Castelvetrano, Favoroso ucciso per errore con una fucilata: dieci le condanne in totale
Un colpo di fucile partito accidentalmente durante una serata tra amici. Questa la tragica dinamica che, la notte del 26 novembre 2020, ha portato alla morte di Vincenzo Adamo Favoroso, 33 anni, noto come "Tacatà", ex calciatore e capo tifoseria della Folgore di Castelvetrano. Ora, il giudice del Tribunale di Marsala Matteo Giacalone ha emesso dieci condanne per questa vicenda, qualificata come omicidio colposo.
A premere il grilletto sarebbe stato Gaspare Favara, un 33enne castelvetranese che, secondo la sentenza, ha esploso accidentalmente il colpo fatale. Favara è stato condannato a cinque anni e dieci mesi di reclusione. Durante quella serata, trascorsa giocando a carte e bevendo birra con un gruppo di amici, il proiettile partito per errore dal fucile ha colpito Favoroso, provocandone il decesso.
Dopo l’incidente, anziché chiamare subito i soccorsi, i presenti avrebbero tentato di nascondere le tracce del misfatto, portando il corpo della vittima in un casolare abbandonato, forse con l’intento di simulare un incidente di caccia. Questo comportamento ha aggravato la posizione degli imputati, con accuse di omissione di soccorso e occultamento di cadavere.
Nel processo, durato oltre tre anni, sono stati ascoltati testimoni chiave, tra cui alcuni amici presenti alla scena e il fratello della vittima, Fabio Favoroso. L’interrogatorio di quest’ultimo è stato decisivo per chiarire i dettagli della tragica notte e per smontare eventuali tentativi di copertura.
Le condanne complessive riguardano sia Favara, responsabile dello sparo, sia altri nove imputati, tra cui gli amici che avrebbero contribuito al depistaggio. Le pene per gli altri accusati vanno dai sei mesi a quattro anni e sei mesi, con accuse legate a reati accessori come la rimozione del cadavere e la falsa testimonianza.
Una vicenda drammatica che ha scosso la comunità di Castelvetrano, lasciando un profondo senso di dolore tra i familiari e gli amici di Vincenzo Favoroso. “Tacatà” era una figura nota e rispettata nel mondo del calcio locale, nonché un punto di riferimento per la tifoseria della Folgore.
Adesso, con la sentenza emessa, si chiude un capitolo giudiziario che ha richiesto anni di indagini e ricostruzioni per far luce sui fatti, ma il dolore per la perdita rimane incolmabile.
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