03/01/2021 06:00:00

Coronavirus: giù i contagi in Sicilia, ma crescono i ricoveri. Tasso di positività su nel Paese

Sono 734 i casi di coronavirus in Sicilia, in netto calo rispetto agli scorsi giorni ma con un basso numero di tamponi (5094), con un tasso di positività del 14,4%, sotto la media nazionale e in discesa. In risalita i ricoveri: ben dieci in più in terapia intensiva in 24 ore e 17 in più in regime ordinario. Ventotto le vittime per un totale di 2.468 vittime. 103 i guariti.

Il totale di dimessi/guariti in Sicilia sale a quota 58.082. I ricoverati con sintomi sono attualmente 1.090, 186 in Terapia Intensiva, per un totale di 1.276 soggetti ospedalizzati. In isolamento domiciliare si trovano invece 33.674 persone. Gli attuali positivi nel trapanese sono 6.177, con 26 nuovi casi accertati rispetto a venerdi. 

Ieri i primi vaccini alle nove al "Paolo Borsellino" di Marsala - Ieri mattina sono stati fatti primi vaccini a medici, infermieri e operatori socio-sanitari. I primi sono stati proprio i medici e gli infermieri che da mesi lottano contro il virus curando i pazienti nel reparto di rianimanzione del Covid Hospital marsalese.

Il responsabile per le vaccinazioni è il dottore Daidone che spiega come avviene tutta l'operazione. "Chi effettua il vaccino - dice - deve attendere una ventina di minuti in sala d'aspetto, per eventuali effetti collaterali, dopo aver fatto la puntura, e dovrà rifare il richiamo del vaccino tra 21 giorni". "Una giornata importante anche qui a Marsala con le prima vaccinazioni. Contiamo di vaccinare più di cento persone al giorno", le parole di Paolo Zappalà, commissario straordinario Asp. "Un momento che attendevano per poter finalmente lavorare con tranquillità - dice la dottoressa Grado. Oggi è un giorno da ricordare, credo che sia un po' il nostro capodanno, una luce alla fine del tunnel che aspettavamo da tanto tempo. Noi che abbiamo vissuto e viviamo il Covid, aspettavamo con ansia questo giorno". Dottore Francesco Giurlanda, direttore sanitario del Paolo Borsellino: "Il personale sanitario deve obbligatoriamente vaccinarsi per non contagiare il paziente. Le principali malattie del passato come il vaiolo o la poliomelite sono state sconfitte con la vaccinazione e bisogna fare così anche con il Covid, per cambiare il decorso di questa malattia".

Situazione preoccupante a Valderice -  Il Comune potrebbe presto essere dichiarato zona rossa. Nelle ultime ore, il numero dei casi positivi da Covid-19, a Valderice è salito a 74 il numero dei contagiati. "Sono fortemente preoccupato - dichiara il Sindaco Francesco Stabile - in quanto il focolaio non è riconducibile soltanto a quello verificatosi nell'ultima settimana, tra le frazioni di Chiesanuova e Crocci, ma sono scoppiati focolai anche in altre zone del territorio". "Il malaugurato, ma probabile dilagare dei contagi, dopo le festività potrebbe portare ad assumere decisioni molto restrittive per tutti noi. Il dato epidemiologico dei contagi in tal caso, farebbe assumere scelte drastiche, come quella di dichiarare Valderice ZONA ROSSA, con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare.
Motivo per cui, è necessario adottare tutte le misure restrittive impartite dai dpcm; comprendo che non è affatto semplice, ma bisogna capire che al momento non abbiamo altre soluzioni, che quelle di osservare le regole di prevenzione. Voglio correre il rischio di essere volutamente ripetitivo, e pertanto continuo a dire che la migliore prevenzione si può adottare STANDO A CASA. Sacrifichiamoci ancora, non assumiamo comportamenti superficiali".

Nei giorni scorsi, un focolaio era scoppiato nella Chiesa di Crocci e un sacerdote era rimasto positivo, insieme a tanti parrocchiani. "Siamo in stretto e continuo contatto con il Dipartimento di prevenzione dell'Asp, e non nascondo la preoccupazione che nei prossimi giorni il numero possa continuare a salire - continua il Sindaco Stabile -.

Capizzi prima zona rossa del 2021 -  Il Comune di Capizzi, nel messinese dalle ore 14 di oggi (domenica 3 gennaio) sarà "zona rossa" per dieci giorni. Lo prevede un'ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Il provvedimento, preso d'intesa con l'assessore alla Salute Ruggero Razza, vista la relazione dell'Asp e sentito il sindaco, serve a salvaguardare la salute pubblica e contrastare la diffusione del Coronavirus. Le misure restrittive resteranno in vigore fino alla mezzanotte di mercoledì 13 gennaio.

Preoccupante l'aumento del tasso di positività in Italia -  Il bollettino parla di 364 morti e 11.831 nuovi casi Covid su un numero basso di tamponi effettuati, poco più di 67mila. L'incidenza di positività è ora salita quasi di tre punti, al 17,6%, e tornano ad aumentare - anche se solo di 16 unità - i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Gli effetti del Dpcm del 24 ottobre - secondo diversi esperti - sono ormai esauriti e in tutta Italia la curva dell'epidemia sta tornando a salire, tanto che le stime elaborate dallo statistico Livio Fenga indicano circa 600mila casi complessivi a fine gennaio, contro i circa 577mila attuali. E sono almeno 14 le regioni in cui le stime indicano una ripresa dei contagi a partire dal Veneto. Dall'indagine emerge una tendenza all'aumento nelle province autonome di Trento e Bolzano, in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Umbria. Per il matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani, la speranza è che "la ripresa sia mitigata dagli effetti delle misure introdotte alla vigilia Natale, delle quali si potranno vedere gli effetti nella seconda settimana di gennaio". Secondo l'esperto "sarebbe prudente vedere l'andamento dei dati e soltanto dopo decidere se riaprire le scuole".

Vola al 17,6% il tasso di positività, secondo gli ultimi dati del ministero della Salute. Poco meno di 12mila i nuovi casi, ma appena 67mila i tamponi nelle ultime 24 ore.

Slitta al 18, intanto, la riapertura delle piste di sci con l'ordinanza firmata da Speranza, mentre c'è il pressing delle Regioni per la riapertura delle palestre.

La collocazione dei territori nelle varie zone - gialla, arancione o rossa - sarà decisa in seguito al monitoraggio che arriverà nella prima metà della prossima settimana. A rischiare la zona rossa per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, ma anche Puglia, Basilicata e Lombardia. Altri indicatori d'allerta riguardano Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna, che hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive. Incerta la situazione della Sardegna, mentre fonti di governo fanno sapere che dal 7 l'Abruzzo tornerà in zona gialla.
 

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