adulti vengono soddisfatte altrove. C’è un mancato legame tra cittadini e quartiere. “Non ha neppure il nome legato alla sua storia- spiega Maria Pia EriceCappuccinelli è legato ad una piccola edicoletta votiva che esisteva quando hanno finito di progettare il quartiere. Persino il nome non crea un legame con gli abitanti”. Ed è sul senso di appartenenza alla comunità, su concetti come ‘cammino partecipato’ e ‘cittadinanza attiva’ che si basa il progetto di rigenerazione urbana proposto dall’Associazione Coltivatori di bellezza.

La prima cosa, - puntualizza Francesco Calabrese - prima ancora della rigenerazione, è che la riattivazione di uno spazio deve passare necessariamente da chi quel luogo lo vive. Si devono riattivare gli abitanti, le relazioni, le connessioni tra loro per poi iniziare un lavoro sui luoghi e sugli spazi”.

In ambito di riqualificazione, Vincenzo Cancemi e Francesco Calabrese sono tra i fondatori di Periferica, il progetto di rigenerazione urbana del quartiere Macello di Mazara del Vallo, dove è stato realizzato Evocava – Museo evocativo delle cave e ha utilizzato la Street Art come vettore di ricupero urbanistico.  Un modello di riferimento a cui ispirarsi per la riqualificazione del quartiere Capuccinelli, se non fosse che il recupero di questo rione in termini di decoro e di vivibilità è da anni lasciato, con tutti gli oneri e scarsi onori, ai cittadini perbene e di buona volontà, alle iniziative parrocchiali, alle associazioni e movimenti civici.

Tra questi il Collettivo Artistico Indipendente detto “Banda Cap the real graffiti family” Trapani, formazione artistica autonoma attiva da fine 2017 e plasmatasi spontaneamente all’ interno del quartiere popolare di Trapani. Già da due anni, la Banda Cap lavora sul progetto "Riabitare lo spazio: da “Rione Cappuccinelli” a “Quartiere Graffiti” attraverso laboratori d’arte finalizzati ad indirizzare l’espressività dei ragazzi e delle ragazze per trasformare il quartiere con la “bellezza” colorandolo con i loro “murales”.

Nonostante la prima riunione sia andata quasi a vuoto, forse per via del martedì grasso, delle attività scolastiche sospese per le vacanze di Carnevale o per l’effetto Coronavirus, per rassegnazione o diffidenza, un appassionato e costruttivo confronto tra i designer e la Banda Cap ha ravvivato l’aula semi deserta.

Gli ideatori della Banda Cap, la semiologa Martina Bannino e l’artista grafico Alessandro Gandolfo, “Nannoo” in arte, insieme con alcuni ragazzi e ragazze del quartiere, presenti all’incontro, hanno difeso il loro operato e la loro arte, riconosciuta nel tempo non solo dal quartiere ma anche dalla città. “Spesso il problema - afferma Vincenzo Cancemi - è che le amministrazioni, le associazioni, le persone volenterose creano gli strumenti ma non forniscono i supporti necessari per cominciare ad utilizzarli. Per esempio, proprio a Mazara, la precedente amministrazione ha allestito dei parchi giochi andati in disuso perché i cittadini non li riconoscono propri. Anzi li vivono come una imposizione. Noi non facciamo nulla che gli abitanti non vogliono fare. Noi avremo il piacere di inglobare le attività che già sono presenti, di ascoltare i cittadini. Il futuro si può immaginare al di là di quello che si sta già facendo”.

I Coltivatori di Bellezza hanno quindi spiegato che in questo ciclo di appuntamenti, tramite l’ascolto e il confronto si propongono, di coadiuvare gli stessi cittadini che, in maniera del tutto volontaria, vorranno elaborare idee utili e funzionali per la comunità volte a rilanciare il quartiere. Saranno gli stessi cittadini a portare avanti e realizzare dalla proposta, alla progettazione, alla responsabilizzazione attuativa.

I contributi per la realizzazione saranno chiesti a privati, ma come già avvenuto in esperienze pregresse, il progetto potrebbe destare l’interesse anche del comune.  Il prossimo appuntamento è martedì 3 marzo alle 16.00. L’invito “orizzontale” è esteso a tutti gli abitanti della città di Trapani in linea con il concetto di cittadinanza democratica e apertura alla possibilità di partecipare consapevolmente e criticamente alla vita pubblica con un confronto costruttivo.

 

Anna Restivo