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17/12/2013 06:50:00

Cosa succede a San Pietro /2. Polisa e l'università a Marsala. Cos'è davvero?

A Marsala è arrivata l’Università. E’ arrivata in pieno centro storico, al Complesso Monumentale San Pietro. E’ il Corso di Laurea in musica, spettacolo, scienza e tecnologia. Come abbiamo raccontato ieri la concessione dei locali è avvenuta a favore dell’Umsi, con un affitto annuo di circa 8.800 euro. Tutto attraverso una gara con un’asta che partiva da 8.100 euro. Ma la volontà di dare in affitto i locali all’amministrazione Adamo è venuta dopo la proposta degli stessi organizzatori del corso di laura. L’amministrazione Adamo però, per evitare figuracce simili a quella dei locali dell’atrio comunale dati alla Smea per il noleggio di bici elettriche, stavolta ha fatto un bando di gara, a cui ha partecipato soltanto l’Umsi. E’ stato inaugurato il 6 dicembre il Corso di Laurea. C’erano tutti. Il sindaco Giulia Adamo, l'assessore Patrizia Montalto, C’era anche Orazio Barra, rettore della Polisa, Politecnico Internazionale Scientia et Ars di Vibo Valenzia. Il Polisa tiene a Marsala il corso di laurea a 80 studenti. Sono previsti – leggendo il bando per l'iscrizione ai corsi - due diplomi accademici. Uno di primo livello in “Musiche, spettacolo, scienza e tecnologia del suono” e uno di II livello in “Musica, scienza e tecnologia del suono”. A Marsala, spiegano Fabio Gandolfo e Roberta Caly, insegnanti del Polisa, ci sono due indirizzi, uno artistico-musicale e uno scientifico tecnologico. Le rate annuali vanno dai 1400 ai 1800 euro.
Ma cos’è l’Umsi, cos’è la Polisa? Non è facile, perché come capita spesso ci sono giri e rigiri di società, enti, consorzi, convenzioni che un po’ scadono e un po’ vengono riprese, sedi in più parti d’Italia. Da Roma a Vibo Valentia, per andare in Campania, in provincia di Catanzaro, e ancora in Sicilia, con Menfi, Porto Empedocle e Marsala. Che giro. E grazie che l’appassionato di musica che vorrebbe saperne di più si sente spaesato davanti a tutte queste acrobazie. Perché in questi giorni sono arrivate diverse segnalazioni e dubbi sulla credibilità dell’Università e la validità dei titoli rilasciati. Proviamo ad andarci con ordine.


COMINCIANDO DALL’UMSI. A Marsala i locali sono stati concessi, formalmente, all’Umsi. Che è una società privata, una srl, amministrata da Ciro Barbato. Non si conosce molto di questa Umsi, anche perché è nuova. Il suo atto di costituzione è datato 31 gennaio 2013. E’ una costola della Ums, senza I. Internet non aiuta molto, in questo caso. L’Umsi è un ente di formazione privato, che si occupa di spettacolo e musica, ma non ha un sito online. Solo la cara vecchia visura camerale ci può aiutare a capire dove si trova. A Melito di Napoli è la sede. Umsi e Ums sono diverse, ma della stessa famiglia.
Una delle poche tracce che si trovano sull’Ums è su www.emagister.it dove viene specificato che “l' U.M.S. Università della musica e dello spettacolo nasce con l'obiettivo di formare il performer ossia artista a 3 dimensioni, in grado cioè di avere una notevole padronanza tecnico/vocale e contemporaneamente essere capace di recitare e ballare. Ciò per dare maggiori opportunità di inserimento nel mondo dello spettacolo,come Musical e Teatro, Cinema e Televisione. I nostri allievi ideali sono persone con un grande talento e voglia di imparare, e spetterà a noi il compito di farne dei Fuoriclasse!”.
Non è di certo una presentazione da università. Poi è nata l’Umsi che si chiama università, ma università non è. Ma i locali di San Pietro a di Marsala non sono ottenuti solo dall’Umsi. Ma dal Polisa, con le scuole di musica Carpe Diem, Bottega sonora e Drum Academy. Il Corso di laurea però è sotto l’insegna Polisa-Conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia.

IL POLISA. Qui c’è il primo punto che non è chiaro. Perché questa serie di associazioni e convenzioni? Perché il Polisa non chiedeva direttamente i locali al Comune, anziché associarsi con Umsi, e le scuole di Musica? E cosa c’entra il conservatorio di Vibo Valentia, visto che il Politecnico di Vibo si presenta già come università?

