Prestiti personali, cosa sono e come richiederli
Il tasso d’interesse a cui vengono concessi è fisso. Sono rimborsabili con un piano di ammortamento a rate costanti, avente in genere una durata compresa tra un minimo di 12 mesi ed un massimo di 5 anni. Le somme ottenibili variano in base alla propria situazione reddituale ed economica, partendo da un minimo di 1.500 euro fino ad un massimo di 30.000 euro.
Ogni Istituto applica una propria politica di rischio nella valutazione delle richieste. Tuttavia sono necessari alcuni prerequisiti, come essere residenti in Italia, avere un’età compresa tra 18 e 70 anni e possedere una buona posizione creditizia (cioè non essere mai stati protestati e non aver accumulato ritardi nel rimborso dei precedenti finanziamenti).
In genere la sua concessione non è subordinata ad alcun tipo di garanzia. Tuttavia può accadere che, allo scopo di limitare il rischio di insolvenza, l’Istituto finanziatore possa richiederci delle garanzie, come la presenza di un garante o la cambializzazione di una parte o dell’intero ammontare erogato.
In media passano al massimo tre giorni dalla data di ricezione dei documenti di istruttoria fino alla data di liquidazione della somma richiesta, che verrà accredita direttamente sul proprio conto corrente oppure fornitaci tramite assegno. Il rimborso delle rate, invece, avviene in genere tramite addebito con RID bancario, in quanto garantisce una maggiore puntualità nel pagamento.
Il mancato pagamento di due o più mensilità comporta il rischio di essere iscritti nella lista dei cattivi pagatori e autorizza l’Istituto finanziatore a risolvere unilateralmente il contratto. I tempi di conservazione delle proprie informazioni all’interno delle banche dati si aggirano dai 12 fino ai 24 mesi (a seconda che siano state saltate 2 o più mensilità) dalla data di regolarizzazione del pagamento. Pertanto occorre porre molta attenzione perché tale iscrizione pregiudica dal poter richiedere altri finanziamenti.
E’ sempre possibile estinguere anticipatamente il prestito rispetto al termine concordato. Al cliente che decide di esercitare questa opzione verrà richiesto di rimborsare il capitale residuo ancora dovuto, maggiorato di una penale, che per legge non può essere superiore all’1% dell’importo finanziato.
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