Verso le Europee. Accordi e nomi in gioco in Sicilia
Forza Italia ha festeggiato i suoi 25 anni, inutile far finta di nulla e negarlo: senza Silvio Berlusconi non esiste alcuna Forza Italia.
E’ un binomio imprescindibile, che inchioda anche alla realtà: il suo leader ha 82 anni e si avvia a concludere la carriera politica. Nonostante la grinta e la voglia bisogna pur sempre fare i conti con l’anagrafe.
Berlusconi scende in campo per le elezioni europee del 26 maggio, capolista in tutte e cinque le circoscrizioni, il commissario azzurro in Sicilia, Gianfranco Miccichè, preannuncia la presentazione di una lista molto forte, con tutti i territori rappresentati.
Fa un passo indietro Giulio Tantillo, il capogruppo in consiglio comunale a Palermo dei forzisti, non è interessato a correre le europee, lascia spazio.
A contendersi la posizione dietro Berlusconi Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia, e Giuseppe Milazzo, capogruppo all’Ars per Forza Italia.
Dentro la stessa lista ci sarà l’uscente Salvatore Cicu, chiedono spazio anche il catanese e già europarlamentare Giovanni La Via, ancora dubbi sui nomi delle donne.
Lista forte per un partito che in Sicilia è tornato ad avere un ruolo di primo piano nella politica regionale nonostante le emorragie di molti azzurri che hanno abbracciato la Lega di Matteo Salvini.
I leghisti sono pronti a scendere in campo, a capeggiare le circoscrizioni il loro leader Salvini, anche qui massima rappresentanza dei territori, per la Sicilia il numero due in lista sarà Igor Gelarda, responsabile regionale enti locali.
Crescono i circoli verdi e si affacciano alla prova del nove, corrono da soli ovvero potrebbero ospitare i candidati di Diventerà Bellissima, il movimento di Nello Musumeci. Cosa farà il Partito Democratico? Intanto dovrà recuperare la credibilità che ha perso sui territori, dovrà cercare di risalire la china, sono lontani i tempi del 40% di Matteo Renzi.
Tra i candidati ci potrebbero essere gli uscenti Renato Soru, Michela Giuffrida ma si parla anche di una new entry e cioè della senatrice catanese Valeria Sudano, che lascerebbe in caso di vittoria il posto libero a Palazzo Madama per il secondo dei non eletti Giuseppe Picciolo.
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