Raccontano cosa sia il Polisa Fabio Gandolfo e Roberta Caly: “Polisa è una università privata, al pari della Bocconi e della Luiss, perchè nel 2003 il rettore Orazio Barra ha colto al balzo l’opportunità di consorziarsi con il conservatorio di Vibo Valentia (tant’è che il nostro titolo esce con l’intestazione congiunta)”. In sostanza, Polisa può definirsi a tutti gli effetti università proprio in virtù di questa associazione con il Conservatorio che per legge sono riconosciuti come enti accademici dal Miur al pari delle università. E’ una convenzione tra l’ente pubblico Conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia e la società privata Polisa. “Nel 2003 – proseguono Gandolfo e Caly -Orazio Barra ha ottenuto l’apertura del biennio sperimentale. Grazie a questo consorzio sono nati corsi di laurea che hanno caratteristiche avanguardistiche e moderne rispetto alle lauree del conservatorio. C’è una parte artistico culturale che tratta tutto ciò che è moderno, come chitarra elettrica, mentre al conservatorio si tratta la chitarra classica, ad esempio. Ci sono anche materie scientifiche e tecnologiche”. E questo perché Orazio Barra, il creatore del Polisa proviene dal campo tecnico scientifico, è uno dei massimi esperti in nuove tecnologie. Un luminare del settore. È stato anche Esperto Designato delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e del Ministero dell'Università per l'Energia,l'Ambiente e lo Sviluppo Tecnologico.

A CHE SERVE IL POLISA? Ora sulla valenza dei docenti e degli alunni niente da dire. Ma molte perplessità sono state sollevate sulla validità dei titoli, sulla credibilità del Polisa. E la domanda che in molti si fanno è cosa si può fare con il corso di Laurea Polisa? Cominciando da una lettrice che ci ha scritto.
“Essendo interessata a tale corso di laurea, mi sono connessa al sito Polisa di Vibo Valentia scoprendo che i diplomi accademici di I e II livello, sono stati autorizzati rispettivamente con i seguenti Decreti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: 4 settembre 2003 n. 462 e 30 luglio 2004 n. 77. Ciò che più mi ha incuriosita è l’avere appreso che tali Diplomi sono stati autorizzati dal Ministero o MIUR come “sperimentali”. Il che significa che tali corsi di laurea “non sono regolamentati a livello ministeriale” nè per quanto riguarda gli Ordinamenti Didattici dei corsi di studio, nè per le corrispondenze tra le attuali classi di concorso e i settori artistico-disciplinari (vedi Decreto Ministeriale del 30 settembre 2009 n 124 art 1 e 2). Inoltre la Polisa afferma che la laurea in Musica, Spettacolo, Tecnica e Scienza del Suono consente di insegnare presso i Licei Musicali, Tecnologia musicale”. La lettrice preferisce restare anonima, ha diversi dubbi. Ad esempio se i corsi, visto che furono autorizzati in via sperimentale, possono essere soppressi. E si chiede, e chiede al Polisa, “per quale motivo seguire la vostra offerta formativa, se attualmente nelle Istituzioni di Alta Formazione Artistica-Musicale (Conservatori di musica, e Istituti Superiori di Studi musicali), con gli studi regolamentati dal Ministero si può insegnare: nei, Licei musicali, Scuole medie, nei Licei Psicopedagogici, nei Conservatori, negli Istituti Superiori di Studi musicali e nelle Accademie di belle Arti e si può insegnare non solo tecnologia musicale, ma tutte quelle materie concernenti gli studi effettuati nell’AFAM”.
In effetti sembra che con il diploma di primo livello non vi è possibilità di accedere ad alcun insegnamento, mentre con il diploma di secondo livello ad indirizzo artistico musicale, non si può in nessun caso insegnare nelle scuole medie ad indirizzo musicale, mentre è possibile insegnare alcune materie nei Licei Musicali di nuova costituzione, tipo Acustica e Tecnologie Musicali.
In nessun caso è previsto l'insegnamento di Esecuzione ed interpretazione di Strumento musicale.
Gandolfo e Caly hanno spiegato che a differenza del conservatorio “qui ci si può diplomare in chitarra elettrica, si può fare solo al Polisa e in un’altra scuola, è una laurea a tutti gli effetti. Nel 2003 si è cominciato con il biennio di specializzazione proprio per dare l’opportunità ai ragazzi si specializzarsi dopo la mini laurea di tre anni. Col nostro titolo si può insegnare tecnologia musicale ai licei di musica, ma si può anche accedere alla classe dell’educazione musicale. Ma badate bene che nemmeno al conservatorio puoi insegnare a suonare la chitarra, ad esempio, c’è bisogno di un percorso più specializzato per avere l’attestato”.

