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05/01/2022 13:24:00

Il Covid dilaga in Sicilia, ospedali nel caos, Comuni verso la zona arancione

Il Covid dilaga e la Sicilia si fa trovare impreparata. Così, dal governo Musumeci cercano di correre ai ripari. Si prevede l'assunzione di nuovi medici.  E c'è già una lunga lista di Comuni che verranno dichiarati zona arancione, se non addirittura zona rossa. Sono i Comuni dove i contagi sono tanti, in rapporto alla popolazione, e i vaccinati pochi. 

Il 70% dei ricoverati negli ospedali siciliani sono persone no - vax, non vaccinate, cioè, o che ci hanno pensato tardi e hanno fatto solo una dose. 

E' saltato un po' dovunque il tracciamento. Si naviga a vista, perchè sono troppi i positivi e dieci volte tanti i soggetti in quarantena. Da qui il via libera alle Asp per reclutare ancora medici. 

I manager delle Asp hanno però riferito all’assessore che non ci sono più molti medici da reclutare.
Ogni Asp pubblicherà nei prossimi giorni nuovi bandi per contratti a termine.
Nel frattempo da lunedì scatteranno nuove regole per la gestione dei focolai. 

Oggi sarà pronto il  il documento finale del comitato tecnico scientifico siciliano che detta i nuovi parametri che consentiranno
al presidente di dichiarare arancioni o rossi singoli Comuni: accadrà quando il numero dei contagi sarà alto (anche se inferiore ai parametri attuali) e parallelamente nel territorio si registreranno pochi vaccinati o poche terze dosi. La previsione è che molte città e paesi transiteranno velocemente in zona arancione.
Proprio per semplificare il tracciamento da ieri,  per confermare la positività basta un esame antigenico, senza bisogno della conferma con tampone molecolare. È quanto hanno deciso i commissari per l’emergenza di Palermo, Renato Costa, di Messina, Alberto Firenze e di Catania, Pino Liberti, applicando una circolare ministeriale datata 8 gennaio 2021 che, nei quadri con alta incidenza di contagi sulla popolazione come quello siciliano, prevede, per l’appunto, il test rapido come unico screening sanitario.

Ma gli ospedali sono in difficoltà. Una signora di  86 anni e in sedia a rotelle è rimasta più di 14 ore al pronto soccorso di Villa Sofia di Palermo in attesa di essere visitata e di fare i primi esami. E' solo l'episodio più eclatante che racconta il tilt degli ospedali siciliani. L’aumento dei contagi ha costretto molti ospedali a riaprire i reparti Covid: a Palermo il Covid Hospital del Cervello ha riempito i suoi 200 posti, il Civico ha riconvertito i suoi 24 di Malattie Infettive e a Partinico sono occupati 25 posti di area medica su 39 e 4 su 14 di terapia intensiva. All’ospedale di Marsala, unico centro Covid per la provincia di Trapani, i ricoveri in terapia intensiva sono 6, 16 in semi intensiva e 68 quelli ordinari.