La violenza di gruppo a Campobello. Chiesto l'incidente probatorio
La Procura di Marsala ha chiesto al gip un incidente probatorio per ascoltare la ragazza diciottenne che a fine aprile ha denunciato di essere stata vittima di una violenza sessuale di gruppo all’interno di una villetta di Tre Fontane, frazione balneare di Campobello di Mazara.
A seguito della denuncia della giovane, sono stati arrestati i cugini Eros e Francesco Biondo, 23 e 24 anni, di Marsala, rinchiusi nel carcere di Trapani, e Giuseppe Titone e Dario Caltagirone, 20 e 21 anni, di Campobello di Mazara, posti ai domiciliari.
Un minorenne, invece, è indagato a piede libero. Secondo l'accusa, i giovani avrebbero attirato la ragazza con una scusa. La giovane, infatti, ha raccontato di essere stata invitata ad una festa in una casa di amici. Dovevano esserci sia ragazzi, che ragazze. Al suo arrivo, però, la vittima avrebbe trovato solo i ragazzi. E dopo un rapporto sessuale con uno di loro, questi avrebbe chiamato gli amici, che l’avrebbero violentata. A difendere i quattro sono gli avvocati Vito Cimiotta, Massimo Mattozzi, Giuseppe Pantaleo e Davide Brillo. Pm titolare del procedimento è Marina Filingeri. Nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Riccardo Alcamo, i due marsalesi hanno scelto di rispondere alle domande, cercando di difendersi, non si sa quali risultati, mentre gli altri due si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere.
L’8 febbraio la giovane, una studentessa di appena 18 anni, ha deciso di rompere il silenzio rivolgendosi ai Carabinieri denunciando che pochi giorni prima era stata invitata ad una festa all’interno di un’abitazione estiva. Rassicurata dalla presenza di due suoi “amici di vecchia data” – (oggi agli arresti domiciliari) e ingannata dagli altri due (attualmente in carcere) poiché convinta che ci sarebbero state altre ragazze, ha accettato di partecipare a quella che sarebbe dovuta essere una semplice “mangiata” tra amici.
Dopo alcuni momenti trascorsi tra musica e alcol la giovane ha avuto un rapporto sessuale consenziente con uno dei ragazzi all’interno di una stanza posta al piano superiore dell’abitazione.
Tuttavia, pochissimi istanti dopo l’inizio del rapporto, il giovane non esitava ad invitare gli altri amici; sebbene il ripetuto diniego della giovane, i ragazzi agendo secondo la “logica del branco” profittavano della sua inferiorità fisica e psichica che le impediva di resistere. Neppure le urla di aiuto facevano desistere i presunti autori dall’odioso crimine tanto da provocare sul corpo della ragazza lividi e contusioni dovuti ai suoi vani tentativi di sottrarsi alle violenze che proseguivano tra le risate compiaciute di tutti i presenti.
Quella stessa sera avevano inizio le incessanti attività dei militari dell’Arma coordinati dalla Procura di Marsala che, attraverso l’attivazione di intercettazioni telefoniche e ambientali, la raccolta di sommarie informazioni a caldo delle persone variamente coinvolte nella vicenda e il sequestro degli smartphone, hanno permesso di raccogliere molteplici elementi di prova.
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