LA ONLUS CHE FONDA L’UNIVERSITA’ E L’AUTORIZZAZIONE CHE NON C’E’. A proposito del titolo Afam. Occorre fare un passo indietro. Una delle perplessità che sono sollevate è l’effettiva esistenza dell’autorizzazione a rilasciare attestati Afam, Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Da un documento del Ministero dell’istruzione abbiamo scoperto che il Polisa nasce nel 2003, dalla Edenet, del prof. Barra, una associazione onlus che dal 1989 opera nel settore della ricerca scientifica, nell’assistenza tecnica agli organi di governo e a enti e organismi pubblici e privati, diffusione della conoscenza e dell’informazione, tutela e sviluppo dell’ambiente e del territorio, produzione e utilizzo di energia elettrica e termica, settore industriale ingenere, servizi e management, comunicazione, beni artistici, culturali, visivi, musicali, scritti o verbali. Nel 2004 il ministero dell’Istruzione autorizza il Consorzio Scientia et Ars e il Conservatorio di Musica Torrefranca di Vibo Valentia ad attivare congiuntamente dall’anno accademico 2004/2005 il triennio sperimentale per il conseguimento del titolo accademico di primo livello in Musica Spettacolo scienza e tecnologia del suono. Nel 2010 il Polisa chiede al Ministero dell’Istruzione l’autorizzazione a rilasciare attestati di questa valenza. La commissione però boccia in un primo momento l’istanza, perché l’Edenet, per la Polisa ha prodotto documenti insufficienti. Inoltre il comitato osserva “che la qualificazione della docenza, le relative modalità di reclutamento e i curricula sono documentati solo per il 20% della stessa. Perplessità suscita anche il fatto che i diplomati risultano in numero decrescente nel triennio 2005/2008. Inoltre, l’attività destinata alla formazione AFAM risulta corrispondente a quella di legge dal 2003, anno nel quale viene approvato lo Statuto del Polisa (poi registrato nel 2004) con specifica attribuzione delle competenze in materia di Alta formazione artistica e musicale, anno dunque successivo a quella di entrata in vigore della legge 508/99. Il Comitato ritiene pertanto che, pur trattandosi, nel caso del Polisa, di offerta formativa interessante, non vi sono in atto tuttavia i presupposti per l’accreditamento dei corsi ai sensi dell’art. 11 DPR 212/05.” Come è finita dopo non si sa. “E’ tutto in ordine e tutto in regola - hanno precisato i professori Gandolfo e Caly – anche se noi facciamo solo gli insegnanti, ma ci siamo informati, sia noi che gli studenti, e vi possiamo assicurare che tutte le carte sono a posto e che abbiamo le autorizzazioni per i corsi. Altrimenti non saremmo qui”. Anche se sul sito del ministero dell’Istruzione, nell’elenco degli enti autorizzati a rilasciare certificati Afam, non c’è né il Polisa, né l’Edenet, né l’Umsi, né il Conservatorio di Vibo Valentia, riconosciuto, appunto, come conservatorio dal Miur. “Vi do una notizia – dice Gandolfo – da poco tempo hanno chiuso l’ufficio Afam. Non esiste più”. Come non esiste più? Il Polisa può rilasciare questi titoli Afam, se esistono, o no?

