Crisi idrica in Sicilia: Ciminnisi (M5S) chiede chiarezza sull'attivazione dei dissalatori
La deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, torna a sollevare dubbi sulla reale operatività dei dissalatori di Trapani, Gela e Porto Empedocle, annunciati dal Governo per il 2025. Secondo Ciminnisi, a oggi non ci sarebbero certezze sui tempi di attivazione né sulla reale portata idrica degli impianti.
“Il 2025 si prospetta come un altro anno critico per la crisi idrica in Sicilia”, afferma la deputata trapanese, che ha presentato una nuova interrogazione parlamentare per ottenere risposte concrete. “Al momento, siamo fermi alla propaganda”, aggiunge, sottolineando come il Governo abbia annunciato una produzione idrica di 525 litri al secondo, ma i dati ufficiali sembrano raccontare una realtà diversa.
Dubbi sulle tempistiche e sulla capacità degli impianti
Ciminnisi evidenzia che, dalla documentazione presente sul portale del Commissario straordinario per l’emergenza idrica, emerge una fase iniziale con una portata idrica ridotta, con la piena operatività prevista solo nel lungo periodo. Tuttavia, non sono stati specificati i tempi esatti di questa transizione.
“Non sappiamo quando inizierà e quando finirà questo ‘breve periodo’ né quale sarà la portata effettiva prima dell’estate 2025”, dichiara la deputata, mettendo in discussione le rassicurazioni fornite dal presidente della Regione Renato Schifani.
Un’altra estate a rischio?
Secondo Ciminnisi, i timori sollevati la scorsa estate stanno trovando conferma nei ritardi e nell’incertezza che avvolgono il progetto. “Dopo aver illuso i siciliani che i dissalatori avrebbero risolto la crisi idrica entro il 2025, il Governo dovrebbe almeno avere il coraggio di dire la verità: con ogni probabilità, gli impianti non saranno pronti in tempo e ci aspetta un’altra estate di emergenza”, conclude la parlamentare del M5S.
L’interrogazione presentata mira a ottenere risposte chiare su tempi e modalità di attivazione degli impianti, affinché i cittadini siciliani non vengano nuovamente colti impreparati da una crisi idrica senza soluzioni concrete.
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