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25/01/2018 04:55:00

"Matteo Messina Denaro nel 2009 in Sicilia. Si è incontrato con Biondino"

 "Matteo Messina Denaro nel 2009 era in Sicilia. E si è incontrato con Biondino". E' quanto dice il pentito Manuel Pasta, in un verbale che torna d'attualità in questi giorni dopo l'arresto dello stesso Biondino.

Pasta aveva parlato  dei rapporti fra Giuseppe Biondino e Matteo Messina Denaro. Le dichiarazioni sono riportate da Live Sicilia: 

 “Quatrosi (Andrea Quatrosi, un tempo reggente del mandamento di Resuttana, ndr) e Biondino Giuseppe (figlio di Girolamo e cugino di Giuseppe, ndr) - raccontava Pasta - erano molto sanguinari. Si lamentavano che Cosa Nostra era diventata troppo tenera. In sostanza voleva dare segnali a commercianti e alle istituzioni. Contrari eravamo io, Liga, Pippo Provenzano, Bartolo Genova, Andrea Luparello, reggente di Sferracavallo. Contrario era pure Gianni Nicchi. Mentre favorevoli erano Giuseppe Biondino di Girolamo, Andrea Quatrosi, Gioacchinio Corso, Peppuccio Lo Bocchiaro, Giuseppe Bellino”.

Sono tutti nomi di persone da anni in carcere. Persone che all'ordine del giorno delle riunioni di allora avevano inserito il progetto per nuovi attentati: “Fino a dicembre 2009 di questo argomento si parlava e loro mi sembravano convinti di potere realizzare questi attentati. Non si è entrati nello specifico di come realizzarli, immagino con esplosivi e bazooka. Nell'ultima riunione, dopo l'arresto di Nicchi, Ino Corso (è stato il capo mandamento di Santa Maria di Gesù, ndr) prese l'argomento e disse della necessità di dare un segnale forte allo Stato”.

Pasta non partecipò al successivo incontro perché nel frattempo lo arrestarono. Non ha saputo se i boss di Palermo discussero degli attentati con quelli di altre province, ma dava per scontato che se davvero la mafia avesse voluto alzare di nuovo il tiro “il placet di Matteo Messina Denaro” era necessario.

A proposito del latitante di Castelvetrano Pasta aggiungeva che “Giuseppe Biondino (li Biondino arrestato domenica, ndr) aveva rapporti con Messina Denaro ed anche con la provincia di Agrigento, con Falsone (Giuseppe Falsone, capomafia di Agrigento, ndr) all'epoca libero”. Rapporti stretti tanto che “nell'estate del 2008 Biondino Giuseppe di Salvatore si allontanò tre giorni per incontrare Matteo Messina Denaro e lo disse a me e Bartolo Genova”.

Nel 2009, dunque, il padrino trapanese era in Sicilia o comunque in un luogo facilmente raggiungibile.