LA CONVENZIONE CON IL CONSERVATORIO DI VIBO VALENTIA. A che serve la convenzione con il Conservatorio di Vibo Valentia allora? Il Polisa può dichiararsi, quindi, università grazie alla convenzione con il prestigioso Conservatorio di Vibo Valentia. Il Conservatorio è stato commissariato qualche mese fa. Commissario è rimasta l’ex direttrice, la professoressa Antonella Barbarossa. A giugno il Tar di Catanzaro ha condannato il Conservatorio a indire subito le elezioni per un nuovo direttore per il triennio 2012-2015 perchè aveva reiterato la "non ammissione" di un docente a concorrere per il posto di direttore del prestigioso istituto di musica. A settembre ancora non erano state fatte nuove elezioni tra i docenti per eleggere il nuovo direttore. Ma le cose possono essere cambiate nel frattempo. Fatto sta che sul sito del conservatorio direttrice è ancora la Barbarossa.
A proposito della Convenzione tra Conservatorio e Polisa questa doveva avere durata di tre anni accademici, ossia “fino al tempo necessario per espletare un intero ciclo di Triennio di I Livello ed almeno un ciclo di Biennio di II Livello, e decadrà pertanto al 31 Ottobre 2008, perdendo ipso facto di efficacia, senza bisogno di ulteriore atto formale, fatto salvo il completamento degli impegni delle parti eventualmente a tale data non ancora del tutto espletati, e segnatamente l'obbligo del completamento integrale di tutti i cicli di triennio e di biennio al momento iniziati ed in corso”. Questo si legge nella convenzione del 2004. Ora, sembra, e sottolineiamo sembra, che non ci sia traccia del rinnovo della convenzione. E’ così?


LE SEDI. Una piccola questione logistica. Gandolfo e Caly hanno parlato di corsi preaccademici e corsi accademici. I corsi preaccademici sono quelli che tengono diverse scuole di musica, nel nostro caso, per prepararsi al conservatorio, ad esempio. Questo dopo l’entrata in vigore della riforma Moratti che ha equiparato il valore e i metodi di accesso dei conservatori di musica alle università. L’unico polo accademico in Sicilia del Polisa è a Marsala, ha specificato Gandolfo, ma ci sono diversi corsi sparsi per l’isola. A Menfi, Porto Empedocle, Siracusa e via dicendo. A Porto Empedocle ad esempio c’è un centro Polisa, presso la scuola di musica Bel Canto, ma si tratta di una struttura di poche stanze e qui è un corso preaccademico. Fatto sta che di questo, come di quello di Menfi non si trovano molte notizie in giro e su internet.
A proposito delle poche notizie che si trovano su internet, sempre la lettrice, non è riuscita a trovare: Le offerte formative; I criteri di designazione dei docenti; Il regolamento didattico di base dei corsi che si attuano; Il piano di studi delle singole discipline con relativo numero di ore nonché calendarizzazione.
“Inoltre – scrive - non si è capito se è sede staccata del Polisa o sezione autonoma, proprio perché non è leggibile da nessuna parte la convenzione stipulata tra Carpe Diem, Bottega sonora e Polisa come invece avviene in tutti i Conservatori o Istituti Superiori di Studi Musicali d’Italia (legge 508/99 che lo prevede). Interessante poi il titolo di laurea in Canto leggero, che ho voluto attenzionare, ahimè senza trovare una giusta motivazione, visto l’attuale riscontro nelle tabelle degli insegnamenti didattici del Ministero dell’Università e della Ricerca, tale titolo dalla documentazione visionata al momento non consente alcuna forma d’insegnamento in nessuna classe di concorso. Lo sarà successivamente? Alla luce di tutto ciò mi chiedo quale motivo dovrebbe spingermi a iscrivere mio figlio al triennio di Marsala?”

NESSUNO TOCCHI IL POLISA. La risposta allo scetticismo di molti la si può trovare proprio sul sito del Polisa. La descrizione sul sito è quasi un cazziatone a chi in precedenza ha dubitato sulla sua effettiva valenza. Viene fatto tutto un elenco delle attività del Politecnico. Il consorzio con il Conservatorio di Vibo Valentia, l’inaugurazione nel 2004 del presidente della Camera Pierferdinando Casini, la Polis Orchestra Sinfonica, i 500 allievi che ogni anno si iscrivono. I membri del Cda, tutti grandi artisti ed esperti del settore. Le collaborazioni con altre università, la partecipazione di enti pubblici come la Regione Calabria. Poi Orazio Barra conclude lanciando una sfida “a quei pochi che ancora preferiscono osteggiare il Politecnico più che collaborare: siamo pronti a far misurare i nostri allievi ed i nostri docenti con i loro in qualunque dei principali settori artistici e scientifici oggetto dei percorsi formativi di cui trattasi, purché questa “competizione” si svolga alla presenza di pubblico, autorità, Ministero e “media” davanti ai quali il perdente deve rimanere chiaramente sconfitto. Che questa sfida venga raccolta o si taccia per sempre”.