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12/12/2017 06:00:00

Don Alessandro Palermo: "Ecco perché oggi vi aspetto in chiesa per benedire i cellulari"

 Don Alessandro Palermo, parroco della chieda di San Matteo a Marsala. E' giovanissimo, da quanto tempo è parroco?

Io ho 30 anni e sono prete  da due anni,  da un mese e mezzo sono parroco di San Matteo, sono stato vice parroco  per due anni alla Chiesa Madre con padre Ponte, l’arciprete.

Come è arrivata la vocazione?

Io fin da sempre sentivo la voglia di fare il prete con l'intenzione di servire la gente. Ho fatto il mio percorso in seminario e ora sono qua.

Il 13 dicembre sarà Santa Lucia e lei ha pensato ad un’iniziativa particolare…

Io stasera farò una veglia di preghiera con i giovani, alle ore 21 a San Matteo, al termine della veglia farò una benedizione particolare per i cellulari. Non darò la benedizione all'oggetto ma al soggetto, all'utente dello smartphone.

Ci spieghi meglio....

Noi siamo abituati a benedire di tutto, auto, bagni, cucine, case. Perché non benedire questo oggetto che tutti noi teniamo in mano? Il benedizionario della Chieda Cattolica   prevede la benedizione degli oggetti di comunicazione.

Perché il cellulare è diventato una finestra sul mondo....

E' un dispositivo che va usato bene. E' il soggetto però che da un senso all'oggetto. Se il soggetto non è educato all'uso dello smartphone può accadere che si chiuda totalmente. Dobbiamo iniziare a riflettere su come utilizziamo il cellulare , il mio sguardo è solo fissato sullo schermo o guardiamo anche chi c'è attorno? Oggi tutti utilizzano il cellulare ma mancano i percorsi di educazione ai media. Io con questa benedizione voglio far riflettere le persone.

Perchè lei sostiene che si pecca anche con lo smartphone…

Certo, un commento offensivo sui social è un peccato.  Un giudizio fatto ad un fratello è peccato.

Spesso i social rendono onniscenti.

Esatto, prima di scrivere bisognerebbe pensare, almeno ci si informi sulla questione. Io ad esempio ho elencato cinque motivi per i quali effettuerò la benedizione dei cellulari ma tutti leggono il titolo degli articoli e scrivono i commenti, senza approfondire.

Perché c'è questa difficoltà a capire la Chiesa quando vuole diventare contemporanea?

Perché noi siamo convinti che la Chiesa debba agire solo dentro la sua di struttura, quando inizia ad uscire fuori e a dire la sua lì abbiamo paura. Siamo convinti di una Chiesa fatta solo di riti, di preghiere e non di scelte concrete. La benedizione dei cellulari indica una Chiesa pro media. Noi siamo stati pochissimi sacerdoti a formarci in tal senso. La sfida è culturale, sono fiducioso.