01/06/2020 06:00:00

Trapani: il sindaco Tranchida, le "fesserie" del ministro Boccia e la Repubblica delle "patate"

Un sindaco contro. Il primo cittadino di Trapani, Giacomo Tranchida, dopo il ricorso nei confronti del Dpcm del 26 marzo, ancora una volta si trova contro le posizioni del Governo Conte assunte per contrastare il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus.

Questa volta Tranchida è contrario alla decisione del ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, di assumere 60mila volontari da reclutare tramite ufficio di collocamento e utilizzarli per evitare gli assembramenti dei cittadini. Ma non solo, Tranchida ritiene che la polemica sul “passaporto sanitario” sia stupida e stucchevole, tra l’altro lo stesso ministro Boccia, ritiene che il passaporto sanitario sia contro la costituzione.

"I volontari della Protezione civile sono una cosa ben diversa rispetto alle 60mila giubbe azzurre che vuole fare il ministro Boccia, che solo per questa proposta secondo me andrebbe bocciato definitivamente a vita", dice Tranchida all'Adnkronos. Il motivo? Lo spiega così: "Come fai a mandare in un contesto sociale dove la gente è stanca, delusa e spesso arrabbiata, persone che prendi dall'ufficio di collocamento, che non hanno un minimo di formazione? Prendi questi disoccupati, metti loro una maglietta e dici “vai in spiaggia e al mercato”. E se trovano una testa calda? Di che parliamo? Mi sembra una telenovela".

Il ministro Boccia e le sue "fesserie" - Per Tranchida, invece, bisogna potenziare il servizio delle forze dell'ordine e del personale della Protezione civile. “L'esercito dei 60mila assistenti civici annunciato dal ministro Boccia, è una proposta inefficace – continua Tranchida - fatta da uno che forse non ha mai amministrato, che probabilmente non ha avuto mai un rapporto diretto con i problemi delle città e che farebbe bene a tornare sui banchi del Consiglio comunale prima di sparare fesserie".

L’utilizzo dei volontari della Protezione Civile – Secondo Tranchida i volontari di Protezione civile devono servire per i controlli nelle spiagge e per "prestare un primo soccorso, per richiamare un po' l'attenzione dei cittadini e per avere un immediato collegamento con le forze dell'ordine. Così - sottolinea - se trovi una testa calda, cosa che può succedere perché la gente è esaurita e stanca, puoi subito intervenire con una divisa che incute rispetto prima ancora che timore. Stiamo parlando di tutela della salute, non si può continuare con gli spot. Oggi, al di là della voglia di evadere, per chi decide di andare in vacanza o, meglio, per chi se lo può permettere, perché in tanti anche tra i professionisti sono diventati poveri, la prima necessità è quella di andare in un posto che sia bello, ma prima ancora sicuro. Allora anche una spiaggia libera deve essere offerta in sicurezza, tanto al turista quanto ai residenti. La verità, però, è che, siccome è responsabilità del sindaco, i nostri governanti se ne fregano".

Spiagge libere delimitate come stabilimenti – Tranchida propone le Spiagge libere come stabilimenti balneari con "delimitazioni" a segnare gli spazi e volontari della Protezione civile per assicurare il rispetto delle norme di distanziamento sociale e "un più diretto contatto con le forze dell'ordine". Eccola la ricetta del sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, per assicurare a residenti e turisti "litorali sicuri e in salute" nella sua città ormai Covid-free da settimane.

Sul “passaporto sanitario” polemica stupida - Tranchida, come dicevamo, riguardo alla polemica sul 'passaporto sanitario' la ritiene "stucchevole, deplorevole e stupida". "Per quale ragione un cittadino può sottoporsi alla misurazione della temperatura per entrare in un qualunque negozio – dice il primo cittadino trapanese - e non può fare le analisi del sangue prima di andare in un'altra regione? Nessuno vuole alzare muri o fare liste di proscrizione – continua - meno che mai io, che amministro una città che è il porto dell'Europa nel Mediterraneo. Ma qui si tratta di garantire la sicurezza dei miei concittadini e di chi arriva. E questo vale sia per chi viene a Trapani sia per chi da Trapani vuole spostarsi in altre regioni d'Italia. A me non interessano patenti di immunità o passaporti sanitari - precisa - dico solo che, siccome la salute è interesse di tutti e oggi la gente non va in giro perché ha paura, fare un test velocissimo servirebbe come messaggio sociale per tranquillizzare tutti".

Test ogni 8-10 giorni per il viaggiatore - Il test andrebbe fatto sia nel luogo di partenza che in quello di arrivo e "ripetuto poi ogni 8-10 giorni", anche perché questo "permetterebbe di sbloccare il meccanismo della quarantena". "E' una cosa semplicissima e i prelievi potrebbero farli anche i volontari, mica serve un medico con 800 lauree", sbotta il primo cittadino, spiegando che lui stesso fa periodicamente i test. Vengo in contatto per il mio ruolo con tanta gente, ho fatto anche il tampone. Non vedo dove sia il problema".

“Il sindaco senza padrini né padroni e la Repubblica delle patate - Tranchida è del Pd ma non fa mancare le critiche anche dure al governo Conte. “Ragiono con la mia testa perché non ho né padrini né padroni. Un controllo capillare spingerebbe gli italiani ad andare in vacanza più tranquilli, altro che voucher. Io avrei fatto meno spot, pagato meno bonus vacanze. Una misura stupida. E avrei potenziato di più un servizio sanitario che funzioni. Ma viviamo in una Repubblica delle "patate", con un governo che va avanti con slogan politici vergognosi”.



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